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Internet “allena” la mente degli anziani

di Valentina Di Paola

 

Le persone anziane che utilizzano Internet tendono ad essere più attive cognitivamente, riducendo così gli effetti dell’invecchiamento. Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Social Psychology and Personality Science, condotto dagli scienziati dell’Università del Texas ad Austin. Il team, guidato dallo scienziato Ted Schwaba, ha utilizzato i dati raccolti dal Longitudinal Internet Study for the Social Sciences (LISS), un sondaggio annuale che misura vari comportamenti e tratti della personalità in un campione rappresentativo a livello nazionale di adulti olandesi.

Internet può essere uno strumento importante a tutte le età

È interessante come l’uso di Internet tenda ad essere considerato quasi una minaccia tra le giovani generazioni, e allo stesso tempo uno strumento utile per gli anziani – osserva Ted Schwaba dell’Università del Texas ad Austin – se usato correttamente, il web può mantenere le persone mentalmente acute durante l’età avanzata. È importante precisare che gli utenti di ogni età possono utilizzare Internet come una risorsa per imparare, restare connessi con amici e familiari o entrare in contatto con nuove realtà”. Il gruppo di ricerca ha esaminato i partecipanti al sondaggio che avevano un’età superiore ai 65 anni e che avevano risposto alle domande dell’intervista per sei anni consecutivi, dal 2012 al 2017. Gli scienziati hanno valutato la frequenza di utilizzo di Internet, misurando il tempo trascorso a cercare informazioni, a utilizzare programmi di posta elettronica, visualizzazione di media e permanenza su piattaforme social. Secondo i risultati dell’indagine, coloro che usavano internet con maggiore frequenza erano associati a livelli più elevati di coinvolgimento cognitivo. 

L’uso di internet stimola il coinvolgimento cognitivo, ma non l’intelligenza  

L’impegno cognitivo, spiegano gli studiosi, è il grado con cui le persone si ritengono aperte a nuove esperienze, per cui non coincide con l’intelligenza. “Il coinvolgimento cognitivo – aggiunge Schwaba – riguarda quali azioni vengono compiute e come, con la capacità di esplorare, apprendere, conoscere e porsi domande. L’intelligenza si definisce invece come un insieme di capacità mentali. Si tratta di due aspetti molto importanti, ma distinte. L’uso della tecnologia non rende le persone più intelligenti, mentre il nostro lavoro suggerisce che il coinvolgimento cognitivo può essere stimolato dall’uso di risorse online”. Gli intervistati maggiormente coinvolti dal punto di vista cognitivo, riportano gli esperti, utilizzavano internet più frequentemente, specialmente per cercare informazioni e per le applicazioni di posta elettronica. I partecipanti che avevano incrementato l’uso dei media online, inoltre, nel periodo di sei anni mostravano cali meno significativi del desiderio di acquisire nuove informazioni rispetto ai coetanei. “Questi risultati – afferma Schwaba – suggeriscono che le attività legate ai media online, come leggere le notizie su internet o visionare contenuti sul web, potrebbero aiutare gli anziani a restare cognitivamente attivi e coinvolti. Le persone in età avanzata cognitivamente disinteressate erano invece associate a un utilizzo di internet molto meno significativo”. “Speriamo che il nostro lavoro possa contribuire a ispirare la ricerca futura nel considerare una visione olistica dell’intelligenza e dell’attività cognitiva – conclude Schwaba – l’abilità cognitiva è importante per un invecchiamento sano, ma è fondamentale anche condurre una vita mentalmente impegnata e curiosa”. 

LINK A STUDIO: https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/19485506211049657  

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