Acqua salata: gargarismi e inalazioni riducono il rischio di Covid severo

Redazione

Talvolta soluzioni semplici sono determinanti in situazioni complesse, semplici come l’acqua, purchè salata, così come sottolineato all’ultimo  American College of Allergy, Asthma & Immunology Annual Scientific Meeting dove i dati hanno indicato che gargarismi di acqua salata e il risciacquo nasale con soluzione salina possono essere la chiave per ridurre i tassi di ospedalizzazione nei casi di infezione da SARS-CoV-2. Un recente studio condotto in Texas ha esaminato questa pratica semplice, rivelando risultati straordinari.

Il team di ricercatori ha reclutato 58 adulti affetti da COVID-19, sottoponendoli a regimi di gargarismi e risciacquo nasale con soluzione salina quattro volte al giorno per 14 giorni. I partecipanti sono stati divisi casualmente in due gruppi: uno con basso contenuto di sale e l’altro ad alto dosaggio. I risultati sono sorprendenti – entrambi i gruppi hanno mostrato tassi di ospedalizzazione significativamente inferiori rispetto alla popolazione di riferimento, con un notevole 18,5% nel gruppo a bassa salina e il 21,4% nel gruppo ad alta salina.

Il commento di Fabio Beatrice, Primario Emerito di Otorinolaringoiatria all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e Direttore del Board Scientifico di MOHRE:

“Siamo al culmine dell’epidemia  influenzale e sebbene dai dati ufficiali sembra che vi sia stato un arretramento delle infezioni da Covid 19 molta gente è a casa con febbre, tosse, raffreddore e dolore alle ossa mentre aumentano le ospedalizzazioni conseguenti a complicazioni polmonari. Le cause di questa recrudescenza stagionale fanno in qualche modo parte del periodo: molte gente in circolazione ed effusioni tipiche delle vacanze natalizie, sono fattori di accelerazione dei contagi che avvengono sempre tramite le mani e tramite il contatto salivare conseguente a starnuti e tosse , anche parlare a breve distanza dall’interlocutore  implica la diffusione delle goccioline di Flugge che favoriscono il contagio”.

Non sono certo queste ragioni per vivere sequestrati in casa o per continuare a girare con mascherine a meno che non ci si trovi in condizioni di maggiore esposizione a causa di una debilitazione conseguente a malattie croniche. Ma come prevenire?

“Certamente al primo posto” continua Beatrice “c’è il lavaggio delle mani con acqua e sapone: le mani sono la principale fonte di contagio poiché involontariamente spesso vengono portate alla bocca, al naso  ed agli occhi  ed ecco che diventano ottimi veicoli di trasmissione dei virus. Spesso si sentono medici e specialisti che invitano al lavaggio del naso con soluzione salina fisiologica isotonica. Questa contiene la stessa quantità di sale presente nei liquidi dell’organismo. Non vanno usate soluzioni di acqua e sale fai da te  o acqua di mare poiché a causa dell’eccesso di sale sono fortemente irritanti per la mucosa nasale. La soluzione salina fisiologica isotonica, opportunamente introdotta nel naso in forma di lavaggio, rispetta la mucosa e nelle infezioni  virali (sia covid  che non covid) aiuta  ad eliminare fisicamente dalla superficie della mucosa la carica virale, cioè spazza letteralmente via una buona percentuale di virus. In questo modo si rende più efficace la difesa naturale dell’organismo che è gestita da cellule di prima barriera difensiva tipo i macrofagi e dalle Ig-A secretorie (immunoglobuline tipiche della mucosa delle alte vie respiratorie). In ogni caso il lavaggio con la soluzione fisiologica, in caso di iniziale colonizzazione batterica che è semplice verificare a causa della presenza di croste o secrezione spessa e giallastra, interviene disgregando il cosiddetto biofilm batterico, una sorta di pellicola trasparente che i batteri producono a loro protezione e che rende anche più complessa l’azione di eventuali antibiotici da indicare al bisogno. In alcuni casi di infezione da covid-19 lieve o moderata è stato dimostrato che il lavaggio nasale riduce di due giorni il periodo della infezione”.

Infine alcune persone, come gli allergici che rappresentano il 25% della popolazione, possono presentare un rallentamento della funzione muco-ciliare, cioè del sistema di autopulizia  della mucosa nasale e quindi il lavaggio aiuta questa riduzione di funzione protettiva. Insomma lavare il naso con soluzione fisiologica in caso di raffreddore  è sempre utile sia negli adulti che nei bambini nei quali vanno utilizzate specifiche formulazioni pediatriche.

La frequenza e la durata dei sintomi sono state simili nei due gruppi, con una mediana di sette sintomi nel gruppo a basso contenuto di salina e cinque nel gruppo ad alta salina. Questo suggerisce che il trattamento non solo riduce i tassi di ospedalizzazione, ma contribuisce anche a una gestione più efficace dei sintomi.

Conclusione e prospettive future

Il dottor Jimmy Espinoza, professore alla McGovern Medical School e coautore dello studio, ha sottolineato l’importanza di questi risultati: “Abbiamo scoperto che entrambi i regimi di soluzione salina sembrano essere associati a tassi di ospedalizzazione più bassi rispetto ai controlli nelle infezioni da SARS-CoV-2“. Sebastian R. Espinoza, autore principale dello studio, ha evidenziato che questo intervento potrebbe essere particolarmente prezioso in contesti a basse risorse.

L’associazione tra gargarismi e risciacquo nasale con soluzione salina e i tassi ridotti di ospedalizzazione per l’infezione da SARS-CoV-2, sottolineano l’efficacia di entrambi i regimi.

Questi risultati potrebbero aprire la strada a un intervento semplice ma potente nella gestione del COVID-19, fornendo una soluzione accessibile a livello globale specialmente grazie al costo irrisorio della soluzione salina e della facilità di somministrazione.

Fonte: https://acaai.org/news/new-study-gargling-with-salt-water-may-help-prevent-covid-hospitalization/

Ripreso anche da: https://www.healio.com/news/allergy-asthma/20231117/saltwater-gargling-nasal-rinsing-associated-with-lower-covid19-hospitalization?utm_source=selligent&utm_medium=email&utm_campaign=news

https://mohre.it

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