L’epidemia della solitudine

L’isolamento sociale cronico è associato a circa 870.000 decessi ogni anno nel mondo, 100 ogni ora. Un impatto sulla salute, descritto in un report dell’Oms del 2025, che è paragonabile a quello di fumare 15 sigarette al giorno. È da questi dati che emerge con chiarezza il valore delle relazioni sociali: le amicizie non fanno solo stare bene, ma aiutano a vivere meglio e più a lungo. In occasione della Giornata mondiale dell’Amicizia, che si celebra il 30 luglio, le evidenze scientifiche ricordano infatti che una rete di relazioni solide rappresenta un vero fattore di protezione: favorisce il benessere psicologico, migliora la salute fisica e può aumentare fino al 50% le probabilità di vivere più a lungo.

La solitudine è un fenomeno in crescita

“Eppure, la solitudine è un fenomeno in crescita” spiega Ilaria Lega, ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto Superiore di Sanità. “Secondo l’Oms – aggiunge – una persona su sei nel mondo si sente sola. Tra i giovani il fenomeno interessa una persona su cinque, mentre nei Paesi a basso reddito coinvolge quasi una persona su quattro”.
A incidere, sottolinea la ricercatrice, “non sono soltanto i cambiamenti demografici e gli stili di vita, ma anche il modo in cui si costruiscono oggi le relazioni. Nel caso dei più giovani, ad esempio, non sono i social media in sé a determinare la solitudine, bensì le modalità con cui vengono utilizzati e la qualità delle esperienze vissute nel contesto virtuale. Quando sono impiegati come uno spazio di confronto, condivisione e partecipazione possono rafforzare i legami sociali; al contrario, un utilizzo passivo o caratterizzato da interazioni negative e ostili può accentuare il senso di isolamento e di solitudine”.
Anche gli anziani rappresentano una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile. Sebbene non siano il gruppo che riporta i livelli più elevati di solitudine, sono tra coloro che traggono i maggiori benefici dal mantenimento di relazioni significative e di opportunità di partecipazione alla vita della comunità.

Le relazioni come parte della cura: la prescrizione sociale

Per affrontare la sfida dell’isolamento sociale, diversi Paesi stanno sperimentando nuovi strumenti. “Nel Regno Unito è stato istituito un Ministero della Solitudine – conclude Lega – e in diversi Paesi tra cui l’Italia si sta diffondendo il modello della prescrizione sociale, attraverso cui i medici, accanto alle terapie tradizionali, possono indirizzare i pazienti verso attività come gruppi di cammino, cori, laboratori o iniziative di volontariato. Un approccio che riconosce il valore delle relazioni come parte integrante della salute”.

 

Il dossier del Mohre

Come combattere la solitudine in casa? Non basta la tecnologia: è fondamentale creare relazioni autentiche, supporti emotivi reali e momenti di condivisione quotidiana. La solitudine affettiva non colpisce solo chi vive da solo, ma anche chi, pur circondato da persone, non riesce a stabilire connessioni significative.

Il dossier gratuito realizzato da Mohre analizza il costo nascosto della solitudine affettiva, riportando dati allarmanti provenienti da Europa, Stati Uniti e Asia: tra il 20% e il 34% degli anziani soffre di solitudine cronica. Un dato che evidenzia come sentirsi soli e vuoti non sia solo una questione emotiva, ma un vero e proprio fattore di rischio per patologie cardiovascolari, demenza, depressione e declino cognitivo.

Attraverso un’analisi accurata delle ricerche più recenti e delle evidenze scientifiche, il documento sottolinea l’urgenza di attuare strategie concrete per affrontare la solitudine. Serve un intervento sistemico: politiche sociali, reti di supporto, attività inclusive e azioni territoriali che favoriscano la connessione umana e contrastino l’isolamento, soprattutto tra gli anziani.

Si scarica gratuitamente qui: https://mohre.it/?s=dossier+solitudine

 

Per approfondire:

“A toolkit on how to implement social prescribing”: la traduzione italiana

Prospettive per la prescrizione sociale in Italia: il worskhop

Fonte: comunicato stampa ISS

https://mohre.it

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