La ricerca promossa da Huawei e condotta da Ipsos a livello europeo indaga le potenzialità dei wearable per uno stile di vita più salutare

Solo il 50% dei cittadini europei dichiara di essere soddisfatto della propria forma fisica e il 91% desidera migliorare almeno un aspetto del proprio stile di vita.

È quanto emerge dalla ricerca Huawei Health Survey 2023 promossa da Huawei e condotta da Ipsos a livello europeo, con l’obiettivo di indagare attitudini e comportamenti delle persone rispetto al tema della gestione della salute, con un focus sulla consapevolezza dei benefici che può apportare l’utilizzo di uno smartwatch.

L’88% degli intervistati afferma di aver migliorato il proprio stato fisico proprio grazie al supporto di un device e l’87% di aver adottato almeno una nuova abitudine più salutare a seguito dei dati forniti dallo smartwatch.

Sonno e stress sono i due elementi che maggiormente preoccupano ma, allo stesso tempo, sono anche i parametri meno monitorati dal punto di vista medico. Più della metà (54%) degli europei non

si sottopone, infatti, a esami regolari, mentre il 63% ha consultato il medico solo dopo aver ricevuto alert anomali dal proprio smartwatch.

“Il benessere psico-fisico è un aspetto centrale per la vita delle persone e rappresenta un tema di grande attualità”, afferma William Tian, Presidente di Huawei Consumer Business Group Europa“Attraverso questa ricerca, Huawei ha esplorato il livello di consapevolezza dei cittadini europei nella gestione del proprio stato di salute per capire se è al centro delle loro priorità e se siano ben chiari i parametri più importanti da tracciare. La ricerca ha rivelato diversi comportamenti tra persone che utilizzano uno smartwatch e persone che non lo utilizzano, dimostrando il ruolo fondamentale di questo tipo di device dotato di funzionalità di monitoraggio sempre più avanzate.”

Soddisfazione solo per pochi

In generale, chi possiede uno smartwatch tende a sentirsi più in forma e in salute rispetto alle altre persone. La maggior parte dei cittadini europei si mostra interessata alla propria salute, con una pari attenzione al benessere psicologico e fisico (>83% vs. >82%). Tuttavia, solo la metà dichiara di esserne soddisfatto, in particolare per ciò che riguarda forma fisica (24%), agilità nei movimenti (26%), vitalità ed energia, (29%), con un 46% dei partecipanti che si considera sovrappeso o obeso. Tra gli aspetti che più necessitano di essere migliorati, spicca, infatti, l’alimentazione.

In Italia, solo 2 italiani su 5 sono soddisfatti del proprio aspetto fisico, in particolare se si parla di livello di massa muscolare, forma fisica e prestazione sportiva, mentre il 56%, diversamente dagli altri paesi europei, ritiene il proprio regime alimentare sano e corretto, con un 9% di persone affette da obesità rispetto a un 57% di persone che dichiarano di rientrare nel peso forma. Il 71% afferma di seguire una dieta equilibrata supportata da sane abitudini: il 65% beve abbastanza acqua, il 63% limita alcol e altri stimolanti, il 59% mangia sano e il 58% cura le proprie relazioni sociali; circa il 50% ha affermato di dormire a sufficienza, mantenere il giusto peso, concedersi pause e riposo e rimanere calmo. Per quanto riguarda la regolarità di visite mediche e dell’attività fisica, la percentuale scende al 47%. Inoltre, solo il 43% degli italiani si ritiene bello.

Buoni propositi… scarsa motivazione

Il 91% degli intervistati europei ha espresso il desiderio di voler cambiare almeno un aspetto del proprio stile di vita, una media di quasi quattro (3,9) comportamenti più salutari a testa.

Per il 43% dei cittadini europei ridurre lo stress è la priorità principale, a cui seguono peso regolare (40%), alimentazione sana (35%), sonno adeguato (35%) ed esercizio fisico quotidiano (34%). Nonostante questi buoni propositi, il 72% ammette di aver bisogno di incoraggiamento e di perdere spesso la giusta motivazione per mantenere abitudini di vita sane.

Più di un terzo della popolazione dei paesi coinvolti nella ricerca possiede uno smartwatch e l’Italia vanta il numero più alto, ad eccezione della Spagna, con una percentuale di 41% che arriva al 49% per gli intervistati di età inferiore ai 40 anni. L’89% degli utenti italiani che possiedono un wearable è stato indotto dal proprio smartwatch a modificare il proprio comportamento: il 46% ha iniziato a fare più esercizio fisico e il 44% con maggiore frequenza. Inoltre, il 28% ha iniziato a prendersi più cura del proprio sonno e il 24% ha modificato la propria dieta; il 20% ha iniziato a fare pause al lavoro e il 17% ha deciso di visitare il medico a seguito di feedback forniti dallo smartwatch.

