La pubblicità delle sigarette viaggia nei social

Redazione

Una ricerca recente condotta dalla Boston University Public Health ha sollevato l’allarme riguardo al legame tra l’uso frequente dei social media e l’incremento del rischio di fumo di tabacco tra i giovani. Pubblicato sulla prestigiosa rivista Addictive Behaviors, lo studio mette in evidenza l’importanza di una stretta supervisione da parte dei genitori e di una regolamentazione governativa per contrastare questo fenomeno in crescita.

I risultati della ricerca, basati su un campione di oltre 8.000 giovani senza esperienza pregressa di tabagismo, sono sorprendenti. Si è scoperto che l’uso quotidiano dei social media come TikTok, Facebook e Instagram è correlato a un aumento significativo del rischio di iniziare a fumare tabacco tra i giovani.

Tra gli 8.672 giovani senza uso precedente di tabacco (49,3% femminile, media 14,1), il 63,5% ha usato i social media almeno ogni giorno e il 3,3% ha riferito di aver apprezzato/seguito almeno una marca di tabacco sui social media.

Coloro che riportavano un uso giornaliero o più frequente dei social media avevano un 67% di maggior rischio di iniziare a fumare e del 32% di rischio di usare più tipi di strumenti per fumare .

Coinvolgimento con il marketing del tabacco

In particolare, i giovani che interagiscono attivamente con contenuti promozionali di marche di tabacco sui social media hanno mostrato un rischio ancora maggiore di avvicinarsi al fumo. Questo sottolinea il ruolo cruciale che il marketing del tabacco svolge nell’influenzare i comportamenti dei giovani su queste piattaforme digitali. I social rappresentano quindi una scappatoia ai divieti esistenti sui media tradizionali.

Necessità di intervento e regolamentazione

L’industria del tabacco ha dimostrato una capacità straordinaria nel rivolgersi ai giovani attraverso strategie di marketing mirate sui social media. Pertanto, c’è un urgente bisogno di intervento governativo per regolare la pubblicità del tabacco su queste piattaforme e per educare i giovani sui rischi associati al fumo. Ma anche le piattaforme dovrebbero impegnarsi attivamente limitando la pubblicazione di contenuti che veicolano stili di vita dannosi come le abbuffate di cibo, il consumo di alcol e l’uso di tabacco.

L’unione fa la forza 

In conclusione, lo studio della Boston University Public Health evidenzia la necessità di una maggiore consapevolezza e azione per proteggere i giovani dall’influenza dannosa dei social media sul comportamento legato al tabacco. Solo attraverso una combinazione di supervisione genitoriale, regolamentazione governativa e educazione pubblica possiamo sperare di mitigare questo problema crescente e proteggere la salute delle prossime generazioni.

 fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0306460324000492

https://mohre.it

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