Insicurezza alimentare aumenta il rischio di demenza

Redazione

Uno studio pubblicato su JAMA Network Open ha svelato la correlazione tra insicurezza alimentare nella popolazione anziana e sviluppo di deficit cognitivi e demenza. Lo studio ha evidenziato l’importanza di affrontare questo problema e migliorare l’accesso a programmi di assistenza nutrizionale supplementare per ridurre le disparità di demenza.

Gli anziani con bassa sicurezza alimentare hanno mostrato un declino della memoria più veloce, evidenziando il legame tra alimentazione e salute mentale. Secondo Haobing Qian, epidemiologo sociale dell’Università della California, San Francisco, migliorare l’accesso a tali programmi può ridurre il rischio di declino cognitivo.

Ma cerchiamo di definire con precisione cos’è l’insicurezza alimentare e quali sono i suoi diversi livelli di intensità.

L’insicurezza alimentare si verifica quando le persone sono a rischio o effettivamente sperimentano un consumo alimentare insufficiente per soddisfare i requisiti nutrizionali. Questo può derivare dalla mancanza fisica di cibo, dall’assenza di accesso sociale o economico a un’alimentazione adeguata o dall’utilizzo improprio del cibo.

Lo studio ha coinvolto 7.012 adulti di età superiore ai 50 anni negli Stati Uniti, evidenziando un aumento del rischio di demenza tra coloro con bassa sicurezza alimentare. I risultati indicano anche un peggioramento della memoria e un declino cognitivo più rapido in questi individui.

L’11% dei partecipanti di età superiore a 65 anni ha riportato l’insicurezza alimentare, suggerendo una connessione con svantaggi socioeconomici.

I ricercatori suggeriscono soluzioni pratiche, come semplificare il processo di applicazione per le persone con deterioramento cognitivo, per ridurre le disparità legate alla demenza.

Per comprendere meglio, l’insicurezza alimentare può essere suddivisa in tre fasi distintive:

  1. Insicurezza alimentare cronica: Si tratta di un’incapacità a lungo termine o persistente di soddisfare i requisiti minimi di consumo alimentare. Questa condizione indica una difficoltà costante nel garantire un adeguato apporto nutrizionale nel corso del tempo.
  2. Insicurezza alimentare transitoria: Rappresenta un’incapacità a breve termine o temporanea di soddisfare i requisiti minimi di consumo alimentare, indicando la possibilità di un recupero. In generale, i periodi brevi di insicurezza alimentare legati a crisi occasionali sono considerati transitori.
  3. Insicurezza alimentare ciclica: Si riferisce a variazioni abituali, spesso stagionali, nella sicurezza alimentare. Come guida generale, se l’insicurezza alimentare stagionale persiste per almeno sei mesi all’anno, può essere considerata cronica; se dura meno di sei mesi all’anno, può essere considerata transitoria.

Fonte: 

Qian H, et al. JAMA Netw Open. 2023;doi:10.1001/jamanetworkopen.2023.44186.

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