sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche sono più efficaci della terapia sostitutiva con nicotina

Per smettere di fumare, eliminando così uno dei fattori di rischio più importanti per il cancro e altre patologie, le sigarette elettroniche sono il “mezzo” più efficace rispetto ai cerotti, gomme e altri prodotti sostitutivi della nicotina. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori della Queen Mary University di Londra (https://www.qmul.ac.uk/) in uno studio pubblicato sulla rivista Addiction (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/add.15628). Si tratta di una buona notizia per tutti i fumatori adulti che stanno cercando di abbandonare il vizio delle bionde”. Fumatori “pentiti” che, secondo le stime del Centers for Disease Control and Prevention (https://www.cdc.gov/tobacco/data_statistics/fact_sheets/cessation/smoking-cessation-fast-facts/index.html), solo negli Stati Uniti sarebbero ben 21,5 milioni.

 

Lo studio è il primo ad aver confrontato il tasso di successo delle sigarette elettroniche con i trattamenti convenzionali, tra cui cerotti alla nicotina, gomme da masticare, spray nasali o orali e inalatori, che sono stati commercializzati per decenni come l’unico strumento praticabile per aiutare i fumatori a smettere. Ma sebbene tutti questi metodi collaudati nel tempo funzionino, specialmente in combinazione con la terapia comportamentale, hanno comunque una reputazione “debole”. Non a caso, sempre negli Stati Uniti, meno di 3 milioni di fumatori adulti ogni anno possono affermare di aver smesso di fumare con successo. La sigaretta elettronica è stata inventata agli inizi del 2000, ma c’è voluto almeno un altro decennio prima che diventare popolare. Da allora, la sua sicurezza è stata messa in discussione poiché alcuni prodotti per lo svapo sono stati implicati in un’ondata di ricoveri di pazienti con lesioni polmonari associate allo svapo, inclusa la bronchiolite obliterante – nota anche come “polmone popcorn” – che si verifica in particolare in individui giovani e sani. Tuttavia, il presunto legame tra sigaretta elettronica e queste patologie polmonari non è ancora chiaro. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato in seguito che la fonte di questo picco di malattie polmonari potrebbe essere “fortemente collegata” ad alcuni prodotti per lo svapo contenenti THC, quindi, non alla nicotina. Sembra che le e-cig incriminate contenessero un additivo, vitamina E acetato, potenzialmente dannoso. La ricerca sta continuando ad andare avanti.

 

Nello studio della Queen Mary University di Londra gli studiosi hanno arruolato 135 fumatori che stavano lottando per smettere di fumare ricorrendo ai metodi convenzionali. Ad alcuni soggetti a caso è stato prescritto l’uso della sigaretta elettronica per otto settimane. Ebbene, dopo sei mesi – quattro mesi dopo la data della loro fornitura di e-cig gratuita – il 27 per cento dei partecipanti che sono ricorsi allo “svapo” ha ridotto la propria abitudine al fumo di almeno la metà e un altro 19 per cento ha smesso del tutto di fumare. Di contro, solo 3 per cento del gruppo di controllo è riuscito ad abbandonare il vizio delle “bionde” e solo il 6 per cento che è riuscito a ridurre il numero di sigarette consumate, “Questo studio mostra che le sigarette elettroniche possono essere uno strumento molto efficace per le persone che vogliono smettere di fumare, comprese quelle che hanno già provato a smettere”, dichiara Michelle Mitchell, CEO di Cancer Research UK, che ha sostenuto lo studio. “Ma le sigarette elettroniche non sono esenti da rischi”, avverte. “E non conosciamo ancora i loro effetti a lungo termine, quindi le persone che non hanno mai fumato non dovrebbero usarle”, conclude Mitchell.

 

 

LINK ALLO STUDIO: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/add.15628

Foto di Ethan Parsa da Pixabay

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