Menopausa: prevenire la perdita ossea, l’importanza della terapia ormonale

Redazione

Impatto della terapia ormonale sulla densità ossea nelle donne in postmenopausa: risultati di uno studio prospettico

Le donne in postmenopausa possono sperimentare una perdita significativa di densità ossea se interrompono o non iniziano mai la terapia ormonale. Uno studio prospettico condotto presso la Jacobs School of Medicine and Biomedical Sciences dell’Università di Buffalo ha rivelato che coloro che hanno continuato la terapia ormonale hanno mantenuto la densità ossea, mentre si è osservata una diminuzione per coloro che l’hanno interrotta per almeno 5 anni.

Il tasso accelerato di perdita ossea è particolarmente evidente nelle donne anziane, con una media di 70 anni, che hanno interrotto l’estrogeno. La ricerca ha rilevato che la densità ossea diminuisce più rapidamente rispetto alla perdita ossea correlata all’età nei non utenti, mentre coloro che hanno proseguito con la terapia ormonale hanno mantenuto la stabilità della densità ossea.

Nonostante i benefici della terapia estrogenica nel mitigare i sintomi della menopausa, solo 5 donne su 100 la assumono in Italia.

Nel contesto della menopausa, più del 50% delle donne in climaterio lamenta una serie di sintomi fastidiosi, tra cui mal di testa, disturbi del sonno e stanchezza. La situazione diventa ancora più critica per oltre la metà delle donne in menopausa, che riportano una moderata o grave diminuzione del desiderio e del piacere sessuale, aumento di peso, dolori articolari e muscolari, vampate di calore e sudorazione.

Nonostante questa diffusa sofferenza, una percentuale significativa, quasi la metà delle donne in questa fase, non ricorre a rimedi specifici per affrontare i sintomi, lo ha svelato l’indagine di Fondazione OndaOsservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere «La menopausa nella vita delle donne», realizzata dall’Istituto di ricerca Elma Research con il contributo incondizionato di Theramex. Le opzioni più comunemente adottate includono l’uso di integratori alimentari (27%) e prodotti erboristici (17%), mentre solo il 5% fa affidamento sulla terapia ormonale sostitutiva (TOS).

Uno studio approfondito ha evidenziato l’esistenza di forti barriere alla terapia di supporto per la menopausa. Nonostante l’80% delle donne abbia familiarità con la TOS e la percepisca come una possibile soluzione di supporto, ostacoli significativi persistono. Per il 43%, la menopausa è considerata una fase naturale della vita in cui non è necessario prendere farmaci, mentre il 48% ritiene superfluo l’utilizzo di medicinali non indispensabili, nutrendo timori per possibili effetti collaterali (35%).

I dati dell’indagine rivelano che l’84% delle donne italiane ritiene di avere un livello di informazione medio-alto sulla menopausa. Le principali fonti di informazioni risultano essere amiche e familiari (71%), ginecologi (67%) e medici di medicina generale (36%), insieme a siti internet (53%).

Dati dello studio appena pubblicato sulla rivista Menopause

Lo studio ha coinvolto 961 donne in postmenopausa, con un’età media di 65,9 anni, e ha analizzato dati provenienti dallo studio Buffalo OsteoPerio. Le donne che hanno interrotto la terapia ormonale entro 2 anni dall’inizio hanno mostrato una perdita ossea significativa nel periodo di 5 anni, mentre le attuali utilizzatrici hanno mantenuto la densità ossea.

I risultati indicano che la densità minerale ossea ritorna ai livelli pre-terapia ormonale dopo l’interruzione del trattamento, sottolineando l’importanza della continuità nella terapia ormonale per prevenire la perdita ossea.

La ricerca evidenzia l’importanza della terapia ormonale nella preservazione della densità ossea nelle donne in post menopausa. L’interruzione della terapia può causare una perdita ossea simile a quella verificatasi durante la menopausa stessa. Le donne in post menopausa che hanno continuato l’HT non hanno osservato alcuna perdita ossea all’anno 5 rispetto a quelle che hanno interrotto l’HT, che hanno avuto la più grande perdita ossea di -0,021 gm/cm2. Pertanto, è fondamentale che le donne che considerano l’opzione di interrompere la terapia ormonale siano consapevoli del potenziale impatto sulla densità ossea e sottoposte a monitoraggio accurato da parte dei loro ginecologi che potranno consigliare strategie di riduzione del rischio per contrastare la perdita di massa ossea e diminuire il rischio di fratture.

Nonostante la delusione nel constatare che l’attività fisica tradizionale non sembra mitigare la perdita ossea post-interruzione della terapia ormonale, ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere quale tipo di programma di esercizi possa offrire benefici ottimali alle donne anziane che smettono la terapia ormonale.

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