Inserimento nei LEA della fibromialgia, Gemmato: difficoltà nelle coperture di spesa

 Doccia fredda per le persone con fibromialgia che auspicavano una risposta definitiva all’ inserimento nei Lea della loro malattia. Il 14 novembre scorso all’evento che si è tenuto al ministero della salute il sottosegretario Marcello Gemmato ha spiegato come le difficoltà a procedere con l’inserimento nei Lea della patologia entro fine anno non siano ancora superate, specialmente per quanto riguarda gli oneri di spesa.

Nonostante l’esistenza di diversi disegni di legge, compreso il testo prodotto da CFU-Italia e firmato da tutti i partiti,  e l’avvio delle audizioni in Senato i parlamentari presenti all’incontro hanno caldeggiato l’importanza di una risoluzione specialmente in un’ottica di inclusione come patologia cronica disabilitante per garantire tutele negli ambienti di lavoro dove esiste ancora l’idea che la fibromialgia sia una patologia fantasma e dove il 17% delle persone malate perde a vario titolo, il posto di lavoro.

“Nonostante la consapevolezza di una comunione di intenti a supportare la nostra causa, non possiamo considerarci soddisfatte. Il nostro ottimismo però, necessario per convivere con una patologia invalidante, ci porta ad esprimere un profondo senso di gratitudine nei confronti di tutti coloro che stanno lavorando a questo obiettivo comune. Quindi non ci lasciamo scoraggiare da una battuta d’arresto e confidiamo che il disagio e il dolore di tutti i pazienti possa avere, finalmente, dignità” conclude Barbara Suzzi, Presidente di CFU Italia Odv. 

Un’analisi recente dell’intera letteratura stabilisce che la sindrome fibromialgica colpisce circa il 2.7% della popolazione mondiale, con una percentuale del 4.2% nelle donne e dell’1.3% negli uomini, con un rapporto maschi-femmine di 1:3.

La prevalenza media in Europa si aggira intorno al 2.5%, mentre negli Stati Uniti è del 3.1% e in Asia dell’1.7%. In relazione all’Italia, ci sono due studi pubblicati che indicano una prevalenza della sindrome tra il 2.2% e il 3.7% nella popolazione generale, con una percentuale del 5.5% nelle donne.

https://mohre.it

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*