Festa della mamma: stop ai pregiudizi e sì alla libera scelta

La maternità è un tema che ancora oggi divide. Ci sono donne che scelgono consapevolmente di non diventare madri, così come ce ne sono altre che lo desiderano moltissimo ma non riescono a coronare il sogno di costruire una famiglia con i bambini che giocano e ridono in casa. E spesso non diventare mamma crea problemi alla donna, sia con sé stessa che all’interno della società. Allora come fare a innescare un dialogo interiore positivo al di là della presenza o meno dei figli? Lo spiega la Dottoressa Costanza Fontani, Psicologa e Coach emotivo-comportamentale.

«La libertà di scelta esercitata da chi decide di non essere madre e di dedicarsi alla carriera professionale, alla costruzione del proprio futuro, al portare avanti progetti ritenuti incompatibili con lo stop di una madre è giusta, lecita e andrebbe garantita dalla società. Questa scelta viene fatta anche da chi è intimorito dalle responsabilità verso qualcuno che, per molti anni, dovrà dipendere da te e che cambia totalmente le tue priorità. Anche la stabilità economica e lo stile di vita impattano in modo significativo su questa scelta coraggiosa, che deve essere rispettata e non giudicata o criticata, considerando i pregiudizi di una società che ancora troppo spesso ci impone le sue regole. Anche gli amici e la famiglia con le loro aspettative possono mettere in crisi le scelte o le non scelte che portano allo status di madre o non madre», continua la Dottoressa Fontani.

Maternità: solo una delle vie possibili

«La decisione di non essere madre è frutto di molte motivazioni. Le donne non mamme vengono etichettate come egoiste, fredde o addirittura incomplete, come se avere un figlio dovesse essere l’unico scopo all’interno della vita di una donna. La maternità, forse occorre ancora ricordarlo, non è l’unica realizzazione, esiste anche altro che fa sentire una donna realizzata e bene con sé stessa. Scegliere altro per sé ed esercitare la propria libertà può dare luogo a giudizi e pressioni sociali che causano spesso isolamento, senso di colpa nei confronti delle aspettative altrui, difficoltà nell’accettazione della propria scelta», avverte l’esperta.

La maternità desiderata e non realizzata

«La maternità è un tema che suscita emozioni profonde e dibattiti accesi nella società. Ci sono donne che desiderano profondamente diventare madri ma che, per diversi motivi non riescono a realizzare questo sogno. Le cause possono essere sia biologiche che personali, come problemi di fertilità, malattie, o banalmente la mancanza del compagno giusto con cui costruire una famiglia e fare un figlio. Queste donne affrontano un dolore profondo, una sensazione di perdita, un senso di inadeguatezza e si trovano a fare i conti con una bassa autostima. Sono portate a confrontarsi con gli altri e a pensare spesso “perché proprio a me?”, sentendosi causa totale di questa mancanza, anche quando in realtà non è così. Si mette in dubbio la propria femminilità e il dialogo interiore diventa solo negativo», sottolinea la Dottoressa Fontani.

Stop ai pregiudizi

«La non maternità è un tema complesso che richiede apertura e rispetto. Le donne devono arrivare ad avere il diritto di decidere autonomamente se diventare madri o meno, senza subire discriminazioni o pregiudizi. Promuovere una società inclusiva e accogliente, significa permettere ad ogni donna di trovare il proprio percorso di realizzazione personale, indipendentemente dalla maternità. Perché la non maternità prescinde dal valore personale di una donna, così come la femminilità va ben oltre l’essere madre, anche se a volte viene messa in discussione da questo status non socialmente accettabile. Si crea un senso di non appartenenza e di insoddisfazione e non ci si sente realizzate fino in fondo», spiega la psicologa.

Il diritto di scegliere

«La mancanza di comprensione può far emergere senso di colpa e vergogna nella donna che ha fatto la scelta di non diventare madre. Queste emozioni possono intaccare l’autostima e portare a una visione negativa di sé stessa con pensieri negativi e un dialogo interno giudicante e non accogliente Ogni donna ha il diritto di vivere la propria vita secondo i propri desideri e perseguendo i propri obiettivi, senza subire giudizi o discriminazioni da parte degli altri. La non maternità per scelta è una decisione presa sulla base dei propri valori e delle proprie priorità, trovando la felicità nella realizzazione personale e in altre relazioni significative», racconta la Dottoressa Fontani.

Quando il desiderio di maternità non si realizza

«La non maternità subita invece è un tema che merita delicatezza, sensibilità e rispetto. È un’esperienza personale che può essere dolorosa per molte donne che a volte arrivano a minare anche la relazione con il partner. Per queste donne il non essere madre non è più una scelta ma una decisione subita a causa di difficoltà oggettive. Il loro percorso di accettazione deve partire prima da loro stesse ed è doloroso e difficile da affrontare. Subentra un senso di frustrazione e di perdita che porta a tristezza e mancanza di autostima. Chi desidera essere chiamata mamma e non ci riesce prova un senso di vuoto e di solitudine confrontandosi con le altre donne e pensando di essere da meno, dando a questo ruolo l’unico senso di realizzazione. La società dovrebbe smettere di fare pressioni sulle donne e rispettare il loro status accettandole e accogliendole indipendentemente dalla maternità», sottolinea la Coach.

Creare una società inclusiva e accogliente

«È importante che ognuno di noi faccia il proprio intervento affinché la società superi i pregiudizi associati alla scelta di non diventare madre e alla non maternità per cause di forza maggiore. Bisogna rispettare, accogliere e comprendere le scelte individuali delle donne, senza giudicare o etichettare. Dobbiamo impegnarci a offrire un sostegno emotivo, comprensione e risorse alle donne che affrontano difficoltà nel realizzare il proprio desiderio di essere chiamate “Mamma”», conclude la Dottoressa Fontani.

Chi è Costanza Fontani

La Dottoressa Costanza Fontani è Psicologa e Coach emotivo-comportamentale. Aiutare le persone ad individuare e raggiungere i propri obiettivi è ciò che ama fare. Dopo la laurea in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova, si è specializzata in Psicologia del Lavoro e ha iniziato la sua carriera lavorativa sviluppando i reparti HR delle aziende di famiglia. Ha sempre lavorato a fianco delle persone, valorizzandole e coltivandone i talenti. Ha ricoperto il ruolo di consulente e psicologa per cooperative e strutture sanitarie, occupandosi di selezione e formazione del personale, risoluzione dei conflitti e tutto ciò che riguarda il miglioramento del benessere all’interno dell’ambiente lavorativo. Specializzata in Mind Hacking e Bio Hacking, ha messo a punto un nuovo programma, l’Health Flow. Partendo da una comprensione profonda della persona, delle sue abitudini e delle sue emozioni, la accompagna verso il cambiamento.

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