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Covid: eliminare il virus o ridurre il rischio

Covid: eliminare il virus o ridurre il rischio, due approcci diversi contro la pandemia

#ZeroCOVID vs #HarmReduction. Vale a dire: eliminare la trasmissione di Sars-CoV-2 o ridurre al minimo i danni del virus. Si tratta di due filosofie diverse, due approcci differenti per contrastare l’attuale pandemia. Ad analizzarne i costi e benefici dell’una e dell’altra è stato Vinay Prasad, ematologo-oncologo e professore associato di medicina presso l’Università della California di San Francisco (https://www.ucsf.edu/), in un ampio post pubblicato sul suo blog sul sito di MedPageToday.

 

#ZeroCOVID e #HarmReduction, affinità e differenze

 

“#ZeroCOVID è seducente. Dopo tutto, chi non desidera un mondo senza SARS-CoV-2?”, scrive Prasad. Alcuni paesi sembrano vicini a realizzare questo obiettivo. L’Asutralia e la Nuova Zelanda, ad esempio, registrano solo una manciata di nuovi casi al giorno. #HarmReduction è invece una visione alternativa con una lunga tradizione nella sanità pubblica. L’idea alla base di questa filosofia di riduzione del danno è che la perfezione, cioè la scomparsa del virus Sars-CoV-2, non è possibile, non ora almeno. E che quindi sarebbe più realistico concentrarsi su obiettivi più facilmente raggiungibili. “Questi due punti di vista portano a raccomandazioni sovrapposte, ma anche divergenti”, dice Prasad. “Entrambi i punti di vista possono supportare restrizioni simili tra le persone non vaccinate: allontanamento sociale, uso della mascherina, limitazione di grandi assembramenti al chiuso. Entrambi – continua – favorirebbero una migliore ventilazione. Entrambi supporterebbero test vigorosi e tracciamento dei contatti. Entrambi vorrebbero che vaccinassimo i cittadini con urgenza”. Ma ci sono anche differenze importanti. “#ZeroCOVID potrebbe essere più propenso a favorire misure di lockdown ripetute e rigorose, mentre #HarmReduction potrebbe cercare di limitare tali misure”, spiega lo scienziato. “#ZeroCOVID può favorire la chiusura prolungata delle scuole, mentre #HarmReduction può pesare i benefici per la società rispetto ai danni e scegliere di aprire anche se c’è un lieve aumento della diffusione virale”, aggiunge.

Infine, #ZeroCOVID raccomanderebbe anche alle persone vaccinate di prendere le stesse precauzioni delle persone non vaccinate, mentre la filosofia #HarmReduction riconosce che, in privato, le persone vaccinate possano abbracciare i loro cari.

 

Ad ogni paese la sua filosofia

 

Tra #ZeroCOVID e #HarmReduction, Prasad così come altre persone, sceglierebbero certamente la prima. “Ma la domanda è: possiamo arrivarci?”, dice lo scienziato. Le nazioni che sono più vicine all’obiettivo, come Taiwan o l’Australia, potrebbero esserne in grado. Testando i viaggiatori, o mettendoli in quarantena dopo l’arrivo e indagando in modo aggressivo sui focolai, questi paesi potrebbero essere in grado di mantenere i tassi di contagio piuttosto bassi fino a quando non saranno vaccinati tutti. “Ma, altre nazioni, come gli Stati Uniti e il Regno Unito, potrebbero aver bisogno di sforzi erculei per perseguire #ZeroCOVID”, ammette Prasad che, stando ai dati sulla diffusione del virus e al numero dei vaccinati, ammette che almeno gli Stati Uniti sono lontanissimi dalla filosofia della perfezione. E che non tutti gli americani sarebbero ancora disposti a sopportare misure drastiche e rigidissime, come quelle prese nella fase iniziale della pandemia. Poi ci sono i vaccini che nelle sperimentazioni hanno avuto tassi di successo straordinari su riduzione morti e ricoveri, quasi azzerati nellla popolazione vaccinata. “Se riusciamo a vaccinare con successo gli adulti, in particolare gli anziani, l’eradicazione della SARS-CoV-2 assume meno importanza”” sottolinea Prasad. Infine, la politica è una serie di compromessi e una politica prolungata di #ZeroCOVID può comportare grandi svantaggi. Come minimo, le società potrebbero dover affrontare restrizioni sui viaggi e sugli spostamenti. Lockdown imprevisti e rigorosi possono portare a rivolte e conflitti. La chiusura prolungata della scuola può portare a una generazione di bambini con deficit educativi e perdita di mobilità sociale. “Puoi dire alle persone vaccinate di non incontrarsi a cena o a pranzo o di abbracciare i loro genitori che non vedono da un anno, ma dubito seriamente che aderiranno a questa raccomandazione (e penso ancora che il rischio assoluto sia incredibilmente basso, e coerente con molti altri rischi che corriamo quotidianamente nella società)”, aggiunge lo scienziato.

L’articolo di Prasad non dà soluzioni, ma solo spunti di riflessione. E conclude: “Sono invidioso di tutti i paesi che si trovano a breve distanza da #ZeroCOVID, ma visto dove si trovano gli Stati Uniti in questo momento, faccio fatica a pensare che questo sia un obiettivo realistico, fattibile o pratico per noi”. Per lo scienziato la filosofia #HarmReduction è, almeno per gli Stati Uniti, la strada migliore da seguire.

LINK: https://www.medpagetoday.com/blogs/vinay-prasad/91123

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