Consumo di tabacco in Italia: il 68% dei fumatori non ha mai provato a smettere

Redazione

Sono oltre dieci milioni i fumatori italiani, dove la percentuale di uomini fumatori (25,1%) supera quella delle donne (16,3%).

L’Eurispes ha condotto un’indagine approfondita denominata “Fumo: nuovi prodotti e riduzione del danno. L’evoluzione del fenomeno in Italia“. L’obiettivo è esaminare le abitudini e le opinioni dei fumatori in relazione al fumo tradizionale e all’adozione di prodotti alternativi.

L’indagine ha rivelato un costante aumento di fumatori senza intenzione di smettere. Inoltre, emerge una significativa transizione verso prodotti senza combustione, con una concomitante diminuzione delle sigarette tradizionali.

La maggioranza dei fumatori tradizionali non ha mai tentato di smettere, mentre una percentuale significativa ha mostrato un interesse limitato a farlo. Il 15,5% afferma di non voler smettere assolutamente. Sull’intenzione di smettere di fumare in un prossimo futuro, il 27,2% dichiara che dovrebbe smettere, ma non vuole; il 26,6% dovrebbe smettere ma crede di non riuscire a farlo; il 18,4% vorrebbe smettere, ma non in tempi brevi. Insomma, ritiene che ci sia tempo.

Si evidenzia la necessità di informare adeguatamente sulle nuove opzioni, sottolineando l’importanza di regolamentare la comunicazione e la vendita di tali prodotti.

Prodotti alternativi

Sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato stanno guadagnando terreno. L’82% ritiene che lo Stato dovrebbe consentire informazioni sulle alternative meno dannose. Molti suggeriscono campagne di comunicazione e incentivi per favorire l’adozione di prodotti come la sigaretta elettronica.

Tabacco riscaldato

Il passaparola continua a giocare un ruolo chiave nell’adozione di prodotti a tabacco riscaldato. La transizione ha portato al 79,5% di coloro che hanno abbandonato le sigarette tradizionali.

Nove intervistati su dieci ritengono che lo Stato dovrebbe promuovere campagne informative e ridurre le tasse sui prodotti meno dannosi, incoraggiando così il passaggio a soluzioni più moderne come le nuove categorie sena combustione che rappresentano una valida opzione nella riduzione del danno.

L’indagine offre uno sguardo approfondito sulle dinamiche del fumo in Italia, sottolineando la necessità di informazione e regolamentazione per garantire una transizione consapevole verso opzioni meno dannose. Anche se non si illudano quelli che non vogliono smettere del tutto: non esiste un fumo sano o innocuo.

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