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La giornata ideale? Parte da un sonno notturno riposante

Quasi tutti gli italiani (90%) sono consapevoli che le loro performance giornaliere sono influenzate dalla qualità del sonno notturno. Ma come si svegliano al mattino? Secondo le evidenze emerse, negli ultimi sei mesi oltre 1 su 4 (26%) si è risvegliato male per metà giorni della settimana, risultando stanco e senza energia almeno 3 o 4 volte nel corso dei 7 giorni. Per gli italiani tali condizioni si traducono in scarse performance mentali e malessere emotivo, nello specifico, più della metà (53.5%) avverte capacità cognitive inferiori, quasi la metà (45%) è di cattivo umore, percepisce poco controllo sulle emozioni personali (26%) o accusa stati d’ansia (25%).

Un sonno notturno rigenerante consente di alzarsi al mattino con entusiasmo, partire con il piede giusto e risvegliare il meglio di sé per affrontare la giornata. Lo conferma Emma – The Sleep Company, tra le aziende a più rapida crescita in Europa nella produzione di sistemi per il sonno, che ha condotto un’indagine per identificare quali elementi sono immancabili secondo gli abitanti del Bel Paese per definire una giornata come “buona” e soddisfacente.

La “buona giornata” degli italiani: to do list sotto controllo, buonumore e zero ansia 

In base alla ricerca di Emma, affinché gli italiani possano considerare la propria giornata appagante è fondamentale che il loro stato emozionale e mentale siano equilibrati. Nello specifico, gli abitanti del Bel Paese stilano una top 5 di condizioni per definire un “buon” giorno. In primis, e a parimerito, è per loro basilare riuscire a svolgere normalmente le attività quotidiane presenti in agenda (59%) ed essere di buonumore (59%); segue la necessità di mantenere alte le capacità cognitive (41%). Chiudono questa speciale classifica il desiderio di vivere la giornata senza ansie (40%) e avere controllo sulle emozioni personali (26%). Mentre gioca un ruolo più marginale l’ambito dell’eros: è meno di 1 su 10 a valutare imprescindibile percepirsi avvenente (8%) o provare desiderio sessuale (7%) per considerare soddisfacente la propria quotidianità.

Italiani sotto le coperte: pensieri e stress, fatica ad addormentarsi e risvegli notturni 

Se dunque il “buongiorno” si vede dal mattino e se un buon riposo notturno è la chiave di volta per iniziare la giornata nel migliore dei modi, Emma ha analizzato le abitudini degli italiani per comprendere lo stato dell’arte in termini di qualità del riposo. In base ai dati, emerge che quasi 9 italiani su 10 (87%) sono insoddisfatti della qualità del proprio sonno, perché pensano ci sia margine di miglioramento, è solo poco più di 1 su 10 (13%) a valutare la propria routine di riposo notturno come ottimale. Basti pensare che poco meno di 1 su 10 (7%) dorme tra le 3 e le 5 ore a notte, quando invece bisognerebbe idealmente riposare dalle 7 alle 9 ore.

Le notti degli italiani paiono essere difficoltose soprattutto a causa di tre fattori principali, quali le preoccupazioni, la difficoltà di addormentamento e il sonno frammentato. Infatti, oltre la metà di loro (52%) è disturbato da pensieri stressanti che fanno capolino proprio nel momento in cui si stende a letto; mentre un terzo (34%) trova faticosa la fase di addormentamento; infine, i continui risvegli notturni mettono a dura prova quasi 1 italiano su 3 (31%).

Perché dormire bene è importante? 

Che si tratti della vita professionale, delle relazioni, della consapevolezza di sé o della salute mentale, l’impatto positivo del riposo notturno è di vasta portata. Infatti, una buona qualità del sonno può essere collegata al successo professionale e a maggiori guadagni[1], può aiutare gli studenti a conseguire voti più alti fino al 20%[2] e può incrementare il desiderio sessuale – in particolare nelle donne che segnalano il 14% di maggior propensione all’attività sessuale il giorno successivo[3].

Non solo, è dimostrato che basta anche soltanto una notte di sole quattro ore di sonno rispetto alle otto consigliate a ridurre la circolazione delle cellule NK Natural Killer (globuli bianchi coinvolti nelle risposte immunitarie) del 70%[4]. Inoltre, un buon riposo facilita la risoluzione di problemi; infatti, il 62% delle persone che ha dormito bene è in grado di risolvere quesiti complicati, rispetto al 24%[5] di chi ha riposato male, è stato anche riscontrato che i bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni che dormivano regolarmente avevano un QI più elevato[6]. Infine, si è appurato che sono sufficienti anche solo due notti non riposanti consecutive per far apparire una persona meno attraente e sana[7], mentre chi dorme meglio vanta livelli di invecchiamento cutaneo particolarmente bassi[8].

[1] https://www.forbes.com/sites/nextavenue/2017/05/30/how-to-earn-more-money-get-more-sleep/

[2] Coletta, V. P. (2020). Studiare o dormire: come vedere l’effetto della privazione del sonno ha cambiato le scelte degli studenti. L’insegnante di fisica, 58(4), 244-246.

[3] https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/jsm.12858

[4] Irwin MR, Mascovich A, Gillin JC, Willoughby R, Pike J, Smith TL [1994]. La privazione parziale del sonno riduce l’attività delle cellule killer naturali negli esseri umani. Psychosom Med 56(6):493-498.

[5] Beijamini, F., Valentin, A., Jäger, R., Born, J., & Diekelmann, S. (2021). Il sonno facilita la risoluzione dei problemi senza alcun guadagno aggiuntivo grazie alla riattivazione mirata della memoria. Frontiere nelle neuroscienze comportamentali, 30.

[6] Gruber R, Laviolette R, Deluca P, Monson E, Cornish K, Carrier J. La breve durata del sonno è associata a scarse prestazioni sulle misure del QI nei bambini sani in età scolare. Sleep Med. 2010 Mar;11(3):289-94. doi: 10.1016/j.sleep.2009.09.007. Epub 2010 Feb 13. PMID: 20156702.)

[7] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5451790/

[8] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25266053/

https://mohre.it

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