Diabete e cuore, un mix pericoloso soprattutto per le donne

La comunità scientifica cardiologica internazionale riunita a Torino per il Congresso Change in Cardiology 4.0 quest’anno si occupa in particolare delle connessioni fra malattia cardiaca e diabete.

Una recente metanalisi che ha confrontato 102 studi scientifici internazionali dimostra che il diabete raddoppia il rischio di eventi cardiovascolari, in particolare il rischio di coronaropatia, che cresce in maniera proporzionale ai valori di glicemia e aumenta del 10% la possibilità di morte per cause cardiovascolari.

Particolare attenzione in quest’ambito merita la medicina di genere: emerge infatti che le donne con diabete di tipo 2 hanno un rischio di complicanze cardiovascolari e di mortalità più alto rispetto agli uomini affetti dalla stessa malattia: nelle donne cardiopatiche il rischio di diabete triplica il rischio di morte cardiovascolare e, in particolare nelle pazienti di età compresa fra 35 e 69 anni, lo aumenta di quasi 6 volte.

Le donne sviluppano il diabete di tipo 2 intorno a un’età più avanzata rispetto agli uomini, mediamente in una fase della vita in cui le pazienti presentano un più elevato profilo di rischio cardiovascolare, primo fra tutti l’ipertensione.

Le differenze di genere negli esiti clinici del diabete di tipo 2 sono causate da influenze genetiche e ormonali sulla fisiopatologia, sulle manifestazioni cliniche, sulla diagnosi e sulla risposta alla terapia, su cui si concentra la ricerca scientifica più recente. Queste hanno un impatto necessario sulle indicazioni terapeutiche: un recente studio danese condotto su un campione di oltre 70 mila pazienti ha dimostrato che i farmaci ipolipemizzanti prescritti dalle linee guida internazionali per il diabete ma anche per le malattie cardiache, come gli inibitori SGLT2, vengono introdotti più lentamente nelle donne con diabete e complicanze cardiovascolari, rispetto agli uomini.

In questo contesto, dal Congresso di Torino arrivano i consigli dei cardiologi per le pazienti cardiopatiche e diabetiche:

  • Attenzione ai sintomi di affaticamento chein particolare nelle donne in sovrappeso, anche moderato, e affette da diabete, possono celare uno scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata, determinato da un malfunzionamento della fase di riempimento del cuore. Questo tipo di scompenso cardiaco può portare a un peggioramento della qualità di vita e, se non curato adeguatamente, anche a esito fatale.
  • Mantenere uno stile di vita corretto soprattutto dopo la menopausa quando diminuisce e cessa la protezione naturale contro l’accumulo di colesterolo e l’aterosclerosi data degli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili che vengono prodotti dall’organismo della donna in modo regolare durante il ciclo mestruale.
  • Non sottovalutare i sintomi dello stress emotivo, che può essere la causa della sindrome di Takotsubo (da cui deriva l’espressione “crepacuore”), prevalente nelle donne, caratterizzata da insufficienza cardiaca acuta che simula un infarto.  Spesso è scatenata da un evento drammatico, ma a volte non ha una chiara spiegazione. La prognosi è prevalentemente buona a distanza con un recupero completo della funzione cardiaca, ma la fase acuta può essere estremamente grave anche perché spesso diagnosticata in ritardo a causa di sintomi subdoli come dolore toracico, addominale o mancanza di fiato.

DAL PIEMONTE UN REGISTRO PER IL MONITORAGGIO DELLA GLICEMIA NEI PAZIENTI CARDIOPATICI

Diabster Registry è il progetto piemontese che ha lo scopo di valutare le modalità di trattamento farmacologico della glicemia e ottimizzare il controllo glicemico nei pazienti trattati con angioplastica coronarica in Piemonte, Lombardia e Liguria. Il progetto coinvolge un campione di circa 350 pazienti, di età superiore ai 18 anni, sottoposti con successo a impianto di almeno 1 stent. Lanciato nel mese di giugno del 2023 dalla cardiologia del Mauriziano di Torino diretta da Giuseppe Musumeci, annovera nel comitato scientifico, fra gli altri, Ferdinando Varbella, Giuseppe Patti e Italo Porto, direttori scientifici di Change in Cardiology 4.0.

