Bruno Mars e il gioco d’azzardo

di Anna Benedetto

Se in una delle sue hit mondiali Bruno Mars invocava una Magia da 24 carati (“24K Magic”), ammonterebbe invece a 50mila k (50 milioni di dollari) il suo debito con l’MGM Grand Casinò di Las Vegas, la stessa società di intrattenimento che da nove anni organizza per lui le “residency”, ovvero una serie di spettacoli programmata in un’unica sede.

Secondo fonti vicine all’industria dell’intrattenimento riportate da News Nation, l’accordo dal valore iniziale di 90 milioni di dollari si sarebbe trasformato in un guadagno di soli 1,5 milioni a notte per il performer. A causa del passivo accumulato sul tavolo da poker infatti il cantante è come se fosse “una proprietà della MGM. Tutto ciò che guadagna lo usa per pagare i debiti”. 

La ragione di questo accordo capestro che incatena la superstar al casinò è dunque il gioco d’azzardo. Ma non chiamiamolo più “gioco”. Si tratta di una dipendenza.

Secondo i dati del Libro Blu per il 2022 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, solo in Italia il volume di denaro giocato nel 2022 è aumentato del 22%, attestandosi sul valore di 136 miliardi di euro, ritoccando ulteriormente il record che era già stato superato nel 2021, quando la Raccolta superò i 111 miliardi di euro.

Nel 2022 il gioco online ha toccato quota 73 miliardi di euro (+9% rispetto al 2021), raggiungendo il 54% della raccolta totale

Gioco d’azzardo (gambling): le parole che “non vanno dette”

«Giocatori, alzate i vostri anelli preziosi verso la luna…Stanotte voglio solo portarti più in alto» è il ritornello della famosa canzone. O ancora «Come mio papà sono un uomo da gioco d’azzardo. Non ho mai avuto paura di tirare i dadi…» recita “Natalie”, in cui l’artista parla della sua ossessione per una donna che sarebbe più pericolosa del tavolo verde.

Saranno “solo canzonette” pop (quelle di Bruno Mars) e pure – se sottoposti ad un esperto di dipendenze – risulterebbero definizioni più calzanti della terminologia usata da molti pezzi giornalistici. 

Sui rotocalchi, riferendosi all’episodio, si parla piuttosto (e purtroppo) di: «passione per il poker», «vizio del gioco» o ancora «interesse» o «passione del cantante per il gioco e le scommesse», derubricando la notizia ad un pezzo di costume. 

Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA), definito anche gioco d’azzardo patologico (GAP), è la locuzione corretta con cui scientificamente viene definita la malattia causata dalla dipendenza dal gioco. 

Il termine “ludopatia” – che significa letteralmente “malattia del gioco” – usata per molto tempo, è oggi ormai considerata un termine scientificamente non corretto e fuorviante poichè tende ad edulcorare (col prefisso “ludo”)  la portata della patologia.

Il DGA è un disturbo mentale riconosciuto tale dalla comunità scientifica internazionale fin dal 1980, quando l’American Psychiatric Association (APA) ha ritenuto opportuno inserirlo tra i disturbi psichici nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-3). Nel DSM-5 (2013) il disturbo da gioco d’azzardo è stato inquadrato nella categoria delle cosiddette “dipendenze comportamentali”.

A proposito di GAP (Gioco d’Azzardo Patologico)

Posto che il gioco d’azzardo – in quanto tale – è sempre patologico, il DSM identifica diversi livelli di gravità, inclusi il gioco d’azzardo patologico e il gioco d’azzardo problematico. Il gioco d’azzardo patologico è caratterizzato da un’impossibilità totale di resistere all’impulso di giocare d’azzardo, con un deterioramento significativo nelle aree importanti della vita del soggetto. Il gioco d’azzardo problematico presenta caratteristiche simili, ma in misura meno grave e meno estrema.

La caratteristica principale del GAP è un “comportamento persistente, ricorrente, e maladattivo di gioco d’azzardo che compromette le attività personali, familiari, o lavorative” (APA, 2000). Il disturbo da gioco d’azzardo è di fatto una dipendenza patologica e, come tale, soggetta a stigma e vergogna. Tenuta pertanto nascosta, viene scoperta dai familiari quando ormai la situazione finanziaria è altamente compromessa.

Le tipologie di gioco d’azzardo possono variare notevolmente, comprendendo scommesse su sport, giochi da casinò, lotterie, slot machine, poker e altro ancora. Le tecnologie moderne, come i casinò online e le scommesse sportive digitali – fortemente in aumento dalla pandemia – hanno ulteriormente ampliato la già vastissima gamma della proposta. Unitamente a questo, le scarse informazioni sulle realistiche probabilità di vincita stanno rendendo questo fenomeno un problema di salute pubblica di dimensioni sempre più rilevanti.

Riconoscere il gioco d’azzardo come un disturbo mentale è invece fondamentale per garantire un trattamento ed un supporto adeguati a coloro che ne soffrono. 

In Italia il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo (TVNGA) è lo 800 558822. Si tratta di un servizio di counselling telefonico rivolto all’intera popolazione nazionale, in particolare a persone che presentano problematiche legate al gioco d’azzardo ed ai lor​​o familiari. 

All’altro capo del telefono ci sono operatori specializzati, in grado di offrire una prima linea di assistenza ed orientare chi chiama verso i servizi di cura (afferenti all’SSN e/o Strutture del privato sociale), gruppi di auto-mutuo aiuto ed altre risorse atte a gestire problematiche economiche e/o legali.

L’intervista-confessione su GQ all’apice della carriera

In un’intervista rilasciata a Chris Helth per GQ nel 2013 (https://www.gq.com/story/bruno-mars-interview-gq-april-2013) Bruno Mars aveva 27 anni e – sulla vetta di un successo planetario – aveva scelto di fare una intervista itinerante a Los Angeles la sera prima di un importante concerto in Giappone. 

Nel pezzo intitolato “La spedizione su Marte” (The Mars Expedition) la superstar passa a prendere il giornalista dopo la mezzanotte con una bottiglia di rum in mano e nell’altra un rotolo con 3mila dollari, perchè «”Stasera è dedicata al poker”. “Ci sono poche cose che mi distolgono dalla musica, e ho scoperto che basta sedermi e guardare le carte per riuscirci“». 

La fascinazione per certi ambienti – continuava nell’intervista – inizia con  la prima visita al casinò, entrandoci con un amico illegalmente a soli 19 anni.  «“Ricordo la mia prima scommessa, mi tremava la mano”, dice “e un ragazzo mi ha rimproverato e mi ha messo in imbarazzo“. Mars – commenta il giornalista – ha perso cento dollari, cento dollari che non poteva permettersi e con cui non aveva affari. “Devi perdere“, dice. “Devi solo perdere per vincere, per capire”».

Fino a quel momento, l’unico scandalo riconosciuto fu quando il 19 settembre 2010 – proprio mentre il suo primo singolo da solista “Just the Way You Are” stava scalando il podio delle classifiche mondiali – Mars fu arrestato in un bagno al casinò Hard Rock di Las Vegas, perché colto in flagrante da uno degli agenti di sicurezza della struttura con due grammi e mezzo di cocaina.

All’epoca il cantante dichiarava di non aver mai fatto uso di droga prima e di «aver ceduto stupidamente ad un momento di debolezza». 

L’episodio ebbe come esito legale il pagamento di 2000 dollari di multa, 200 ore di servizi alla comunità, un corso antidroga ed una fedina penale “ripulita” ad un riesame a distanza di un anno dall’accaduto.

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