Fibrillazione atriale, il legame con le bevande zuccherate, ne bastano due litri a settimana per aumentare il rischio

Redazione

In una recente pubblicazione sulla prestigiosa rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ricercatori hanno messo in luce una correlazione preoccupante tra il consumo regolare di bevande zuccherate, inclusi quelli dolcificati artificialmente, e un incrementato rischio di sviluppare fibrillazione atriale (AF), una forma comune di ritmo cardiaco irregolare. Questa scoperta emerge da un’analisi approfondita dei dati raccolti dalla Biobank del Regno Unito, che ha coinvolto oltre 200.000 adulti.

In Italia, tra gli anziani italiani, l’8,1% soffre di fibrillazione atriale, il che equivale a dire che uno su dodici è affetto da questa condizione. Ciò porta a una stima complessiva di circa 1,1 milioni di persone in Italia che vivono con questa aritmia.

I fatti principali: una correlazione allarmante

La ricerca, condotta alla Shanghai JiaoTong University School of M edicine, evidenzia come gli individui che consumano almeno due litri settimanali di bevande zuccherate o artificialmente dolcificate presentino un rischio maggiore del 20% di sviluppare fibrillazione atriale nel corso di quasi un decennio di follow-up. Questo aumento del rischio persiste anche quando si tengono in considerazione altri fattori di rischio cardiovascolare tradizionali e la predisposizione genetica dell’individuo.

Consumo di bevande zuccherate paragonato a quello del succo di frutta

Il team di ricerca ha categorizzato i partecipanti in base al loro consumo settimanale di bevande zuccherate, da coloro che non ne consumano a quelli che ne bevono due litri o più. Inoltre, è stato esaminato l’effetto del consumo di succo di frutta puro sul rischio di AF, riscontrando una leggera associazione negativa per coloro che consumano meno di un litro alla settimana.

L’analisi ha tenuto conto di vari fattori, inclusi i dati genetici, per valutare il rischio poligenico di fibrillazione atriale tra i partecipanti. I risultati hanno mostrato che, indipendentemente dalla predisposizione genetica, il consumo elevato di bevande zuccherate è un fattore di rischio significativo per l’AF.

Implicazioni e raccomandazioni per la salute pubblica

Questi risultati sollevano importanti questioni sulla salute pubblica e sottolineano la necessità di sensibilizzare ulteriormente sui rischi associati al consumo eccessivo di bevande zuccherate. Il Dr. Wang enfatizza l’importanza di ridurre o evitare il consumo di tali bevande per preservare la salute cardiaca, mettendo in guardia anche contro l’assunzione di bevande dolcificate artificialmente, spesso percepiti come alternativa “sana”.

Ridurre il consumo di bevande gassate e zuccherate

Il messaggio chiave è chiaro: privilegiare l’acqua o succhi di frutta naturali e moderati può contribuire significativamente alla riduzione dell’assunzione di zucchero e migliorare la salute generale, mentre è essenziale non cadere nell’errore di considerare le alternative a basso contenuto calorico automaticamente benefiche per la salute.

Questo studio si aggiunge a un crescente corpo di ricerca che evidenzia i pericoli legati al consumo di bevande zuccherate e sottolinea l’urgenza di adottare misure preventive, sia a livello individuale che collettivo, per combattere l’epidemia di malattie cardiovascolari.

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