L’esercizio fisico protegge il cervello degli anziani

di Valentina Di Paola

Che l’esercizio fisico faccia bene al cervello è noto ormai da tempo. Ora però uno studio americano ha mostrato che le persone anziane che rimangono fisicamente attive producono più di una classe di proteine che migliorano le connessioni tra le cellule cerebrali e che, in questo modo, contribuiscono a mantenere una “cognizione sana”. Gli autori dello studio dell’Università della California a San Francisco e dell’Università della British Columbia affermano che questo effetto protettivo sulle sinapsi, il nome con cui si chiamano le connessioni fra neuroni, è stato riscontrato anche nelle persone che presentano proteine tossiche associate all’Alzheimer e ad altre malattie neurodegenerative, stando a quanto rilevato nelle analisi autoptiche condotte sul cervello. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of the Alzheimer’s Association.

Lo sport potrebbe ridurre il rischio di Alzheimer 

Le sinapsi, spiegano gli autori, sono siti di contatto funzionale tra due neuroni, che si modificano nel corso della vita e contribuiscono a determinare la salute cognitiva di una persona. Mantenere l’integrità delle sinapsi può essere fondamentale per prevenire la demenza. In Europa si stima che l’Alzheimer rappresenti il 54 per cento di tutti i casi di demenza, con una prevalenza nella popolazione anziana che aumenta con l’età. Stando alle stime dell’Istituto superiore di sanità, la prevalenza di questa patologia risulta maggiore nelle donne, correlate a un tasso che varia da 0,7 per cento per la fascia di età compresa tra 65 e 69 anni, al 23,6 per cento tra le over 90. Per gli uomini, invece, i tassi di insorgenza sono rispettivamente di 0,6 e 17,6 per cento. Mantenere un buon livello di attività fisica, commentano gli esperti, costituisce un’ottima strategia di prevenzione per le malattie neurodegenerative e problemi non solo fisici, ma anche cognitivi.

L’attività fisica negli anziani riduce il rischio di degenerazione cognitiva

Il nostro lavoro – afferma Kaitlin Casaletto, autrice dello studio dell’Università della California a San Francisco – sottolinea l’importanza di mantenersi attivi fisicamente a ogni età. Abbiamo usato per la prima volta i dati di una coorte umana per dimostrare che la regolazione delle proteine sinaptiche è correlata all’attività fisica e può guidare una serie di benefici cognitivi”. Il gruppo di ricerca ha scoperto che le persone anziane rimaste attive fisicamente mostravano livelli più elevati di proteine fondamentali per lo scambio di informazioni tra i neuroni. “Gli effetti osservati – aggiunge William Honer, altro autore dello studio – andavano oltre l’ippocampo, la sede della memoria del cervello, e si estendevano anche ad altre regioni cerebrali associate alla funzione cognitiva”. Conclude Casaletto: “Si ritiene che l’eccessivo accumulo di proteine amiloide e tau possa svolgere un ruolo decisivo nell’insorgenza dei sintomi della demenza abbiamo scoperto che gli anziani con maggiore integrità sinaptica erano in grado di attenuare gli effetti della presenza eccessiva di queste proteine. Per questo raccomandiamo a tutti di svolgere frequentemente attività fisica, che può portare ad effetti positivi psicologici, cerebrali, fisici e cognitivi”. 

LINK A STUDIO: https://alz-journals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/alz.12530

https://mohre.it

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