Cibi ultraprocessati nei bambini: rischio per la salute cardiometabolica

Redazione

Merendine, biscotti, barrette, gelati, succhi di frutta, cibi pronti e molto altro, sono i cibi ultraprocessati ancora una volta nell’occhio della scienza che ne ha evidenziato effetti negativi anche per  la salute dei bambini. Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Rovira in Spagna e pubblicato su Jama Networks Open ha rilevato un’associazione tra il consumo di cibi ultraprocessati e un aumentato rischio di fattori di rischio cardiometabolici nei bambini di età compresa tra 3 e 6 anni.

I risultati hanno mostrato che i bambini che consumavano più cibi ultraprocessati avevano livelli più elevati di parametri di adiposità: BMI (indice di massa corporea), circonferenza della vita, indice di massa grassa, livelli più bassi di colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità), il “colesterolo buono”, livelli di glucosio plasmatico a digiuno più alto. L’autrice dello studio, Nadine Khoury, MSc, dottoranda nell’unità di nutrizione umana dell’Università di Rovira i Virgili, ha sottolineato l’importanza di questi risultati: “anche se il significato clinico di queste associazioni potrebbe essere considerato limitato, è importante notare che osservarle in bambini così piccoli è preoccupante. Se queste associazioni persistono nel tempo, potrebbero avere implicazioni negative per la salute in età adulta.”

Si è visto però che sostituire 100 grammi di cibo ultraprocessato con 100 grammi di cibo non trasformato è stato associato a indicatori di salute cardiometabolica migliori. 

Lo studio ha anche evidenziato disparità nel consumo di cibi ultraprocessati, ossia fattori economici e culturali che influiscono sulle scelte: i figli di madri con un livello di istruzione più basso e un background socioeconomico inferiore tendono a consumare più cibi ultraprocessati.

Evidenze che rendono urgenti interventi di salute pubblica per contrastare questo fenomeno: ad esempio sistemi di etichettatura sulla parte anteriore del pacchetto e con dimensioni adeguate, che possono aiutare i consumatori a fare scelte alimentari più sane.

Nonostante lo studio non possa dimostrare una relazione causa-effetto, ma solo una correlazione, fornisce importanti spunti di riflessione: un consumo eccessivo di cibi ultraprocessati nei bambini può avere conseguenze negative per la loro salute cardiometabolica a breve, medio e lungo termine.

È importante quindi promuovere una dieta sana e bilanciata, ricca di alimenti non trasformati, meglio se freschi, fin dalla prima infanzia.

Fonte: 
Ultraprocessed Food Consumption and Cardiometabolic Risk Factors in Children

JAMA Netw Open. 2024;7(5):e2411852. doi:10.1001/jamanetworkopen.2024.11852

https://mohre.it

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