Gatti e gattini, perché sono le star del web

Nel 2015 (secondo CNN , mica bau bau micio micio) erano 6 miliardi le immagini e i video che avevano per protagonisti i felini, oggi si stimano che siano almeno 7 miliardi e mezzo. Gatti e gattini sono le vere star del web con il 15% del traffico correlato ai felini (lo ha calcolato un famoso marchio di cibo per animali).

Ma con delle eccezioni, nel mio caso il volume di scambi ha i gatti come protagonisti nel 50% dei casi. Insomma, siamo dipendenti da queste creature divertenti, tenere, buffe, dispettose e imprevedibili. I gattini funzionano perché sono intrattenitori nati e se a casa dobbiamo attendere che si sveglino (dormono infatti più di 20 ore al giorno) sul web sono ‘pronti all’uso’, è il ‘social petworking’ bellezze e non possiamo farci nulla. Teneri ma soprattutto divertenti ci attraggono per quel meccanismo chiamato ‘neotenia’, che ci prova a provare tenerezza e senso di accudimento in tutto quello che ha occhi grandi, guanciotte (e nel caso dei cuccioli animali, morbido pelo). Insomma, è l’astuto stratagemma che neonati e cuccioli mettono in atto per mantenerci legati a loro e attenti alle loro esigenze (nel caso dei felini parlerei di uno stato di sudditanza vicino alla schiavitù, di cui siamo felici, che Sindrome di Stoccolma scansati).

Nel 2015 all’Università dell’Indiana hanno scoperto che guardare video teneri e pucciosi abbassa stress e ansia, migliora l’umore e la produttività lavorativa (https://archive.news.indiana.edu/releases/iu/2015/06/internet-cat-video-research.shtml) . Sono strateghi delle strategie evolutive stimolando la produzione e il rilascio di dopamina, sono quindi fonti di piacere e di benessere emotivo, in una sorta di pet therapy virtuale. I gatti ci insegnano ad essere spontanei e irriverenti ma mantengono in grado di mistero, svelato in parte dal nuovo libro della biologa e ‘gattologa’ Lisa signorile dal titolo ‘Il gatto. Manuale d’uso e manutenzione’ (Flaco edizioni) in cui ci racconta, con invidiabile capacità divulgativa, aspetti come il ruolo delle vibrisse o la presenza di recettori per le carezze sul pelo. Personalmente ho amato la parte sulla ‘magia della coda’ e il paragrafo in cui spiega perché i gatti amino in maniera viscerale il cartone. Chiunque abbia avuto un felino lo sa: non importa quante cucce costose il nostro abbia a disposizione, una banale scatola di cartone per lui sarà eletta a reggia. Signorile esplora anche la vita sociale dei nostri amici con un interessante punto di vista sulla moda di portarli al guinzaglio. Per loro è un piacere o uno stress? Lo scoprirete a pagina 141. 

E i cani? Muti. Anzi no, stanno lavorando alla loro rimonta e devono avere un buon ufficio comunicazione se Forbes pubblica ogni anno la classifica dei top pet influencer. Alla faccia del pollice opponibile.

https://mohre.it

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