L’alto consumo di zucchero legato alla depressione: uno studio rivela un’allarmante associazione

Redazione 

Uno studio recente pubblicato su BMC Psychiatry ha rivelato un collegamento significativo tra l’assunzione giornaliera di zucchero e la prevalenza di depressione. I risultati, derivati da un’analisi su oltre 18.000 adulti, sollevano preoccupazioni sulla relazione tra dieta e salute mentale.

100 grammi aumentano la depressione del 28%

I risultati sono stati sorprendenti: un aumento dell’assunzione di zucchero di 100 g al giorno (quindi il doppio del limite consigliato dalle autorità sanitarie, è stato associato a una prevalenza di depressione superiore al 28%. Inoltre, coloro che consumavano quantità maggiori di zucchero presentavano un rischio ancora maggiore di sviluppare depressione, con un tasso del 33% più alto rispetto a coloro che ne assumevano meno.

Limite posto a 48 gr al giorno

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), gli zuccheri liberi non dovrebbero costituire più del 10% del nostro apporto calorico giornaliero, circa 48 grammi. Gli zuccheri liberi sono quelli aggiunti ai cibi durante la loro preparazione, sia dai produttori che dai cuochi domestici, e sono presenti anche in alimenti come il miele, gli sciroppi e i succhi di frutta. Questa categoria include non solo lo zucchero da tavola, o saccarosio, ma anche altre forme di zucchero come il glucosio, il lattosio, il fruttosio, il maltosio e il galattosio.

Per un adulto medio e attivo che necessita di circa 2000 calorie al giorno, il 10% di questo apporto calorico si traduce in non più di 200 chilocalorie provenienti dagli zuccheri liberi. Questo corrisponde approssimativamente a:

  • 12 cucchiaini di zucchero da tavola,
  • 8,5 cucchiaini di miele,
  • 250 millilitri di succo d’arancia,
  • 500 millilitri di bevande gassate,
  • 16 cucchiai di ketchup.

Lo studio, condotto da Lu Zhang e colleghi dell’Università di Medicina Tradizionale Cinese dello Shandong, ha coinvolto dati raccolti tra il 2011 e il 2018 dal National Health and Nutrition Examination Survey. I ricercatori hanno esaminato l’associazione tra l’assunzione di zucchero e i sintomi depressivi in un campione rappresentativo di adulti.

Possibili spiegazioni e implicazioni

Secondo gli studiosi, diverse spiegazioni potrebbero sottendere a questa associazione. Una delle ipotesi è che una dieta ad alto contenuto di zucchero possa alterare il microbiota intestinale, influenzando così lo stato mentale e favorendo lo sviluppo della depressione.

L’importanza di queste scoperte è rilevante anche per la salute pubblica. Gli esperti ritengono che ridurre l’assunzione di zucchero potrebbe non solo migliorare la salute fisica, ma anche quella mentale delle persone. Tuttavia, sottolineano che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questa conclusione e comprendere appieno i meccanismi sottostanti.

Implicazioni pratiche e raccomandazioni

Sulla base di questi risultati, gli autori dello studio sottolineano l’importanza di sensibilizzare il pubblico sull’associazione tra dieta e salute mentale. Raccomandano interventi educativi e politiche pubbliche mirate a ridurre il consumo di zucchero e promuovere uno stile di vita sano.

Tuttavia, è essenziale notare che lo studio presenta limitazioni, incluso il suo design trasversale che non consente di stabilire una relazione causale tra l’assunzione di zucchero e la depressione.

Come sottolineato sul sito di Eufic: “Per ottenere ulteriori benefici, l’OMS consiglia di ridurre gli zuccheri liberi al 5% dell’apporto energetico totale 4 e diversi Paesi EU raccomandano di consumare al massimo 25 gr di zuccheri liberi al giorno (o il 5% dell’apporto energetico totale), il che corrisponde a 6 cucchiaini di zucchero da tavola” (www.eufic.org).

Fonte: lo studio è stato pubblicato su BMC Psychiatry, con riferimento a Zhang L, et al. (2024).

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