Chi più della Regina di cuori per iniziare bene

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di Barbara Hugonin Rao

HELEN BROOKE TAUSSIG nata a Cambridge (USA) nel 1898, in una famiglia culturalmente vivace. Suo nonno medico, suo padre economista, lei ha mille interessi ma deve affrontare diverse difficoltà dovute alla dislessia, acuite dopo la morte prematura della mamma per tubercolosi. Helen però cresce, eccelle, si distingue negli studi e nello sport, ha carattere, è brillante.
Dopo la laurea a Berkeley vuol diventare medico, ma all’epoca le donne erano discriminate e ad Harvard le fu detto che ad una donna era consentito frequentare ma non laurearsi.
Non accettò compromessi, partì per un anno in Europa, al ritorno si iscrisse ad un corso di istologia all’Harvard Med, unica donna, ma si distinse per intuizioni e capacità tanto da essere segnalata per proseguire gli studi alla Boston University e poi alla John Hopkins, dove avrebbe potuto laurearsi.
Da lì si guadagnò l’appellativo di regina, i suoi studi sulla contrazione del muscolo cardiaco, la portarono ad interessarsi delle patologiche cardiache neonatali, in particolar modo del “morbo blu“, intuendo fosse legato alla non chiusura del dotto arterioso dopo la nascita. È da lei che partì lo studio concretizzatosi poi nell’intervento storico di Blalock e Thomas.
Grazie a lei si salvarono più di 12mila bambini. E nacque ufficialmente la cardiologia pediatrica.
Scrisse un manuale fondamentale sulle cardiopatie congenite e formò centinaia di allievi, affascinati dall’incredibile capacità di diagnosticare con precisione un’anomalia cardiaca in un bambino nonostante il suo udito fosse molto labile, a causa della pertosse contratta in precedenza.
Ad Helen dobbiamo anche uno studio pionieristico sull’effetto teratogeno della talidomide, correlando i casi di focomelia negli USA e quelli in Germania, all’assunzione di questo principio durante la gravidanza. Fu una grande pioniera, una donna curiosa, che mantenne sempre vivi i rapporti sociali con i suoi ex allievi e i suoi ex pazienti, divenuti ormai adulti.
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