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Allungare la vita del 30%, si può con la proteina sirt6

Hanno aumentato l’aspettativa di vita nei topi con una proteina che è stata ribattezzata “fontana della giovinezza”, permettendo ai piccoli animali di condurre lo stesso livello di attività vigorosa di quelli più giovani senza mostrare segni di fragilità. Sempre più evidenze suggeriscono che dieta il metabolismo sono le chiavi di una longevità in salute, il professor Haim Cohen direttore del Sagol Healthy Human Longevity Centre ha concentrato le sue ricerche sulla proteina SIRT6 coinvolta nella regolazione di numerosissimi processi biologici, come invecchiamento, obesità e insulino-resistenza. Sappiamo che l’invecchiamento prevede una diminuzione nel livello di salute e un aumento della fragilità, così come l’età avanzata è un fattore di insorgenza di malattie croniche multiple con ‘sindrome da fragilità’ caratterizzata da stanchezza, fatica e scarsa attività fisica. Fragilità che interessa circa il 30% della popolazione anziana con un aumento esponenziale dei costi sociosanitari. Aumentare la comprensione dei meccanismi sottostanti al processo di invecchiamento e quindi una priorità per favorire lo sviluppo di interventi che aumentino la salute, la sopravvivenza e la longevità senza malattie. E in questo panorama che gli scienziati hanno accolto con entusiasmo uno studio pubblicato di recente sulla rivista Nature Communications con il contributo del National Institute of Age: lo studio ha riportato che topi transgenici che scrivevano esprimevano alti livelli del gene SIRT6 sei mostravano una aspettativa di vita che aumentava sino al 30% sia nei maschi che nelle femmine. Se volessimo trasferire questa percentuale in termini umani potrebbe significare un allungamento della vita di circa 30 anni sino a vivere oltre i 120. I topi ingegnerizzati hanno esibito un miglioramento significativo in una larga varietà di malattie correlate all’età: diminuzione nell’incidenza di cancro e di disordini ematologici ma soprattutto erano più in forma e in grado di svolgere lo stesso livello di attività vigorosa di solito appannaggio delle popolazioni più giovani. Da diversi anni gli scienziati studiano il meccanismo per cui SIRT6 sei agisce come agente anti invecchiamento e in particolare questo team mi ha dimostrato che gli animali anziani perdono la loro abilità di produrre energia ad esempio durante un breve periodo di restrizione calorica o di digiuno mentre i topi ingegnerizzati mantenevano questa capacità e traevano energia dai depositi di grasso e dalle molecole di acido lattico per fornire energia ai muscoli e ancor di più al cervello. Nonostante l’evidente entusiasmo rimane ancora da capire come attivare nell’uomo quello che viene chiamato il ‘gene magro’ e future ricerche dovranno valutare se possibile accenderlo attraverso l’introduzione di determinati alimenti, ma questa è un’altra storia e la racconteremo un’altra volta.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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