Dieta vegana in menopausa? Il commento della migliore ginecologa italiana

di Anna Benedetto

Una dieta vegana a basso contenuto di grassi con integrazione della soia, oltre a produrre effetti benefici sulla composizione corporea, avrebbe un vantaggio collaterale per le donne in menopausa, come ridurre le vampate ed altri sintomi correlati come l’insonnia.  

Lo afferma un nuovo studio del Physicians Committee for Responsible Medicine, secondo il quale una dieta vegana  riduce le vampate di calore (ovvero i sintomi vasomotori postmenopausali) complessivamente del 95%.

Dott.ssa Elsa Viora

Abbiamo sottoposto lo studio alla Dott.ssa Elsa Viora, membro del board scientifico di MOHRE ed unica ginecologa italiana tra le migliori ginecologhe donne nel mondo premiata al congresso mondiale della FIGO (Federazione Internazionale dei Ginecologi ed Ostetrici).

Lo studio è stato valutato dalla nostra esperta debole e ancora poco attendibile per la letteratura scientifica, a causa del numero esiguo delle partecipanti e per la mancanza di un gruppo di controllo.

 

 

I risultati complessivi dello studio

Lo studio ha monitorato 84 donne in postmenopausa, che riportavano due o più vampate da moderate a gravi al giorno, nell’arco di 12 settimane.

La dieta vegana, a basso contenuto di grassi che prevedeva il consumo di semi di soia cotti (1/2 tazza al giorno), ha portato a una notevole riduzione del 95% nelle vampate di calore totali, con la scomparsa delle forti vampate di calore e una diminuzione del 96% nelle vampate di calore da moderate a gravi. La frequenza sia delle vampate di calore diurne che notturne è stata ridotta rispettivamente del 96% e del 94%. 

Le partecipanti hanno anche perso in media quasi 3 kg (6,4 libbre).

Oltre al calo ponderale e all’effetto sulle vampate, una dieta di questo tipo è ideale anche per prevenire e/o trattare le malattie cardiache e il diabete di tipo 2.

 

Dieta vegana utile in menopausa? Il commento della Dott.ssa Viora 

«In realtà – commenta la Dott.ssa Viora dopo aver letto lo studio – non vi sono dati di letteratura che documentino che la dieta vegana migliori la sintomatologia vasomotoria in menopausa. Per contro, sappiamo che la dieta vegana comporta anche dei rischi e che alcune persone non traggono benefici dalla dieta vegana che può, anzi, trasformarsi in fattore di rischio per carenza di alcuni componenti.

Lo studio citato è molto discutibile per due motivi:

–    Il primo è il fatto che non vi è un gruppo di controllo. Vi sono degli elementi che permettono di valutare la qualità di uno studio ed uno di questi è che qualunque elemento si voglia valutare bisogna confrontare un gruppo che usa quel farmaco ed un gruppo che non usa nulla (placebo) oppure un altro farmaco: si chiamano studi caso-controllo. In questo studio non vi è nessun controllo quindi non possiamo valutare quale ruolo abbia avuto il cosiddetto “effetto placebo” che è presente in qualunque terapia. Proprio per questo dobbiamo sempre confrontare due gruppi, meglio se nessuno, medico e persona assistita, conosce a quale gruppo appartiene (studio in doppio cieco)

–    Il secondo è il numero veramente esiguo delle donne coinvolte nello studio. Certamente può essere uno spunto per ulteriori studi condotti con casistiche più ampie e con metodi più rigorosi, come gli stessi autori scrivono nelle conclusioni».

 

Perché vampate e insonnia in menopausa?

Durante la menopausa, le vampate di calore e l’insonnia rappresentano manifestazioni sintomatiche complesse correlate alle significative modificazioni ormonali che caratterizzano questa fase fisiologica nella vita di una donna. L’abbassamento degli estrogeni, in particolare dell’estradiolo, sembra giocare un ruolo cruciale in questo contesto, provocando una serie di disturbi variabili da donna a donna, tra cui le vampate. 

Gli estrogeni sono noti per il loro impatto sulla regolazione termica, e il declino di tali ormoni può destabilizzare il sistema di termoregolazione del corpo. Le vampate di calore, spesso scatenate da rapidi cambiamenti di temperatura corporea, sono il risultato di questa disregolazione. Gli estrogeni influenzano anche i circuiti neuronali coinvolti nel sonno e il loro declino può contribuire alla sua insorgenza. 