In termini di regolarità nell’utilizzo dello smartwatch, gli italiani non differiscono in modo significativo dagli utenti di altri paesi. Rispetto al 68% di europei che abitualmente usano lo smartwatch, la quota italiana è pari al punteggio medio tra i paesi intervistati, con un 29% che afferma di utilizzare lo smartwatch solo saltuariamente.

Bere acqua non basta, più consapevolezza grazie allo smartwatch

“Bere più acqua” è tra le azioni che la maggior parte dei partecipanti ritiene importante, ma non basta. La consapevolezza di quali siano gli indicatori che definiscono un regime di vita realmente corretto per la propria salute è ancora limitata, ma aumenta in chi utilizza uno smartwatch. Dalla ricerca Huawei Health Survey 2023 emerge che il supporto di uno smartwatch può contribuire a cambiare i propri comportamenti a favore di micro-abitudini positive.

Rispetto a quelle che non utilizzano un device tecnologico, le persone che in Europa possiedono uno smartwatch:

  • hanno il 51% di probabilità in più di conoscere i target di riferimento dei principali parametri vitali, il 75% in più di conoscere il proprio grasso corporeo e il 71% in più di essere consapevoli sul numero corretto di calorie giornaliere da assumere;
  • controllano i parametri con una frequenza più che doppia, tre volte maggiore in caso di frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno nel sangue e calorie bruciate (rispettivamente 2,8x, 2,7x e 2,6x). Quasi la metà degli utenti intervistati monitora soprattutto l’attività fisica attraverso il numero di passi quotidiani;
  • prendono sul serio gli alert rispetto al proprio stato di salute. Oltre il 74% cerca consigli quando il device segnala indicatori di salute anomali e il 63% decide di consultare il medico per un’analisi più approfondita;
  • adottano realmente comportamenti più salutari. L’87% degli intervistati ammette di aver modificato le proprie abitudini a fronte delle informazioni fornite dal proprio smartwatch, con una media di due cambiamenti per utente che includono, tra gli altri, maggiore frequenza (47%) e maggiore durata (41%) dell’esercizio fisico, miglioramento delle abitudini legate al sonno (39%) e del proprio regime alimentare (28%);
  • attribuiscono al supporto del proprio dispositivo i risultati ottenuti. L’88% concorda sul fatto che lo smartwatch può contribuire a migliorare la salute fisica, l’86% lo stile di vita e il 76% il benessere mentale.

Gli italiani conoscono quale deve essere il valore corretto di una media di 5,6 parametri, superiore a quella di Regno Unito, Germania o Spagna. L’86% degli utenti è almeno consapevole di ciò che i propri dispositivi possono offrire, la stessa cosa vale solo per il 44% dei non utenti. In particolare, il 54% delle donne è consapevole dei valori corretti relativi al proprio ciclo mestruale e il 43%, conosce anche quelli legati alla pressione sanguigna. Tuttavia, meno del 40% ha familiarità con tutti gli altri indicatori di salute e meno del 30% con almeno 8 parametri.

Inoltre, in Italia le funzionalità più utilizzate sono il monitoraggio della frequenza cardiaca (40%) e dell’attività fisica (28%); almeno il 20% degli intervistati usa regolarmente la misurazione delle calorie bruciate, il monitoraggio del sonno e dell’indice di saturazione dell’ossigeno nel sangue, la misurazione della frequenza ECG e della frequenza respiratoria.

Il ruolo delle app nel controllo del diabete in Italia

https://mohre.it/app-per-il-controllo-del-diabete-la-tecnologia-al-servizio-del-controllo-della-malattia/

L’Italia si distingue come un ambiente favorevole per l’utilizzo diffuso delle applicazioni nel campo della medicina, specialmente per quanto riguarda il controllo e il trattamento del diabete. Queste applicazioni offrono la capacità di registrare dati fondamentali come gli orari dei pasti, integrandoli con l’attività fisica, monitorando parametri cruciali come la glicemia e garantendo un’aderenza efficace alle terapie attraverso promemoria personalizzati. Inoltre, consentono un contatto diretto con i professionisti sanitari, fornendo un supporto costante ai pazienti nel gestire la propria salute.

https://mohre.it

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*