Gli effetti dell’alcol sul microbiota

Redazione

Secondo gli esperti, individui affetti da disturbo da uso di alcol, caratterizzato dall’incapacità di gestire o interrompere il consumo eccessivo di bevande alcoliche, spesso presentano uno squilibrio tra i batteri “benefici” e “nocivi” all’interno del loro tratto gastrointestinale. Questo fenomeno, noto come disbiosi, è associato a un’infiammazione aumentata e a una maggiore suscettibilità alle malattie, spiega il dottor Hsu, rinomato esperto nel campo.

Disbiosi e infiammazione

Un’analisi approfondita condotta da ricercatori ha rivelato una connessione intrigante tra il consumo eccessivo di alcol e lo stato del microbioma intestinale umano. L’argomento si è meritato spazio anche sull’edizione online del New York Times.

I consumatori cronici di alcol affetti da disbiosi possono anche presentare un aumento della permeabilità dell’intestino. Una mucosa intestinale sana, infatti, agisce come una barriera protettiva tra il contenuto intestinale, ricco di microbi, nutrienti e potenziali tossine, e il resto del corpo.

Permeabilità intestinale aumentata

Ma quando questa barriera viene compromessa, batteri e tossine possono infiltrarsi nel flusso sanguigno e raggiungere il fegato, generando infiammazione e danni.

Ruolo dell’intestino compromesso nei desideri compulsivi di alcol

Le ricerche preliminari indicano che un intestino compromesso potrebbe persino alimentare i desideri compulsivi di alcol, le ricerche su come il microbioma possa influenzare il comportamento sono in crescita, con risultati molto intriganti. Sembra infatti che la popolazione di microrganismo che convive con noi possa portare al consumo di determinati cibi e alterare l’umore.

Correlazione tra binge drinking e alterazioni nel microbioma intestinale

In uno studio recente condotto nel 2023, i ricercatori hanno esaminato il microbioma di 71 individui giovani, compresi tra i 18 ei 25 anni, senza disturbo da uso di alcol. I risultati hanno rivelato che coloro che avevano episodi frequenti di binge drinking, definito come l’assunzione di quattro o più bevande entro un breve lasso di tempo per le donne e cinque o più bevande per gli uomini, mostravano alterazioni nel microbioma intestinale correlato a una maggiore propensione al consumo di alcol. Questo studio ha corroborato ricerche precedenti che indicavano un aumento dei marcatori infiammatori nel sangue associati al binge drinking.

Consumo moderato di alcol e diversità del microbioma intestinale

Va notato che, nonostante questi risultati promettenti, non è ancora stata stabilita una relazione causale diretta tra il consumo di alcol e la disbiosi negli esseri umani, soprattutto considerando le difficoltà nel controllare fattori come la dieta e le condizioni di salute in studi condotti su esseri umani.

Per quanto riguarda i consumatori moderati, si suggerisce un consumo limitato a non più di due bevande al giorno per gli uomini e una bevanda al giorno per le donne. Tuttavia, le ricerche sulla relazione tra questo livello di consumo e il microbioma intestinale sono ancora limitate, secondo Jennifer Barb, scienziata di bioinformatica clinica presso i National Institutes of Health.

Influenza dei polifenoli sul microbioma intestinale

Gli studi hanno indicato che le persone che consumano alcol in modo moderato presentano una maggiore diversità nel microbioma intestinale rispetto a coloro che non consumano affatto alcol, un indicatore di un intestino sano. Tuttavia, le ragioni di questa correlazione potrebbero derivare da altri fattori legati alla dieta o allo stile di vita, anziché direttamente dall’alcol stesso.

Alimenti e bevande che possono migliorare il microbioma intestinale

In uno studio del 2020 condotto su un campione di 916 donne britanniche che consumavano due o meno bevande al giorno, è emerso che coloro che preferivano il vino rosso – e in misura minore il vino bianco – presentavano una maggiore diversità nel microbioma intestinale rispetto a non bevitori o consumatori di birra e liquori. Gli esperti ipotizzano che i polifenoli, presenti in elevate concentrazioni nella buccia dell’uva e quindi nei vini rossi, possano giocare un ruolo significativo in questo fenomeno.

Tuttavia, come sottolinea il neuroscienziato John Cryan dell’University College Cork in Irlanda, i polifenoli non sono esclusivi dell’alcol e si trovano anche in molte altre fonti alimentari, tra cui frutta, verdura, caffè e tè.

In generale, una dieta variegata a base di alimenti vegetali e cibi fermentati come yogurt, kombucha e kimchi può contribuire a migliorare la diversità del microbioma intestinale.

Miglioramenti nel microbioma intestinale dopo la cessazione del consumo eccessivo di alcol

Per quanto riguarda l’impatto della riduzione del consumo di alcol sulla salute intestinale, studi recenti indicano che le persone trattate per il disturbo da uso di alcol mostrano miglioramenti nel microbioma intestinale e nella permeabilità della mucosa intestinale entro poche settimane dalla cessazione del consumo eccessivo.

Benefici della riduzione del consumo di alcol sulla salute intestinale

Sebbene non sia ancora chiaro come la riduzione del consumo di alcol influenzi i microbiomi dei bevitori moderati, gli esperti concordano sul fatto che limitare l’assunzione di alcol può contribuire in modo significativo al benessere generale e alla salute dell’intestino, riducendo il rischio di disturbi gastrointestinali e di altri problemi di salute correlati all’abuso di alcol.

Fonte: https://www.nytimes.com/2024/01/30/well/eat/alcohol-gut-health-microbiome.html?searchResultPosition=3

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