Inoltre, è importante considerare il coinvolgimento del sistema nervoso centrale e dei neurotrasmettitori, come la serotonina, che potrebbero essere influenzati negativamente dalla carenza estrogenica, con conseguenti sbalzi di umore e possibili disturbi del sonno.

Gli effetti sul microbiota intestinale

Questo regime dietetico, stando ai dati raccolti dallo studio americano,  ha anche un impatto sul microbioma intestinale.

Sono stati analizzati infatti anche campioni di feci di un sottogruppo di 11 partecipanti al fine di eseguire un’analisi del microbioma intestinale al basale e dopo 12 settimane di dieta vegana. Sono stati riscontrati cambiamenti nella quantità di diverse famiglie, generi e specie di batteri.

Lo studio è il primo a scoprire che le riduzioni dell’abbondanza di Porphyromonas e Prevotella corporis sono associate a una riduzione delle forti vampate di calore diurne. La Prevotella corporis è stata trovata anche nell’intestino delle persone affette da artrite reumatoide e sembra avere proprietà pro-infiammatorie.

La diminuzione dell’abbondanza di Clostridium asparagiforme è stata associata a una riduzione delle vampate di calore notturne gravi. È stato anche scoperto che il Clostridium asparagiforme produce trimetilammina-N-ossido, un composto associato ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. 

La diminuzione del Clostridium asparagiforme può dunque spiegare parzialmente gli effetti benefici di una dieta a base vegetale sulla salute cardiovascolare e al tempo stesso fornisce una possibile correlazione tra vampate di calore e malattie cardiovascolari incidenti

La proliferazione di altri batteri esaminati nello studio mette in luce altri benefici, tra cui svolgere un ruolo nell’alleviare le vampate di calore stabilizzando i livelli di estrogeni, riducendo l’infiammazione ed aumentando la sazietà.

L’intervista all’esperto: parla la Dott.ssa Viora

Dopo aver raccolto il suo autorevole alert sulle diete, soprattutto in menopausa, proseguiamo con l’intervista alla Dott.ssa Elsa Viora, past President AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani https://www.aogoi.it/):

Dieta, integratori e terapie: cosa consiglia alle pazienti che si rivolgono a lei per gestire gli effetti indesiderati della menopausa come le vampate e disturbi del sonno? E perchè sono correlati?

Innanzitutto bisogna valutare insieme alla donna quale è la gravità dei sintomi, quando si manifestano, quali sono gli stili di vita (alimentazione, attività fisica, tipo di lavoro) e quali sono le reali possibilità di modificarli, se indicato.

Fatto tutto ciò (anamnesi e suggerimenti su stili di vita), oggi abbiamo a disposizione una grande varietà di possibili terapie per ridurre/eliminare la sintomatologia vasomotoria ed i disturbi del sonno che vanno dalla terapia ormonale sostitutiva (il cui principio è somministrare gli ormoni che le ovaie non producono più e quindi ripristinare una condizione ormonale simile a quella pre-menopausale), all’utilizzo di farmaci non ormonali, alla fitoterapia. Vi è quindi la concreta possibilità di migliorare la qualità di vita delle donne che è l’obiettivo principale del nostro intervento come medici ginecologi.

Quando e perché che una donna in menopausa va dal ginecologo? 

In linea generale possiamo distinguere due gruppi di donne: quelle che effettuano regolarmente le visite ginecologiche ed i test di screening (pap-test, mammografia) e quelle che si rivolgono alla ginecologa/al ginecologo solo se hanno disturbi.

E’ ovvio che per le prime è più facile fare prevenzione, anche nell’ambito della menopausa.

Quali sono i consigli della ginecologa per godersela e vivere una Terza e Quarta Età in salute?

Di pensare che siamo la prima generazione di donne che, nei Paesi industrializzati (nei Paesi in via di sviluppo la menopausa non rappresenta un problema, purtroppo, perché la aspettativa di vita è decisamente inferiore), vive un terzo della propria vita dopo la menopausa.

Se rovesciamo il paradigma, capiamo che siamo fortunate e che la terza/quarta età sono una risorsa, un privilegio e non un peso. Detto ciò, oggi abbiamo anche le conoscenze e gli strumenti per vivere al meglio questa fase della vita.

Va inoltre sottolineato che la comparsa di sintomatologia vasomotoria importante è un fattore di rischio per malattie cardiovascolari e quindi non va sottovalutata dal punto di vista medico, ma va trattata ed inserita in un contesto più ampio con una valutazione multidisciplinare (endocrinologica, internistica, cardiologica) non solo ginecologica.

 

https://mohre.it

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