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Giornata Mondiale senza Tabacco 2021: lo slogan”Impegnati a smettere” é un obiettivo per tutti

La Giornata mondiale senza tabacco (WNTD) del 2021 ha inaugurato  la campagna globale di un anno “Impegnati a smettere”. Nell’editoriale della dottoressa Maria Hefler sulla rivista Tobacco Control sì sottolinea la necessità di un impegno corale che preveda di fornire un supporto concreto ai fumatori per iniziare il percorso verso una salute migliore. Un obiettivo ancora più stringente dopo la pandemia da Covid-19 in cui da una parte le persone hanno avuto consapevolezza di dover smettere per proteggere la propria salute mentre dall’altra lo stress della situazione mondiale e individuale ha impedito di smettere se non quando ha determinato un aumento dei consumi. 

 

Dobbiamo iniziare a pensare al fumo come qualcosa di più che un problema di dipendenza individuale: il consumo del tabacco è infatti un problema di salute per i singoli e le loro famiglie, sociale perché la vista dei fumatori genera imitazione ed emulazione nei più giovani, economico e dei diritti umani. Allo stesso modo i benefici di una cessazione efficace hanno ricadute al di là dell’individuo, sia attraverso la riduzione dell’esposizione involontaria al fumo per i membri della famiglia che per una diminuzione della povertà. Se l’aspetto economico non è facilmente percepibile in un contesto occidentale medio, a livello globale, le donne e i bambini non fumatori sono colpiti in modo sproporzionato dal consumo di tabacco da parte di altri che stornano le risorse per le necessità primarie verso il tabacco che consolida la loro dipendenza. La fornitura di un trattamento efficace per la cessazione del consumo di tabacco deve essere quindi un obbligo in materia di diritti umani, eppure delle sette Convenzioni quadro dell’OMS sul controllo del tabacco (Framework Convention on Tobacco Control  FCTC)  la MPOWER tabacco misure (Monitor, Smoke Free Environments, Cessation Programs, Pack Warnings, Mass Media, Advertising Divies e Taxation), è quella con la percentuale più bassa di paesi che l’hanno implementata a livello di best practice.

 

Esiste poi il paradosso che se l’industria del tabacco cercasse di affermarsi come una nuova attività oggi, in molti luoghi non sarebbe autorizzata a operare e la maggior parte dei suoi prodotti non sarebbe mai approvata per la vendita. 

Le numerose strategie di riduzione della domanda che sono state attuate con successo dai paesi in conformità con i loro obblighi hanno gettato le basi per quello che deve essere considerato un new deal che vede la progressiva l’eliminazione delle vendite di tabacco commerciale, perfettamente in linea con l’articolo 2.1 della Framework Convention on Tobacco Control.

 

Quando la Framework Convention on Tobacco Control  è entrata in vigore per la prima volta, era difficile immaginare molti dei risultati che ha perseguito: le campagne sui mass media, etichette di avvertimento e imballaggi semplici, tasse sul tabacco e spazi liberi dal fumo, che sono tutti un sostegno alla cessazione nel senso più ampio, testimoniano il potere di questo trattato. 

Già la Carta di Ottawa per la promozione della salute del 1986 conteneva cinque aree di azione (costruire politiche pubbliche sane, creare ambienti favorevoli, rafforzare l’azione comunitaria, sviluppare abilità personali e riorientare i servizi sanitari verso la prevenzione e la promozione della salute), anche se non citava espressamente la cessazione dal fumo e la lotta al tabagismo. 

Ma il supporto alla cessazione deve essere considerato in una ottica di  “sviluppo delle capacità personali” e di “empowerment” dei fumatori adulti da attuare con tutte le strategie necessarie, evidence based che prevedano diversi livelli di intervento.

L’aumento della cessazione del consumo di tabacco da parte degli adulti è necessario, ma non sufficiente, per accelerare i progressi per porre fine all’epidemia di tabacco. Non a caso la UE si propone di diminuire i tassi di tabagismo al 5% entro il 2040 agendo sulla diminuzione dell’iniziazione da parte dei giovani. 

 

Fonte: Marita Hefler, Divisione Benessere e malattie croniche prevenibili, Menzies School of Health Research, Charles Darwin University, Casuarina, Northern Territory, Australia – Tobacco Control – http://dx.doi.org/10.1136/tobaccocontrol-2021-056676

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