“Due” uteri e una mamma: storia di un parto gemellare su un milione

di Anna Benedetto

Una possibilità su un milione. Sono i numeri del  “miracolo” di Natale che stiamo per raccontare. Per restare in tema, si tratta di una doppia “natività” assai rara quella di Kelsey Hatcher: una donna americana di 32 anni, con doppio utero, che è riuscita a dare alla luce due sorelle “gemelle” nate a distanza di 10 ore e in due giorni differenti.

Roxi Layla è nata di parto naturale indotto martedì sera 19 dicembre alle 19.49 ed è stata raggiunta da sua sorella, Rebel Laken, di parto cesareo mercoledì mattina 20 dicembre alle 6.09; portando a quota 5 il numero di figli avuti da Kelsey e dal marito Caleb.

Tutte i dettagli di questa gravidanza da guinnes dei primati su Doubleuhatchlings (letteralmente “cuccioli doppi”), il profilo Instagram creato appositamente dalla coppia a partire da giugno 2023 per documentare la rara gravidanza gemellare (https://www.instagram.com/doubleuhatchlings/)

Il “caso” di Kelsey spiegato dalla ginecologa Elsa Viora

Kelsey Hatcher sapeva dall’età di 17 anni di avere un utero didelfo, ovvero due distinte cavità uterine (emiuteri) identiche tra loro, due tube di Falloppio ed un ovaio per emiutero. Nel caso di Kelsey, ha anche due cervici. Si tratta di una malformazione uterina che comporta di norma una percentuale di rischio maggiore di parto pretermine, aborto spontaneo, distacco di placenta, malformazioni e deformità fetali. Una rara condizione che riguarda circa lo 0,3% delle donne. 

Dottoressa Elsa Viora

Dottoressa Elsa Viora, ginecologa

Per avere un’idea più approfondita su questo caso abbiamo chiesto un parere alla Dott.ssa Elsa Viora, ginecologa e membro del board scientifico di MOHRE «In questo caso si tratta di una donna con utero doppio (utero con due cervici e due corpi) oppure con utero bicorne (utero con una cervice e due corpi) in cui si è verificata una doppia ovulazione (cioè due ovociti sono giunti a completa maturazione nello stesso ciclo) ed entrambi sono stati fecondati. Si tratta quindi di una gravidanza gemellare insorta spontaneamente – dato che già di per sé si verifica in meno di 1% delle gravidanze spontanee – a cui si è aggiunta una ulteriore “stranezza”. Nel caso di Kelsey verosimilmente l’ovulazione doppia è stata una per ovaio. Per cui ogni emi-utero ha avuto la sua blastocisti e la sua gravidanza. Può succedere ed è successo. Anche io nei miei oltre 40 anni di attività clinica ne ho vista una».

Il 23 maggio 2023, attraverso una ecografia di routine per la sua quarta gravidanza, Kercher scopre di essere incinta di un bambino per ogni utero. Statisticamente, è un evento che ha una possibilità su un un milione di verificarsi.

«La diagnosi certa  – spiega la Dott.ssa Viora –  è fattibile solo se si fa l’ecografia nei primi mesi, entro 11-12 settimane, in modo da riuscire ad identificare le due cavità uterine ed osservare che entrambe sono “occupate”. Con l’avanzare della gravidanza non è facile identificare se si tratta di due cavità uterine completamente separate (utero doppio oppure utero bicorne) oppure di un setto uterino (utero setto)».

Se la anomalia uterina è già nota fin dall’inizio della gravidanza, si valuta la specifica situazione e quindi le concrete possibilità di un parto spontaneo.

Kelsey, a dispetto delle statistiche, a 32 anni chiude il bilancio del 2023 con ben 5 bambini nati sani e a termine. Comprese le ultime due nate “gemelle sorelle”. 

Un parto decisamente fuori dall’ordinario

La rarità in cui si verificano queste tipologie di gravidanze gemellari ha colto di sorpresa il team di Ostetricia e Medicina materno-fetale dell’UAB Medicine Center in Alabama – l’ospedale dell’Università dell’Alabama a Birmingham (UAB) negli Stati Uniti – che nel corso della gravidanza ha messo in piedi una doppia equipe dedicata alla nascita di queste sorelle gemelle “speciali”.

Per prepararsi all’evento, i medici avevano a disposizione  solo una manciata di casi clinici da studiare per organizzare il piano ideale per il parto. 

