La pandemia Diabete T2, un approfondimento sulle sfide e le opportunità nella Regione Veneto

L’evento “LA PANDEMIA DIABETE T2 – DAI MODELLI ORGANIZZATIVI, ALLE CRITICITÀ GESTIONALI, ALLE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CURA – VENETO” ha offerto una panoramica completa sulla complessità della gestione del diabete di tipo 2 nella regione. Organizzato da Motore Sanità, con il contributo di Menarini Group e la collaborazione scientifica di AMD, il dibattito ha coinvolto diversi esperti del settore, ognuno con prospettive uniche sulla situazione attuale e proposte concrete per affrontare questa emergenza sanitaria.

Riorganizzazione della Rete medica

Maurizio Scassola, Segretario FIMMG, Regione Veneto, ha posto l’attenzione sulla riorganizzazione della rete degli studi dei medici di medicina generale. Ha sottolineato come il personale di studio giochi un ruolo centrale nell’organizzazione, offrendo alla popolazione il necessario tempo di ascolto e un’ampia gamma di servizi. Nel contesto della gestione del diabete, Scassola ha evidenziato l’importanza del modello relazionale e gestionale per valutare le capacità di risposta alle esigenze della popolazione, sottolineando la necessità di un’organizzazione di qualità, supportata da personale di segreteria esperto e formato, oltre al coinvolgimento di personale infermieristico.

Prossimità e semplificazione: una vita più facile per i malati cronici 

Manuela Bertaggia, Vice Presidente Nazionale Fand, ha sottolineato l’importanza di curare e seguire le persone fragili in prossimità della loro abitazione. Durante la pandemia diabetica, ha esortato a semplificare la vita dei malati cronici, eliminando ad esempio i piani terapeutici di farmaci indispensabili e snellendo la burocrazia. La proposta di rendere più produttivi i finanziamenti alle farmacie attraverso percorsi mirati, ha l’obiettivo di facilitare l’accesso ai dispositivi medici e ridurre la frequenza degli accessi, garantendo così una gestione più efficace delle patologie croniche.

Affrontare le complessità della malattia diabetica con collaborazione e condivisione 

Annunziata Lapolla, Professoressa Dipartimento di Medicina – DIMED Università degli Studi di Padova, ha messo in evidenza la crescente frequenza della malattia diabetica, definendola una vera pandemia. Ha sottolineato il costo sociale ed economico elevato, prevalentemente determinato dalle complicanze croniche. Lapolla ha evidenziato la necessità di trattamento precoce, follow-up stretto e uso appropriato dei nuovi farmaci, sottolineando che queste pratiche sono possibili solo attraverso una collaborazione stretta tra specialisti diabetologi/endocrinologi e medici di medicina generale, con la condivisione di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA).

L’attenzione al diabete nel Veneto: tra leggi specifiche e realtà da concretizzare 

Enzo Bonora, già Professore Ordinario di Endocrinologia, Università di Verona, ha evidenziato l’attenzione privilegiata del Veneto verso le persone con diabete, manifestatasi attraverso una legislazione specifica oltre 10 anni fa. Tuttavia ha sottolineato che, nonostante ciò, l’assistenza diabetologica nel Veneto non è mai stata pienamente allineata con le disposizioni legislative. Ha evidenziato una dicotomia tra coloro che frequentano regolarmente i centri diabetologici e coloro che non usufruiscono di visite specialistiche, sottolineando la necessità di una gestione integrata effettiva.

Gestione multidisciplinare del Diabete Mellito Tipo 2: affrontare complessità e comorbidità 

Saula Vigili De Kreutzenberg, Presidente SID Regione Veneto, ha affrontato la complessità della gestione del diabete mellito tipo 2, attribuendola principalmente alle complicanze croniche micro e macroangiopatiche e alle comorbidità. Ha auspicato un approccio multidisciplinare, sottolineando il ruolo centrale del diabetologo in questo contesto. 

Riflessioni su cronicità, innovazione e assistenza di prossimità 

Paola Pisanti, Consulente Esperto Malattie Croniche, Ministero della Salute, ha offerto una prospettiva ampia, discutendo il diabete di tipo 2 in relazione alle nuove cronicità, all’innovazione e all’assistenza di prossimità. Ha evidenziato la necessità di ripensare il rapporto tra assistito e territorio, promuovendo una maggiore sinergia con i servizi offerti dai centri diabetologici multi-professionali. Pisanti ha indicato la riforma del Servizio Sanitario Nazionale come un’opportunità per riorientare i ruoli dei centri specialistici, delle cure primarie, dell’area infermieristica e delle farmacie dei servizi, promuovendo un modello organizzativo che integri le nuove tecnologie.

In conclusione, l’evento ha chiaramente evidenziato la complessità della gestione del diabete di tipo 2 nella regione Veneto, ma ha anche fornito solide proposte e riflessioni da parte di esperti del settore per affrontare questa emergenza sanitaria in modo efficace e integrato.

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