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Il Belgio entra nel ‘club’ della riduzione del danno

No, non esiste un fumo sano. No, la sigaretta elettronica non deve essere proposta a giovani e non fumatori, ma si, può essere un valido aiuto nella cessazione dal fumo tradizionale grazie al suo inferiore livello di rischio. Con queste premesse il Consiglio Superiore di Sanità del Belgio ufficializza la sua posizione a favore dei prodotti alternativi alla sigaretta tradizionale. La scelta di campo è dettata da un obiettivo che è ormai una priorità assoluta: traghettare il Paese verso l’eliminazione delle sigarette.

Ma siccome la dipendenza di milioni di persone non si risolve con qualche pagina di inchiostro è necessario offrire una alternativa valida che, se possibile, permetta la cessazione attraverso la graduale diminuzione di nicotina, responsabile della dipendenza fisica.

Il commento del Professor Fabio Beatrice: 

L’attenzione del Belgio ai forti fumatori segue la posizione  della Gran Bretagna. Si tratta di agire a favore di una parte fragile della popolazione che è in balia della dipendenza da nicotina . Sulla testa di questa gente pende la combustione con il suo carico letale. A questa parte della popolazione e’ rivolta la strategia di riduzione del rischio . Le politiche che richiedono un eroismo sanitario da parte della gente sono destinate in massima parte al fallimento. Misure ricevibili sono di grande aiuto, possono salvare migliaia di vite ed andrebbero inserite tra i provvedimenti utili per la salute pubblica con un setting  chiaro e trasparente  per impedire l’arruolamento dei giovani.

Il rapporto appena pubblicato, a distanza di 7 anni dall’ultima versione, pone grande attenzione anche alla sicurezza di liquidi ed aromi. L’attuale mercato verrà quindi stabilizzato all’esistente, senza autorizzare nuovi ingredienti sino a che non sarà definita la sicurezza di quelli già presenti sul mercato.

Il target a cui si guarda sono le categorie più fragili come i forti fumatori, quelli di lunga durata, i soggetti con patologie fumo correlate che non sono riuscite a smettere, soggetti con problemi di salute mentale, in stato di disagio come i detenuti da accompagnare verso una cessazione totale, anche dallo svapo.

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