Che cos’è il Novichok, il veleno che si sospetta abbia ucciso Alexei Navalny

Negli ultimi anni, una parola ha fatto la sua oscura comparsa nei titoli dei giornali in tutto il mondo: Novichok. Definita come una ‘nuova’ classe di neurotossine di quarta generazione, il Novichok è una delle sostanze più letali mai create dall’uomo, con capacità di uccidere in pochi minuti. Sviluppata segretamente in Unione Sovietica e in Russia negli anni ’80 e ’90, questa arma chimica ha recentemente guadagnato notorietà per il suo uso contro gli oppositori in Russia, sollevando allarmi globali sulla sicurezza.

Il termine “Novichok” si riferisce a una serie di potenti agenti nervini che possono essere somministrati in diverse forme, come liquidi, polveri o aerosol. Una volta assorbiti attraverso l’inalazione o il contatto con la pelle, questi agenti causano gravi danni al sistema nervoso, portando rapidamente a morte per asfissia o arresto cardiaco. La loro azione si basa sull’inibizione della colinesterasi, un enzima cruciale per il funzionamento dei neurotrasmettitori nel corpo umano.

Storia e sviluppo

Originariamente, i primi agenti nervini furono scoperti in Germania negli anni ’30, durante la ricerca di insetticidi sintetici economici. Questi studi portarono alla creazione di sostanze come il tabun e il sarin, che si rivelarono estremamente tossiche per gli esseri umani. Durante la seconda guerra mondiale, la Germania nazista esplorò il loro potenziale come armi chimiche, anche se queste non furono mai impiegate in combattimento.

I Novichok rappresentano un salto qualitativo nell’evoluzione degli agenti nervini, essendo molto più potenti dei loro predecessori come il VX, il sarin o il soman. Questi agenti sono particolarmente insidiosi perché possono essere suddivisi in componenti meno pericolosi e facilmente trasportabili, che diventano letali solo quando miscelati.

Metodi di assunzione e antidoti

Gli agenti Novichok possono penetrare l’organismo attraverso diverse vie: ingestione, inalazione, contatto cutaneo o oculare. Nonostante esistano antidoti come l’atropina e l’ossima, gli effetti di un’esposizione possono essere devastanti e permanenti, lasciando le vittime con gravi danni a lungo termine.

Incidenti noti e vittime

Il mondo è venuto a conoscenza della minaccia del Novichok in seguito a diversi incidenti ad alto profilo, come il tentativo di assassinio dell’ex spia russa Sergei Skripal nel Regno Unito nel 2018, e il presunto avvelenamento del dissidente russo Alexei Navalny, morto in circostanze misteriose pochi giorni fa. Questi casi hanno evidenziato non solo la letalità del Novichok ma anche il suo uso come strumento di repressione politica.

Il Novichok e la convenzione sulle armi chimiche

Nonostante la Convenzione sulle Armi Chimiche del 1997 vieti l’uso di tali sostanze, il Novichok esiste in una zona grigia legale e tecnica, rendendo difficile il suo rilevamento e la contrapposizione. Esperti come Michelle Carlin della Northumbria University e il tossicologo Alastair Hay hanno sottolineato la difficoltà di individuare e neutralizzare queste sostanze, data la loro potenza e la capacità di rimanere attive nell’ambiente.

Parole dal passato: l’ammissione di un inventore

Vil Mirzayanov, un ex chimico militare sovietico e uno degli inventori del Novichok, ha espresso il suo rimorso per il suo ruolo nello sviluppo di quest’arma di distruzione di massa. Ha sottolineato inoltre l’assenza di cure efficaci contro l’esposizione al Novichok, sottolineando la gravità del suo uso.

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