Le droghe che ci curano: cannabis medica e sostanze psichedeliche a confronto

La cannabis è legale in alcuni stati americani come trattamento medico e negli ultimi anni si stanno affacciando al mondo terapeutico anche sostanze psichedeliche come la psilobicina.

Si tratta quindi di un uso legale in un contesto medico di sostanze usate per lo’ sballo’. Il Canada e l’Oregon stanno aumentando l’accesso alle sostanze psichedeliche attraverso una legislazione progressista.  A livello federale, si attende l’ approvazione della FDA per la terapia con MDMA entro i prossimi due anni.

Se li accomuna la derivazione vegetale, nell pratica hanno usi molto diversi:

la cannabis è usata off-label per i pazienti che soffrono di una serie di malattie. È usato per trattare il dolore da cancro e la spasticiità causata dalla malattia di Parkinson, ma anche sindrome di Tourette, il Morbo di Crohn, l’anoressia nell’AIDS, l’Ansia da Disturbo Post-Traumatico da Stress, gli Spasmi muscolari da lesioni del midollo spinale e causati dalla sclerosi multipla.

Mentre la terapia con sostanze psichedeliche agisce effcacemente su alcuni disturbi mentale: quella a base di ketamina aiuta con ansia, depressione e dolore, la terapia assistita da MDMA ha dimostrato di essere “altamente efficace” per il Disturbo Post-Traumatico da Stress la  psilocibina ha dimostrato di essere efficace per la depressione resistente al trattamento,  la dietilamide dell’acido lisergico (LSD) potrebbe trattare il disturbo da uso di alcol e i disturbi dell’umore

La terapie psichedeliche rispetto alla cannabis medica devono essere somministrate in ambulatorio in sessioni che prevdono una procedura più complessa e monitorata dal medico.

Possono essere presenti un terapista, un’infermiera e/o un facilitatore per assicurarsi che siano a loro agio e al sicuro. E l’autosomministrazione è fortemente sconsigliata.

La cannabis medica viene spesso somministrata dal paziente su base continuativa. Poiché i suoi effetti sono meno intensi, i pazienti in genere si sentono a proprio agio a stare da soli o a svolgere le attività quotidiane dopo aver assunto cannabis medica.

Il vantaggio per entrambe queste sostanze è la sicurezza rispetto ad altri trattamenti: rispetto ai soggetti in cura con oppioidi, quelli che assumono cannabis terapeutica corrono molto meno rischi di esselunga spesa omdipendenza fisica. 

Anche se non è ancora chiaro se una dipendenza possa instaurarsi con un consumo a lungo termine.

I rischi della terapia psichedelica sono più a breve termine e sono legati al timore fare un’esperienza negativa. Il terapeuta deve istruirsi sulla riduzione del danno per rispondere a queste situazioni quando si verificano.

https://mohre.it

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*

Chinese (Simplified)CroatianEnglishFrenchGermanItalianJapaneseRussianSpanish