Check up nei sani? Bocciato dal Cochrane, non riduce la mortalità, soldi sprecati

Redazione

I controlli sanitari periodici sono una abitudine per moltissime persone. Ma in soggetti sani, senza sintomi, sono praticamente inutili. Ossia batterie di analisi e indagini diagnostiche non riducono né le malattie né la mortalità. Sono, insomma, soldi sprecati. Ha messo una pietra tombale da tempo sulla questione una revisione sistematica condotta dall’Istituto di ricerca indipendente Cochrane [1]. I check up sono effettuati in assenza di indicazione medica per individuare precocemente una malattia, evitare un ricovero ospedaliero, le assenze dal lavoro o fornire una rassicurazione. A fronte di un costo da parte della persona, non solo ci sono benefici ma si possono presentare alcuni rischi. Non solo, i controlli ‘random’ non hanno effetto sul rischio di morire per qualsiasi causa ma nemmeno per cancro o altre malattie cardiovascolari. 

Ecco i risultati, numeri alla mano: la mortalità totale era di 68 su mille nel gruppo di sani che non faceva controlli e 68 su mille per quelli che si sottoponevano ai check up. La mortalità per cancro era del 26/00 per quelli senza controlli periodici ed esattamente lo stesso (26/00) per quelli del gruppo dei controlli. Nel caso della mortalità cardiovascolare era il 32/00 nel gruppo senza controlli e del 34/00 nel gruppo dei sostenitori delle indagini. Differenza di 1 punto per 1000 anche nella cardiopatia ischemica e nell’ictus (29 vs 30/00). Tutte prove ad ‘alta certezza’.

Gli screening aspecifici (non consigliati come quelli consigliati a mammella, ovaio e colon retto) possono causare più danni che benefici. La revisione ha incluso 15 studi (per oltre 250 mila partecipanti). Gli eventi acuti, infatti, avvengono nella maggior parte dei casi in soggetti a rischio per altre condizioni o familiarità. Può succedere però che durante un controllo sia identificata una lesione tumorale. Dovremmo pensare di aver raggiunto il nostro obiettivo: abbiamo trovato un ‘incidentaloma’, ossia una lesione scoperta per caso. Di solito asintomatica, benigna e silente. Come l’ampio numero di tumori ‘in situ’ a lenta crescita (spesso alla mammella o alla prostata) che potrebbero convivere con noi senza grandi problemi e che invece portano ad ansia e a interventi chirurgici non necessari. 

Quella dei controlli nei sani come strumento di prevenzione è praticamente una fake news e insieme il frutto di una pressione commerciale. Adottare stili di vita che sappiamo essere dannosi e farci controlli sperando di ‘averla svangata’ non è una strategia vincente.

Ogni tanto spiego sui social che l’eccesso di test diagnostici senza indicazione non fanno bene né a noi né al sistema. Ne fa le spese in parte anche il servizio pubblico, gravato dalla tendenza di alcuni medici a prescrivere esami per essere più che certi della diagnosi ed evitare sgradevoli contenziosi legali. L’usanza di dosare il PSA negli uomini over 50 anni è stata progressivamente abbandonata quando si è visto che un livello di marcatore elevato portava ad interventi chirurgici non necessari con il rischio di esiti come perdita della funzione erettile e incontinenza. Ma non ha effetti nel ridurre il numero delle morti. Mentre lo screening per il cancro del colon-retto può prevedere un esame invasivo nelle persone sane (la colonscopia) ma ha mostrato di ridurre la mortalità; quindi, si è ritenuto che il gioco valesse la candela.

TAC e risonanze senza indicazione sono stati dichiarati ‘non raccomandati’ dalla FDA americana nel 2018 a causa di benefici non provati e rischi dall’esposizione ripetuta (e non necessaria) a radiazioni.

Anche gli interventi medici necessari possono portare quelli che sono stati definiti ‘danni iatrogeni’. I più noti sono la sovra diagnosi dei già citati tumori o ‘carcinomi in situ’ che possono non progredire e in alcuni casi regredire spontaneamente. Quindi mentre i ‘falsi positivi’ possono portare a preoccupazioni inutili, i ‘falsi negativi’ potrebbero indurre un falso senso di sicurezza e portare a trascurare segni o ritardare cure mediche non necessarie o a rinunciare a cambiamenti in positivo dello stile di vita perché rassicurati. Ho un amico che fuma molto ma continua perché ogni anno la TAC spirale lo rassicura che non ha – ancora – contratto un cancro. Nessun effetto vantaggioso nemmeno sull’ansia: i livelli di preoccupazione calano solo per un po’ e poi tornano ad assillare.

I ‘controlli’ periodici possono essere i più vari e lasciati alla fantasia dell’utente o dei direttori marketing delle strutture sanitarie. Sino a qualche fa oltreoceano era di moda la cd. TAC ‘total body’, oggi si sceglie tra ecografie pelviche, RX torace, gastroscopie, e risonanze oltre ad ampie batterie di analisi cliniche sul sangue ed altri tessuti. Investiamo invece sugli stili di vita dannosi: interventi brevi anche di pochi minuti hanno mostrato effetti positivi nei fumatori e nei soggetti con consumo dannoso di alcol. 

[1] Krogsbøll LT, Jørgensen KJ, Grønhøj Larsen C, Gøtzsche PC. General health checks in adults for reducing morbidity and mortality from disease. Cochrane Database of Systematic Reviews2012 Oct 17;(10):CD009009. DOI: 10.1002/14651858.CD009009.pub2

https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.ED000047/full?highlightAbstract=upped%7Ccheque%7Ccheck%7Cup%7Cchequ

 

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