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DIFFERENZE DI GENERE NEL CONSUMO DI TABACCO

di Anna Benedetto 

Uomini e donne non sono stati creati uguali nemmeno di fronte al consumo di sigarette e il fenomeno non è sfuggito agli esperti in medicina di genere

Le differenze non si limitano solo ai dati epidemiologici: all’OMS scrivono che ‘essere nato maschio è il principale elemento predittivo dell’uso di tabacco. E non a caso sono i maschi a pagare lo scotto della maggiore mortalità per malattie fumo-correlate. Dei 5 milioni di persone che ogni anno perdono la vita per questa causa, un milione  e mezzo sono donne.

Disparità tra i generi

I 170 Paesi che aderiscono al WHO Framework Convention on Tobacco Control evidenziano una disparità globale: gli uomini fumano in media 4.4 volte più delle donne in generale, in Europa 2 volte di più, 9.3 volte di più nelle Regioni del Sud Est Asiatico e 11.4 volte in quelle dell’Est Pacifico (con un divario di ben 22 e 23 volte in Cina e in India rispettivamente). Le differenze continuano quando si prendono in considerazione età e prodotti: i giovanissimi (13-15 anni) partono alla pari, senza differenze rilevanti in 87 studi analizzati tra il 2000 e il 2007.

Le donne smettono prima 

Mentre le donne riescono a smettere prima, gli uomini continuavano a fumare. Il tabacco infatti uccide il 50% dei suoi utilizzatori 15 anni prima rispetto ai non fumatori.  Non meglio gli effetti sulla salute che per i maschi includono disfunzione erettile e problemi riproduttivi mentre nelle donne ha portato ad un aumento dei casi di tumore al polmone, difficoltà di concepimento e avvento della menopausa in media 2 anni prima delle non fumatrici. 

Un problema non da poco se pensiamo che il ciclo ha un effetto protettivo su molti organi e apparati e che le fumatrici presentano ratei più elevati di cancro alla cervice e un numero maggiore di fratture causate da osteoporosi

Differenze geografiche

In Indonesia fuma il 62% degli uomini, dove fumare è considerato sintomo di mascolinità e successo, contro l’1-3% delle donne. 

Nei paesi occidentali il fumo è percepito dalle donne come simbolo di uguaglianza ed emancipazione

Differenze anche quando sì vuole smettere

Ma le differenze di genere emergono anche nel comportamento di cessazione. 

(usando i dati longitudinali dell’ITC4 ut Tobacco Control Four Country Surveys condotto in Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia una ricerca apparsa su Nicotine & Tobacco Research ha esaminato l’incidenza dei tentativi di smettere, motivazioni, uso dei farmaci, e percentuali di successo nella transizione verso la definizione di ex-fumatori): per quello che riguarda il ‘desiderio di smettere’ le donne riferiscono che le motivazioni sono correlate a salute, benessere, aspetto fisico e approvazione sociale mentre gli uomini desiderano smettere ma temono di perdere peso o sperimentare una flessione dell’umore in negativo. 

Cerotti scelti più spesso dalle donne

Per ciò che attiene invece il tipo di supporto farmacologico le donne preferiscono i cerotti alla nicotina in misura doppia rispetto agli uomini. 

L’uso della vareniclina invece portava ad un successo nelle donne 3 volte maggiore, mentre quasi il 50% dei maschi interrompeva il trattamento. 

In conclusione le donne sono più disponibili a tentare di smettere, ma quelle che provano hanno il 31% di successo in meno ma soprattutto riescono a smettere più facilmente quando hanno a disposizione supporti farmacologici

ll potere della nicotina sembra indipendente dal mezzo usato tanto che una recente ricerca pubblicata su International Journal of Eating Disorders ha svelato per la prima volta che i partecipanti all’indagine con una storia di disturbo alimentare utilizzavano la sigaretta elettronica quattro volte di più, erano più propensi ad usare la nicotina liquida e ne usavano una concentrazione sensibilmente più elevata (9.50 mg contro 7.86 mg).

Il controllo del peso era citato come motivazione a svapare nel 32% dei soggetti con disordini alimentari contro il 10.4% dei sani.

https://mohre.it

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