Lettera al Ministro Orazio Schillaci

Egregio Signor Ministro

Prof. Orazio Schillaci

Ministero della Salute

e p.c.

Dott. Marco Mattei

Capo di Gabinetto;

Dott.ssa Maria Rosaria Campitiello

Capo segreteria tecnica

Torino, 20 giugno 2024

Ill.mo Signor Ministro, 

               nell’imminenza della riunione EPSCO che si terrà il 21 giugno p.v. in tema di aromi e sigaretta elettronica, desidero esprimerLe la preoccupazione mia personale e di molti Colleghi che da anni si occupano di tabagismo a livello clinico e scientifico. Purtroppo il tema del fumo elettronico appare inusitatamente divisivo e per molti versi animato da un approccio ideologico incomprensibile per chi si occupa di scienza ed ha a cuore la vita delle persone. 

Il primo punto che desidero sottoporre alla Sua attenzione e che non sembra purtroppo chiaro a molti, è che la tutela dei giovani e le politiche di aiuto ai fumatori incalliti sono questioni molto diverse tra loro. 

ConfonderLe è lontano dalle indicazioni della scienza indipendente. Non si tratta una mia opinione personale ma di una affermazione espressa dagli Editorialisti di Nature che nel febbraio 2023 affermavano in maniera assai convincente e motivata che la sigaretta elettronica riduce la tossicità rispetto al fumo combusto nella misura del 95% e suggerivano di non confondere le due questioni della iniziazione e delle politiche di aiuto ai fumatori incalliti. Su Nature è presente anche un invito al dialogo tra studiosi, cosa che sorprendentemente talune aree scientifiche rifiutano. 

Peraltro ben due revisioni sistematiche Cochrane esaminano la questione delle potenzialità della sigaretta elettronica nei fumatori incalliti nel processo di cessazione. Una nel 2022 con oltre 22mila partecipanti e un’altra nel settembre 2023. Si tratta di migliaia di casi reali nei quali il fumo elettronico nelle attuali formulazioni tecniche si rivela parimenti efficace o più efficace dei principali prodotti farmacologici indicati in tutte le linee guida come utili a sostenere la cessazione degli ”heavy smokers”. 

Questi dati sono ulteriormente confermati in maniera indipendente da altri trial clinici randomizzati su Jama il 29 gennaio 2024 e sul New England  il 14 febbraio 2024. In nessuna pubblicazione indipendente (e parliamo del massimo livello della letteratura scientifica internazionale), risultano danni o esiti sulla salute dei fumatori che sono stati indagati. 

Dall’altra parte, sui danni del fumo combusto, abbiamo la triste e confermata verità di una mortalità altissima nella popolazione dei forti consumatori. Questa è una vera emergenza clinica oltre che umana e non può lasciare inerti coloro che come me hanno speso una vita ad operare e curare pazienti affetti da carcinomi della testa e del collo: tumori dovuti in buona parte al fumo combusto. Molti pazienti trattati in conservazione d’organo purtroppo riprendevano poi a fumare pregiudicando la prognosi e questa è la ragione per la quale nel 2000 ho fondato un centro antifumo presso l’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino ed ho concretamente aiutato migliaia di fumatori nel processo di cessazione.

Fare a meno dello strumento sigaretta elettronica nelle sue correnti formulazioni appare incomprensibile. Peraltro molta parte delle ricerche sorprendentemente incentrate sui possibili effetti di una tossicità residuale tralasciano con superficialità gli innegabili effetti di ricevibilità delle proposte. 

Certamente a Lei non sarà sfuggita la risibile frequentazione da parte dei fumatori dei centri antifumo (si tratta di circa 10 mila fumatori all’anno su una popolazione di circa 11 milioni di fumatori) e soprattutto come le indicazioni delle linee guida sulla cessazione siano caratterizzate da una fascia di insuccesso che supera il 55%. 

Consideri che i dati dei follow-up presentati si attengono ad osservazioni variabili da 6 mesi ad 1 anno, raramente 2 anni. Certamente periodi molto brevi per poter giudicare una reale efficacia nell’ambito di una dipendenza. 

Le sigarette elettroniche con la loro fascia aromatica hanno la potenzialità di attrarre il fumatore portandolo a ridurre la tossicità da combustione che poi è la vera artefice del danno. Si può considerare una sorta di prevenzione parziale ma ha la potenzialità di salvare migliaia di vite oggi. 

E’ stato anche dimostrato da recenti lavori che l’attrattiva dell’aroma nel vapore aiuta il fumatore incallito a fare a meno del fumo combusto. Peraltro se si leggono le produzioni scientifiche in materia di aromi e fumo elettronico moltissimi di questi lavori presentano pecche rilevanti nella metodologia e nei dosaggi utilizzati. 

Allo stesso modo è stato anche dimostrato come non esista nessuna significativa correlazione tra aromi e attrattività di tali prodotti nei confronti dei più giovani e che la proposta di altri Paesi europei di vietare la commercializzazione dei flavour non influisce sulle politiche di contrasto all’iniziazione orientate ai giovani bensì compromette l’efficacia di strumenti utili alle politiche di cessazione e di aiuto ai fumatori incalliti.

Oramai la sigaretta elettronica è presente sul mercato da quasi 15 anni, la sicurezza dei device e dei liquidi per certi versi appare più vicina all’area farmacologica che ad un prodotto di consumo. Pare che si stia spingendo il principio di precauzione ad un livello incomprensibile e che in definitiva determina uno stallo del fumatore verso il perseverare nell’uso della tradizionale sigaretta che appare paradossalmente più sicura all’uomo della strada.

Auspico nel buon senso e nella moderazione, confidando nella fondamentale differenziazione sia tra prodotti tradizionali con combustione e prodotti innovativi senza combustione, sia tra politiche di contrasto all’iniziazione e politiche di prevenzione e aiuto per chi fuma.

Con viva cordialità

Dottor Fabio Beatrice

Direttore Scientifico dell’Osservatorio MOHRE – Medical Observatory on Harm Reduction

Primario emerito di Otorinolaringoiatria, già Direttore del Dipartimento di Chirurgia Ospedaliero e Fondatore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino

https://mohre.it

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