Fumo in gravidanza e i rischi per la salute materno – infantile: smettere è possibile oltre che necessario

Di Barbara Hugonin Rao

Una sfida significativa per la salute pubblica¹, a livello globale, è la riduzione dei rischi e dell’impatto del fumo sulla salute riproduttiva e in gravidanza. Secondo dati recenti² ³, fumare in gravidanza è un problema diffuso in molti, troppi Paesi, negli  Stati Uniti, ad esempio  circa il 7,2% delle donne fuma durante la gravidanza, mentre nel Regno Unito e in Australia la percentuale è dell’ 8,6% e del 10,4% rispettivamente. In Italia, il 12% delle donne continua a fumare durante la gravidanza.

Questi numeri sottolineano l’importanza di affrontare il problema del fumo durante la gravidanza e di fornire il supporto necessario alle donne che desiderano smettere di fumare per il bene della propria salute riproduttiva  e di quella dei loro bambini. Uno studio statunitense ⁴ ha preso in esame  3665 donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni, e ha analizzato l’influenza negativa  del fumo di sigaretta sulla fertilità, ancor più nei sottogruppi di donne ispano-americane dove i tassi di donne fumatrici sono più alti. 

È sempre più chiaro come gli effetti del fumo di sigaretta, inclusa quella elettronica,  durante la gravidanza siano associati ad una serie di complicanze per la salute perinatale, oltre ad  aumentare  il rischio di nascite pretermine, di rottura prematura delle membrane, di aborto spontaneo⁵, di placenta previa e di distacco di placenta⁶, che possono mettere a rischio la vita sia della madre che del bambino. 

La percezione⁷ che molte donne hanno sul danno del fumo in gravidanza, in particolare le fumatrici di sigarette elettroniche⁸, è molto ridotta, come se corressero meno rischi rispetto alle fumatrici di sigarette “classiche”. Questa mancanza di consapevolezza, espone ad ulteriori rischi la salute del feto e del futuro neonato. Il fumo in  gravidanza è associato ad un aumento del rischio di basso peso alla nascita, un ridotto flusso sanguigno e apporto di nutrienti attraverso la placenta,  il che può predisporre ad una  serie di problemi di salute per il neonato. Nei nati da madri fumatrici, durante la gravidanza e dopo il parto, è maggiore il rischio di sviluppare malattie respiratorie croniche, asma, e nei primi sei-otto mesi di vita incide sul rischio di morte prematura (SIDS).

La corretta informazione, dedicata all’impatto degli stili di vita poco sani, inclusa la dipendenza da sigarette e prodotti a base di tabacco, sulla salute riproduttiva e perinatale, è un vero e proprio atto di salute pubblica, a cui dovrebbero seguire percorsi dedicati alla prevenzione.  Smettere  di fumare, prima o durante la gravidanza può costituire una sfida, ma attualmente esistono programmi efficaci per aiutare le future mamme a liberarsi completamente da questa dipendenza. Parliamo di programmi di cessazione del fumo ( in Italia “ Mamme libere dal fumo” ad esempio) con interventi  di counselling ambulatoriale, incontri educativi e supporto telefonico, fornendo materiale informativo e strumenti per monitorare il percorso (il diario del fumo). Secondo uno studio internazionale⁹, in gravidanza, si sono rivelati più efficaci i programmi non farmacologici e con un forte supporto psicologico e sociale, rispetto ai farmaci, e la loro diffusione può incidere in maniera più significativa nella riduzione di abitudini nocive per la salute materno -infantile. 

Riferimenti bibliografici

¹ https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC11097250/

² https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/wr/mm7317a2.htm

 ³https://www.britishjournalofmidwifery.com/content/editorial/smoking-during-pregnancy-latest-data/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC10168125/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9773571/https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38575863/#:~:text=Using%20the%20number%20of%20cigarettes,associated%20with%20higher%20placental%20weight.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38598822/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9365076/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37683574/

https://mohre.it

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