In alcuni casi, entrambi i bambini sono nati per via vaginale; in altri, le cervici si dilatano solo fino a un certo punto, determinando così un doppio taglio cesareo. Ci sono stati anche casi in cui un utero è entrato in travaglio spontaneo e l’altro no.

I possibili scenari erano dunque o un doppio parto naturale, o un doppio cesareo oppure un parto “misto”, naturale e cesareo.

L’equipe medica ha valutato anche i desideri della futura mamma, che desiderava far vivere anche a queste bambine l’esperienza del parto naturale.

Lo scenario ideale sarebbe stato che Kelsey entrasse in travaglio da sola. Ma poiché il travaglio spontaneo non si è verificato, è stato indotto alla 39esima settimana, mentre gli uteri venivano sottoposti a un doppio monitoraggio. 

«Spesso – conferma la Dott.ssa Elsa Viora –  il tessuto muscolare (miometrio) di questi uteri manifesta nel corso del travaglio alcune anomalie nella dinamica delle contrazioni e quindi il travaglio non prosegue in modo normale e bisogna ricorrere ad un taglio cesareo».

Le contrazioni dei due uteri erano asincrone. L’utero destro, che aveva già portato a termine altre due precedenti gravidanze, ha iniziato a progredire più del sinistro provocando il primo parto per via vaginale. La seconda bambina, chiamata Rebel, è venuta alla luce l’indomani dopo altre 20 ore di travaglio in cui la madre già allattava la prima nascitura, mediante parto cesareo.

Le anomalie congenite dell’utero 

L’utero umano è un organo altamente specializzato che ha subito un’evoluzione unica rispetto ad altre specie. Solo i primati, oltre all’uomo, hanno un utero semplice. La sua formazione inizia nelle prime settimane di sviluppo embrionale dai condotti di Müller, una volta stabilito il sesso femminile dell’embrione. Quando i dotti di Muller non riescono a fondersi regolarmente si verificano queste anomalie, chiamate anche “malformazioni mulleriane”, caratterizzate da difficoltà nel concepimento, rischi abortivi ed altre complicazioni durante la gravidanza.

Queste malformazioni possono essere attribuite a variazioni genetiche o a fattori ambientali durante lo sviluppo fetale. Ve ne sono di diversi tipi e viene utilizzata una classificazione internazionale proprio per uniformare  i termini, cioè dare lo stesso nome alla malformazione. Tra le più frequenti:

  • utero setto, caratterizzato dalla presenza, nel corpo uterino, di una parete divisoria longitudinale
  • utero doppio  (ci sono due corpi uterini e due cervici)
  • utero bicorne (ci sono due corpi uterini ed una cervice)

Le anomalie umane che nel regno animale non sono una anomalia

Quelle che sono anomalie per l’uomo, sono la norma per altre specie animali, le cui tipologie di utero possono variare considerevolmente in base alla loro storia evolutiva e alle esigenze riproduttive specifiche. Ad esempio, alcune specie possono avere uteri semplici, mentre altre possono avere uteri più complessi. 

Per la nostra specie, queste esigenze anatomiche possono essere dovute alla complessità della riproduzione umana e alla necessità di adattarsi a una postura eretta e a un cervello più sviluppato, che richiedono un utero capace di sostenere una gestazione più lunga e complessa, uno specifico sviluppo e crescita di peso e dimensioni fetali, con un numero di feti ridotto per gravidanza.

I marsupiali ad esempio hanno un utero didelfo, con una placenta primitiva e possibilità di concepimento durante la gravidanza. Il feto nasce immaturo e continua lo sviluppo nel marsupio.

Diverse specie di mammiferi, tra cui i roditori, i cavalli e i maiali, presentano di norma un utero a forma di cuore e con due corna. Il cane stesso ha un utero bicorne bipartito, con gravidanze della durata media di 9 settimane e numero di feti fino a 15.

Queste differenze evolutive, nel regno animale, sono spesso il risultato di adattamenti alle strategie riproduttive delle specie, come la gestazione multipla o la necessità di garantire la sopravvivenza della prole in ambienti specifici. Inoltre, le differenze nelle tipologie di utero tra le specie possono essere il risultato di pressioni selettive che favoriscono la sopravvivenza e la riproduzione ottimale in un determinato ambiente.

 

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