Gravidanza ectopica: cosa bisogna sapere

di Anna Benedetto

La gravidanza ectopica, o “extrauterina”, è una rara anomalia che si verifica quando l’ovulo fecondato non riesce  a impiantarsi nell’utero. Può verificarsi nell’1,6% delle gravidanze diagnosticate, si tratta purtroppo della la causa più comune (10% ) di mortalità materna. 

Nella gran parte dei casi (oltre il 90%) Il feto non sopravvive, risolvendosi quasi sempre in un aborto spontaneo oppure indotto a fine terapeutico.

Dottoressa Elsa Viora, ginecologa

Ce lo conferma la Dott.ssa Elsa Viora, ginecologa e membro del board scientifico di MOHRE: «La gravidanza non giunge in epoca di vitalità del feto perché o si interrompe da sola (regressione spontanea) o si deve intervenire per asportare la tuba o comunque la parte interessata. Ricordiamo che nei Paesi dove non si riesce a formulare la diagnosi ed intervenire la gravidanza ectopica continua ad essere una causa importante di mortalità materna».

Lo scorso dicembre sul New England Medical  Journal of Medicine è stato riportato un rarissimo caso – che ricostruiremo nel corso dell’articolo – di gravidanza ectopica portata a termine, con un esito doppiamente straordinario: la sopravvivenza della madre e la nascita del feto.

Gravidanza ectopica: un fenomeno inatteso e complesso

Nel vasto mosaico della maternità, la gravidanza ectopica può non essere diagnosticata oppure la diagnosi essere tardiva. con conseguenze gravi, addirittura fatale, per la gestante. 

Di norma l’ovulo, una volta fecondato dallo spermatozoo all’interno della tuba di Falloppio, viaggia – aiutato dalle ciglia e dalla muscolatura delle tube – per raggiungere, nell’arco di 3-5 giorni, il luogo preposto alla gestazione, ovvero l’utero.

Nel caso di una gravidanza ectopica, l’embrione invece si “ferma” e sviluppa al di fuori dell’utero, più comunemente – il 95% dei casi – nelle tube di Falloppio (gravidanza ectopica tubarica), oppure nella cervice, ovaio, addome o intestino, quando non addirittura nella cicatrice di un precedente parto cesareo.

Come riconoscere una gravidanza ectopica: sintomi e diagnosi

Al netto del fatto che per il corpo di ogni donna è diverso e risponde in maniera soggettiva, la sintomatologia che annuncia una gravidanza extrauterina è purtroppo generica e sovrapponibile ad altri disturbi, meno pericolosi, a carico dell’apparato genitale femminile (es. infiammazioni pelviche, irregolarità mestruali, infezioni, coliche addominali ecc.).

Tra i sintomi: amenorrea, crampi addominali, dolore al basso ventre, mal di schiena, tensione al seno e nausea, sanguinamento o spotting vaginale, febbre, vertigini.

Ragione per cui ogni donna all’inizio di una gravidanza, all’insorgere di uno di questi sintomi, dovrebbe contattare tempestivamente un medico.

Per diagnosticare una sospetta gravidanza ectopica, conferma la Dott.ssa Viora, basta una ecografia «La pratica clinica normalmente utilizzata in caso di sospetta gravidanza ectopica è fare una ecografia, tranvaginale nelle prime settimane oppure addominale, ed eventuale dosaggio dell’ormone beta-hGC. Talvolta è necessario ripetere questi accertamenti perché non si riesce a formulare una diagnosi certa al primo esame».

Storia di una gravidanza ectopica addominale, la “più rara delle rare”

Lo scorso dicembre una donna francese di 37 anni si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale universitario di South Reunion nell’isola di Reunion in Africa. La donna, che aveva già dato alla luce due figli tramite parto vaginale, lamentava da dieci giorni forti dolori addominali e gonfiore. 

Poiché la pancia della paziente era distesa come se fosse incinta, è stata eseguita un’ecografia uterina, che però non ha evidenziato un feto o embrione all’interno del suo utero. Al contrario, l’endometrio, la sua parete interna, era ispessito.  La donna è stata dunque sottoposta ad una TAC addome-pelvica, eseguita da una ditta con sede a Lione, che offre un servizio di radiologia d’urgenza a distanza.

Il dottor Guillaume Gorincour, il radiologo che si è occupato del caso in telemedicina, suggerisce una risonanza magnetica che ha evidenziato un feto di 23 settimane, normalmente formato, che stava però crescendo insieme alla placenta nella cavità addominale.

«Un approccio inusuale – commenta la ginecologa Dott.ssa Viora –  che non abbiano un ecografo ed un medico ostetrico-ginecologo con esperienza in ecografia in gravidanza e debbano eseguire una RM. Tuttavia non conosco la realtà sanitaria dell’Isola Reunion per cui non esprimo alcun parere ulteriore».

Si trattava di una gravidanza ectopica addominale, la tipologia più rara tra tutte le gravidanze extrauterine, che infatti si verifica in 1 su 10.000-25.000 gravidanze e rappresenta meno dell’1% di tutte le gravidanze ectopiche.

Si tratta di una condizione spesso fatale per il bambino e, come abbiamo detto, costituisce un rischio di morte anche per la madre.

I medici sono tuttavia riusciti a salvare la madre e a far nascere il bambino alla 29ª settimana attraverso un intervento di laparotomia, una procedura in cui è stata praticata un’incisione nell’addome. Subito dopo la nascita, il neonato è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva neonatale, mentre la madre ha affrontato, 12 giorni dopo il parto, un secondo intervento chirurgico per rimuovere il resto della placenta. Dopo un periodo di 25 giorni, la madre è stata dimessa dall’ospedale, mentre il bimbo è stato dimesso due mesi dopo.

Questo straordinario caso è stato documentato sul New England Journal of Medicine dai medici responsabili di questa storia a lieto fine: il Dottor Guillaume Gorincour, radiologo dell’Imadis Téléradiologie di Lione ed il Dottor Malik Boukerrou, ginecologo del Centre Hospitalier Universitaire Sud Réunion di Saint-Denis, Isola di La Réunion.

Fonti:

https://www.magicmaman.com/apres-une-grossesse-extra-uterine-elle-donne-naissance-a-un-bebe-vivant,3761793.asp

https://www.medpagetoday.com/special-reports/features/107846

https://mohre.it

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