Infezioni resistenti agli antibiotici, pubblicato il rapporto nazionale

Redazione

Brutte notizie: i dati dell’ultimo rapporto sull’antibiotico resistenza nel nostro paese mostrano un persistente aumento delle infezioni ospedaliere, con particolare attenzione alle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi.

Il rapporto di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità che coinvolge 325 ospedali in 19 Regioni/Province autonome, con dati raccolti su 60.404 pazienti rivela che nel 2022 in Italia persiste un’allarmante tendenza di infezioni ospedaliere, con un focus sulle batteriemie da enterobatteri resistenti ai farmaci. I dati evidenziano un aumento del 18,8% nelle infezioni correlate all’assistenza, confermando la diffusione in pazienti ospedalizzati. Le tre categorie più frequenti di infezioni ospedaliere sono le infezioni del basso tratto respiratorio (19,18%), del sangue (18,83%), e delle vie urinarie (17,09%). Il COVID-19 rappresenta il 16,23%, mentre le infezioni del sito chirurgico costituiscono il 10,53%.

Il Progetto SPIN-UTI monitora le infezioni nelle Unità di Terapia Intensiva, coinvolgendo oltre 4200 pazienti in 60 UTI su tutto il territorio nazionale. Nel 2022-2023, l’incidenza di pazienti infetti diminuisce all’18,8%, con un calo anche nelle infezioni correlate all’assistenza (ICA) da 30,6% a 29,3% per 100 pazienti. La mortalità in terapia intensiva ritorna ai livelli pre-pandemici (26,8%), rispetto al picco del 42,3% nella precedente edizione 2020-21.

Per quanto riguarda l’antimicrobico-resistenza, si evidenzia un aumento significativo nelle infezioni da A. baumannii MDR (5,4 per 100 pazienti) e da K. pneumoniae MDR (5,1 per 100 pazienti).

La direttrice del dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss, Anna Teresa Palamara, sottolinea l’importanza di affrontare la resistenza agli antibiotici attraverso strategie efficaci, concentrandosi sulla sorveglianza, la ricerca ‘One Health’, e modelli organizzativi territoriali.

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