“Circa il 30% dei pazienti con coronaropatia ha una diagnosi di diabete” – spiegano i Direttori scientifici del Change e aggiungono che “Le alterazioni della glicemia sono comuni nei pazienti con cardiopatia ischemica sia nelle sindromi coronariche acute sia croniche e sono associate a una prognosi peggiore. Lo studio monitora al sesto e poi al dodicesimo mese di follow up una serie di parametri, fra cui BMI e circonferenza addominale, i valori di glicemia, colesterolo trigliceridi e degli altri ematochimici disponibili per una valutazione dell’efficacia e della modulazione della terapia ipoglicemizzante e ipolipemizzante”.

Punto di riferimento fondamentale per lo studio è che il Piemonte è la prima Regione in Italia che indica 55 come valore limite del colesterolo LDL per tutti i pazienti che hanno sofferto di una sindrome coronarica acuta a 6 mesi dall’intervento di angioplastica coronarica, recependo il nuovo indicatore suggerito da AGENAS dal settembre 2023 in accordo con le indicazioni delle linee guida europee.

Ospiti internazionali

A Torino saranno presenti, in particolare, fra gli ospiti internazionali, Mikhail Kosiborod e Renu Virmani, entrambi dagli USA.

Il primo è riconosciuto tra i massimi esperti internazionali di malattia cardiometabolica, medico cardiologo presso il Saint Luke’s Mid America Heart Institute, Co-Direttore del centro di Eccellenza per le malattie cardiometaboliche dello stesso Istituto. La sua relazione è in programma venerdì 12 aprile, alle ore 9.40 nell’Auditorium Agnelli del Centro Congressi del Lingotto di Torino, sede di Change in Cardiology 4.0.

Virmani è anatomopatologa cardiovascolare, fra le principali esperte nel campo dei trattamenti delle malattie cardiovascolari con approccio di genere. È professoressa presso il Dipartimento di Patologia della Georgetown University, dell’Università del Maryland-Baltimora, della George Washington University e della Vanderbilt University.

La sua relazione sarà venerdì 12 aprile alle ore 11.30 sempre in Auditorium Agnelli.

Saranno, inoltre, presenti come specialisti di fama internazionale Dominick J. Angiolillo (USA), fra i massimi esperti di terapia antitrombotica, Marc Bonaca (USA) e Robert Giugliano, ricercatori e clinici di fama mondiale nell’ambito della Cardiologia e della terapia ipolipemizzante.

A questo proposito saranno presentati i dati del Registro JET-LDL recentemente pubblicato su International Journal of Cardiology, una delle più prestigiose riviste internazionali, che evidenzia la pratica clinica in termini di terapia ipolipemizzante in Piemonte, Lombardia e Liguria. Lo studio da un lato mostra come quasi il 60% dei 1095 pazienti studiati in queste regioni raggiungono l’obiettivo terapeutico a sei mesi (dato più altro della media europea) e dall’altro, come evidenziato da un editoriale redatto proprio da Bonaca ed Angiolillo, segnala come sia ancora necessario potenziare ed incrementare le terapie ipoglicemizzanti con i farmaci di ultima generazione per garantire a tutti i pazienti il raggiungimento dei target e quindi una prognosi migliore.

I Live Cases del Congresso

Fra i molti temi trattati a Change in Cardiology 4.0 saranno presentate le più recenti tecniche di emodinamica ed elettrofisiologia che stanno cambiando radicalmente l’approccio al paziente cardiopatico, in linea con i più recenti sviluppi scientifici internazionali che prevedono la possibilità di sostituire o riparare le valvole cardiache per via percutanea da parte dei cardiologi interventisti senza più necessità di interventi chirurgici e anestesia generale.

 

La tre giorni del Centro Congressi del Lingotto di Torino vedrà la presentazione di live cases da Mainz e dalle sale di cardiologia invasiva (emodinamica ed elettrofisiologia), oltre che dall’Ospedale Mauriziano di Torino e dall’Ospedale di Rivoli, dall’ospedale Maggiore di Novara, dall’ospedale Rozzano di Milano e da Genova e Massa.

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