Bonus Psicologo: meglio un voucher oggi o lo psicologo di base domani?

di Anna Benedetto

Secondo uno studio pubblicato su The Lancet , durante la pandemia i casi di depressione a livello mondiale sono aumentati del 27,6% e i casi di ansia del 25,6%. Donne e giovani sono le categorie più colpite.

A fronte di questo scenario, il Bonus Salute Mentale (#bonuspsicologo) – che avrebbe previsto 50 milioni di euro per aiutare economicamente le persone che decidono di rivolgersi a uno psicologo, uno psicanalista, uno psichiatra, uno psicoterapeuta – risulta essere il grande escluso della nostra Legge di Bilancio 2022.

Su change.org il giornalista Francesco Maesano ha indetto una petizione che in pochi giorni sta per doppiare l’ambizioso traguardo delle 300mila firme; mentre un’altra – chiamata Psicologi di base in Italia pone l’accento sulla necessità di equiparare la categoria, in materia di salute mentale, al primo intervento del medico di base su tutto il territorio nazionale.

Mentre Ferragni e Fedez fanno una serie su Amazon sulle loro sedute di psicoterapia e – secondo un recente sondaggio Ipsos  – 8 persone su 10 in Italia (e nel mondo) riconosce alla propria salute mentale la medesima importanza di quella fisica; ancora una volta la politica sembra vivere in un altro pianeta. 

Salute mentale in Italia: ignorata o sconosciuta?

Due anni di pandemia, con relativi lockdown, chiusure delle scuole e dei luoghi di lavoro hanno amplificato problematiche psicologiche e psichiatriche preesistenti e dato luce a nuove manifestazioni, colpendo in maniera trasversale la popolazione mondiale e lanciando l’allarme sulla “coda lunga” di disagi Covid correlati.

A livello mondiale si registra un surplus di casi di disturbi depressivi e 76 milioni di casi di disturbi d’ansia (52 milioni dei quali nelle donne). Un aumento che, come spesso accade, va ad ampliare le disuguaglianze sociali ed economiche già esistenti.

A conferma di ciò, i dati dell’Istituto Piepoli mettono in evidenza che in Italia nel 2021  il 27,5% dei pazienti che avevano intenzione di iniziare un percorso di salute mentale non ha potuto farlo per ragioni economiche. Mentre il 21% è stato costretto a interromperlo.

La preoccupazione per la salute mentale di una nazione ha trovato il suo megafono nelle parole di David Lazzari, presidente del CNOP (Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi), firmatario a sua volta di un appello al Governo e alle forze politiche insieme ad altre 21  Società Scientifiche inserite negli elenchi del Ministero della Salute.

«La tutela della salute fisica – scrive Lazzari – è da due anni al centro dell’emergenza nazionale, ora, nel terzo inverno di pandemia, stiamo entrando in una nuova fase acuta. Si punta, giustamente, a generalizzare la terza vaccinazione ma già si parla della quarta. 

Tra i reduci del Covid e una popolazione smarrita e stanca, spesso impaurita, da questa emergenza che non sembra finire è da tempo in atto una emergenza psicologica che solo la politica non vuol vedere».

Il disagio psicologico abbassa le difese immunitarie ed ha ricadute a cascata sulla spesa pubblica e sanitaria: in termini di disabilità prodotta è la prima voce di costo nel campo della salute e la prima causa di assenteismo dal lavoro. 

 Ad oggi l’accesso alle cure psicologiche in Italia resta  fortemente legato all’attività privata ( su 10 persone che cercano un aiuto psicologico 8 su 2 lo trovano nel privato e nelle scuole c’è in media uno psicologo ogni 2000 studenti:) come ribadisce Lazzari «Anche noi contrastiamo il virus, ma chi ha i soldi può curarsi, chi non li ha si attacca».

Lungi dal rappresentare un investimento sostitutivo rispetto al servizio pubblico – evidentemente tutto da potenziare – la proposta della petizione prevede per ogni cittadino un bonus iniziale da 150 euro una tantum slegato dal’Isee ed uno piu’ consistente e progressivo per reddito: 1600 euro annui per Isee da 0 a 15000, 800 euro annui per Isee da 15000 a 50000 e 400 euro annui per Isee da 50000 a 90000.

Meglio un voucher o lo psicologo di base?

 Nonostante l’esclusione dalla manovra economica nazionale, la Regione Lazio ha promesso di stanziare un fondo da 2,5 milioni di euro dedicato all’accesso alle cure per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico rivolto in primo luogo ai giovani e alle fasce più fragili. Lo aveva annunciato qualche giorno fa il governatore Nicola Zingaretti con un post su Facebook: «Secondo uno studio condotto da Ospedale Pediatrico Bambin Gesù i tentativi di suicidio e autolesionismo marcato sono aumentati del 30% durante la seconda ondata. Le ospedalizzazioni per tentativi o idee di suicidio sono passate dal 17% nel gennaio 2020 al 45% del totale nel gennaio 2021. Sono esplosi i disturbi del comportamento alimentare: solo per l’anoressia un +28% di richieste di aiuto. Sono dati molto allarmanti che ci dicono una sola cosa: dobbiamo intervenire».

La misura è stata però rigettata dalla Consulta regionale per la salute mentale perché – come sottolinea la sua presidente, Daniela Pezzi – il voucher psicologico promosso dal presidente Zingaretti è «una risposta sbagliata ad un bisogno giusto», perché bisognerebbe incrementare le risorse da destinare alle assunzioni di operatori, al momento non sufficienti a ricoprire il bisogno sul territorio.

 Con una legge regionale del “lontano” 3 agosto 2020 la Campania ha fatto un passo da gigante, aggiudicandosi il primato della regione italiana più attenta ai bisogni psicologici dei suoi cittadini. Ha istituito presso i distretti sanitari delle ASL il Servizio di psicologia di base a sostegno dei bisogni assistenziali emersi durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19. E, per provvedere adeguatamente ai bisogni degli utenti, ha attivato delle convenzioni con psicologi liberi professionisti.

Il 18 gennaio 2022 anche il Consiglio Regionale Lombardo ha approvato all’unanimità la mozione in merito all’inserimento della figura dello psicologo di base, per tutti i cittadini, gratuitamente

In molte regioni italiane il dibattito resta acceso e vengono fatte proposte di legge similari, che vanno nella direzione di un servizio psicologico pubblico, gratuito e garantito dal sistema sanitario: coerentemente con l’art. 32 della nostra Costituzione che dice «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti».

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