Incinta? Se smetti di fumare ti premio

di Valentina Arcovio

La prima cosa che una donna dovrebbe fare quando scopre di essere incinta è smettere di fumare, sia per la sua salute che per quella del proprio bambino. Tuttavia, per moltissime fumatrici è davvero difficile riuscire a superare la dipendenza dalle sigarette, anche se in gioco c’è la salute del proprio figlio. Un nuovo studio condotto da varie università e da diversi ospedali francesi ha però individuato una strategia che per molte potrebbe essere un ulteriore stimolo per smettere di fumare: offrire incentivi finanziari che aiutino ad affrontare il problema. In particolare lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha testato l’efficacia del Financial Incentive for Smoking Cessation in Pregnancy (FISCP) su un totale di 460 donne fumatrici incinte reclutate in 18 reparti di maternità diversi. Sono state incluse coloro che fumavano cinque sigarette o meno al giorno o tre sigarette o meno al giorno e che si trovavano entro la 18esima settimana di gravidanza. L’età media delle partecipanti era di 29 anni. 

Gli effetti della ricompensa

Delle 460 donne, 231 sono stata assegnate casualmente al gruppo a cui veniva offerto l’incentivo finanziario e 229 hanno preso parte al gruppo di controllo. Tutte le partecipanti allo studio sono state sottoposte a sei visite faccia a faccia di 10 minuti, all’interno delle quali hanno ricevuto servizi di consulenza e supporto per smettere di fumare e prevenire eventuali ricadute. Alla fine di ogni visita, le donne del gruppo di controllo hanno ricevuto buoni del valore di 17 dollari, indipendentemente se fumassero o meno. Quindi l’importo massimo che hanno guadagnato è stato di circa 102 dollari. Le future mamme del gruppo degli incentivi finanziari, invece, hanno ricevuto una ricompensa qualora si fossero astenute dal fumo e hanno guadagnato buoni fino a 442 dollari. All’inizio di ogni visita, le partecipanti sono state sottoposte a test del respiro per misurare i livelli di monossido di carbonio. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che nel gruppo degli incentivi finanziari, un numero maggiore di partecipanti si è astenuta dal fumare rispetto a coloro che non hanno ricevuto una ricompensa, precisamente 16% vs 7%. In media, nel gruppo degli incentivi finanziari sono state fumate 163 sigarette in meno rispetto al gruppo di controllo. Anche il desiderio di tabacco è risultato significativamente più basso tra le partecipanti che hanno ricevuto un incentivo finanziario così come il tempo medio di eventuali ricadute

Il ruolo del partner fumatore

Inoltre, nel gruppo di incentivi finanziari è stata osservata una riduzione del 7% del rischio di esiti neonatali negativi. Ad esempio, il numero di bambini con un peso alla nascita pari o superiore a 2500 grammi, fattore non analizzato in studi precedenti, è risultato maggiore in coloro che hanno ricevuto una ricompensa economica. Tuttavia, i ricercatori affermano che “questi risultati dovrebbero essere interpretati con cautela”, ma ribadiscono che gli incentivi finanziari “potrebbero essere implementati come un intervento sicuro ed efficace per aiutare le fumatrici in gravidanza a smettere di fumare”. È stato anche dimostrato nel gruppo degli incentivi finanziari che il tasso di fumatori tra i partner delle partecipanti era del 72% rispetto al 73% nel gruppo di controllo. “L’esposizione al fumo di tabacco di seconda mano durante la gravidanza, indipendentemente dal fatto che la madre fumi, è associata ad un aumentato rischio di problemi di salute negativi legati al fumo”, sottolineano i ricercatori. “Studi futuri dovrebbero valutare l’efficacia degli incentivi finanziari nell’aiutare i partner delle fumatrici in gravidanza a smettere di fumare” ma anche “confrontare l’efficacia degli incentivi o della gestione delle emergenze con quella della terapia sostitutiva della nicotina, concludono gli studiosi.

FONTE STUDIO: https://www.bmj.com/content/375/bmj-2021-065217.short?rss=1

https://mohre.it

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