Difficoltà a camminare? Cadute in agguato

Redazione

Un nuovo studio prospettico condotto in Australia ha rivelato che le limitazioni nell’attività di deambulazione segnalate dagli adulti di mezza età e anziani possono predire il rischio futuro di frattura. I risultati, pubblicati su JAMA Network Open, evidenziano un legame significativo tra la difficoltà nel camminare e l’incidenza di fratture. Le difficoltà a camminare per 1 km sarebbero una red flag. Questo semplice interrogativo potrebbe aiutare a individuare i pazienti a rischio elevato di frattura, consentendo interventi preventivi tempestivi.

Secondo i ricercatori del Garvan Institute of Medical Research di Darlinghurst, guidati dalla dottoressa Dana Bliuc, le persone di età pari o superiore a 45 anni che hanno dichiarato di sperimentare una considerevole limitazione nel camminare 1 km hanno un rischio fino al doppio di subire una frattura entro 5 anni rispetto a coloro che non hanno segnalato limitazioni (HR 2,03 per gli uomini, IC 95% 1,86-2,22; HR 1,60 per le donne, IC 95% 1,49-1,71).

Anche coloro che hanno riportato una lieve limitazione nella deambulazione hanno mostrato un rischio significativamente maggiore di subire fratture nel corso di 5 anni (HR 1,46 per gli uomini, IC 95% 1,34-1,60; HR 1,32 per le donne, IC 95% 1,23-1,41).

Attualmente, il rischio di frattura non è soggetto a uno screening su larga scala nella popolazione generale. Tuttavia, lo studio evidenzia il potenziale di utilizzare la capacità di camminare come un indicatore chiave per identificare proattivamente gli individui a rischio di frattura.

Durante un follow-up medio di 4,1 anni, circa il 60% delle fratture identificate è stato attribuito alla limitazione della deambulazione, evidenziando il suo impatto significativo sull’identificazione del rischio di frattura a livello di popolazione. Dei 238.969 individui inclusi nello studio, 7.190 donne e 4.267 uomini hanno subito fratture incidenti.

L’età e la presenza di limitazioni della deambulazione sono fortemente correlate, con un aumento significativo con l’avanzare degli anni. Inoltre, la percentuale di adulti che hanno riportato cadute è aumentata con l’aumentare delle limitazioni di deambulazione.

Migliorare la capacità di camminare è incoraggiante e potrebbe avere un impatto positivo sulla salute ossea a lungo termine. Dimostrare attraverso studi interventistici che l’aumento della capacità di camminare può migliorare la salute delle ossa potrebbe motivare i pazienti ad adottare misure preventive.

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