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Le immagini sui pacchetti di sigarette non fanno fumare meno, ma causano vergogna

di Valentina Arcovio

Le terrificanti immagini sui pacchetti di sigaretta non hanno alcun effetto sul numero di “bionde” che consumano i fumatori, ma fanno provare un senso di vergogna tale che aumentano coloro che li nascondono. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California di San Diego. Nello studio, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, sono stati reclutati circa 400 fumatori che hanno ricevuto pacchetti di sigarette con immagini di persone malate. Dall’analisi del comportamento dei partecipanti è emerso che, sebbene i fumatori coinvolti nello studio hanno continuato fumare 10 sigarette al giorno, le immagini hanno indotto molti a nascondere il pacchetto. In particolare, sei su dieci hanno ammesso di aver nascosto il pacchetto proprio per le immagini, un aumento del 40 per cento rispetto a prima dell’inizio dello studio.

Le immagini sui pacchetti non hanno effetto sulle sigarette fumate

Gli Stati Uniti hanno imposto di inserire avvisi grafici sui pacchetti di sigarette nel 2009, in linea con quanto fatto da oltre 120 altri paesi, inclusi l’Italia e il Regno Unito. Tuttavia, il provvedimento risulta ancora bloccato dai ricorsi legali presentati dall’industria del tabacco. “L’inclusione di avvertenze grafiche sui pacchetti di sigarette non ha avuto alcun effetto sul comportamento del fumo”, dice John Pierce, un esperto di salute pubblica e autore dello studio. “Tuttavia, il riconfezionamento delle sigarette con avvertenze grafiche ha aumentato significativamente la percentuale di fumatori che hanno riferito di aver nascosto il pacchetto almeno in parte dal 41 al 57 per cento”, aggiunge. I partecipanti allo studio avevano in media circa 40 anni e all’inizio dello studio non avevano in programma di smettere di fumare. Un terzo dei partecipanti ha ricevuto sigarette in pacchetti con immagini simili a quelle che ci sono in Italia. Agli altri sono stati inviati pacchi vuoti o con etichette standard degli Stati Uniti.  Durante il periodo di studio di tre mesi, ai partecipanti è stato chiesto di riferire ogni giorno se nascondevano i pacchetti di sigarette “almeno una parte del tempo” e quante sigarette stavano fumando. Gli scienziati li hanno poi seguiti per altri nove mesi mentre usavano i loro normali pacchetti di sigarette. 

Il senso di vergogna spinge a nascondere le sigarette

Nel gruppo a cui sono stati dati i pacchetti con le immagini terrificanti la proporzione di coloro che li nascondevano è passata da quattro a sei su dieci. Ma una volta che sono stati nuovamente autorizzati ad acquistare i vecchi pacchetti di sigarette, questa proporzione è scesa a quattro su dieci. Per fare un confronto, negli altri due gruppi circa quattro partecipanti su dieci hanno affermato di aver nascosto i pacchetti di sigarette “almeno una parte del tempo” durante lo studio. I partecipanti al gruppo che hanno ricevuto avvisi grafici hanno fumato circa 11 sigarette al giorno all’inizio del processo, che alla fine sono scese a nove. Ma gli scienziati hanno affermato che questa differenza non era significativa e probabilmente è dovuta ad altri fattori. Negli altri due gruppi il numero di sigarette consumate al giorno è sceso in media da 11 a 9. Secondo i ricercatori, lo studio suggerisce ancora che dovrebbero essere utilizzati avvisi grafici perché nascondere i pacchetti di sigarette potrebbe rendere meno probabile che gli adolescenti inizino a fumare. Tuttavia, un numero crescente di studi suggerisce che le avvertenze stanno diventando meno efficaci poiché i fumatori si stanno abituando troppo ad esse. Un documento del 2019 ha rilevato che circa il 36% dei fumatori in Canada, che hanno iniziato a utilizzare gli avvisi due decenni prima, li ha trovati “per niente” o “minimamente” efficaci nello spingerli a smettere. 

Il commento del Professor Fabio Beatrice

“Questo dato non stupisce. Anche in Italia capita la stessa cosa. Immagini esplicite ed avvertimenti sui pacchetti ci sono ma  i fumatori sono aumentati in maniera consistente nell’ultimo anno . Paradossalmente questa misura appare più come una tutela per lo stato che percepisce accise e che in sostanza, avendo avvertito del pericolo, si chiama fuori da possibili rivendicazioni economiche. Necessita riflettere e rivedere in profondità le politiche di contrasto al tabagismo. Bisogna interrogarsi con umiltà e cercare di capire come intercettare i fumatori. Forse è necessaria una fase di ascolto.”

 

FONTE: https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2792860

 

https://mohre.it

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