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Miotenofasciotomia: chirurgia mini-invasiva per liberare i muscoli

“La tecnica che ho presentato è progettata per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da paralisi cerebrale. Il trattamento è più efficace se effettuato precocemente, soprattutto nel caso di bambini a partire dai tre anni di età. L’obiettivo è liberare i muscoli dalle fibre miofasciali accorciate, migliorando la loro traiettoria di crescita in modo che vivano al massimo delle loro possibilità“. Così, il professor Igor Nazarov, accolto a Milazzo (ME) per una conferenza organizzata da Movilife Progetto Salute. Il chirurgo, specializzato in miotenofasciotomia, ha spiegato ai presenti il trattamento chirurgico mini-invasivo che permette ai muscoli di essere liberati dalle retrazioni miofasciali dissezionando con elevata precisione le fibre accorciate. “Invito i professionisti del settore a tenere conto dell’esistenza di queste retrazioni miofasciali nei pazienti e, soprattutto, a risolverle attraverso la miotenofasciotomia. – ha aggiunto Nazarov – Io e il mio team siamo pronti per questo. L’obiettivo è migliorare la mobilità, la biomeccanica, la crescita e lo sviluppo del paziente, ottimizzando e inducendo la neuroplasticità di ciascuno di essi. Operiamo a Barcellona in Spagna e collaboriamo direttamente con i migliori team di riabilitazione in tutto il mondo”.

L’evento, organizzato da Movilife Progetto Salute, si è svolto a “Gigliopoli, la Città dei bambini spensierati” che nasce e si sviluppa sui fondi della Fondazione Barone G. Lucifero in Capo Milazzo (ME). A voler fortemente questo incontro sono stati Rosario Pizzurro e Lydia Oliva, fondatori di Movilife, al fine di diffondere le informazioni a riguardo e fare chiarezza sul punto. La particolarità della procedura è il modo in cui viene eseguita: tramite un bisturi sottile, con un piccolo accesso percutaneo, si interviene sulle parti interessate e si evitano successive suture ed eventuali cicatrici, nel pieno rispetto dei tessuti sani e dei loro strati e senza necessità di immobilizzazione. “I nostri muscoli – ha spiegato il professor Nazarov, tradotto simultaneamente dall’interprete Alessia Mosca – sono come un pigiama che deve assolutamente essere della nostra taglia. Il problema sorge quando non è della nostra taglia, ma è più largo o più stretto. In quel momento, si valuta il possibile intervento.”

Abbiamo scelto di sposare la causa del professor Nazarov, perché è opportuno informare che esiste la miotenofasciotomia, una tecnica innovativa che riduce i tempi di degenza e facilita i processi di riabilitazione successiva e il recupero dei gesti motori e delle abilità della persona. – hanno affermato Rosario Pizzurro e Lydia Oliva – In base alla valutazione effettuata dal nostro team e dai professionisti del campo, abbiamo capito che c’era una carenza importante, non esisteva ancora una rete che potesse unificare e rendere semplice il percorso di riabilitazione per questo tipo di pazienti. Così, ci siamo attivati e siamo a disposizione per coloro che ne hanno la necessità. L’obiettivo è riuscire a facilitare le famiglie, così che rivolgendosi ad un’unica realtà possano trovare risposta a tutte le esigenze di cui hanno bisogno. Il nostro progetto vuole tenere in considerazione che il corpo è fatto di più ‘sistemi’ che devono interagire ed essere in equilibrio per poter funzionare. Noi e il nostro team cerchiamo solo di rispondere ad esigenze evidenti, cercando di rintracciare i punti di salute della persona. Il paziente non è la sua malattia e questo è un modo in più per ribadire che il fattore più importante è la persona che deve stare al centro”.

La lectio magistralis supportata da slide ha permesso ai presenti di capire ed avere consapevolezza su effetti e benefici di una tecnica di cui Nazarov è uno dei promulgatori. Con oltre 10 mila operazioni nei suoi 30 anni di carriera di successo, Nazarov ha illustrato tramite foto e video che i suoi pazienti, grazie alla tecnica, migliorano mobilità e qualità di vita. Dal 1992, si è specializzato nello sviluppo del trattamento medicochirurgico della miotenofasciotomia selettiva e a cielo chiuso, rivolto a pazienti con retrazioni miofasciali, causate da danni cerebrali o simili.

La diagnosi di base – ha spiegato – quella che si riferisce alla paralisi cerebrale, va abbinata alla fase della diagnosi e della valutazione per ipotizzare il tipo di intervento in miotenofasciotomia. È importante tenere presente che la situazione cambia da un caso all’altro e che, in termini di risultati, un caso non deve essere confrontato con un altro. In molti casi si ottengono ottimi risultati, mentre in altri si tratta solo di miglioramenti a un livello base di mobilità. Il nostro obiettivo non è semplicemente quello di riuscire a far vivere questi pazienti nel miglior modo possibile, in termini di qualità e sostenibilità per i loro caregiver, ma di dare loro la massima mobilità in base alle loro condizioni e prospettive”.

Una importante fase da non sottovalutare nel patient journey del paziente è la fase riabilitativa. Essenziale ai fini della riuscita dell’intervento, perché valorizza il risultato. A tal proposito, il team Movilife Progetto Salute si è messo a disposizione per essere punto di riferimento sul territorio, presentandosi al pubblico. Fanno parte del team, oltre all’osteopata Rosario Pizzurro e alla naturopata e consulente in nutrizione e comportamento alimentare Lydia Oliva; una specialista in neuropsichiatria infantile, una psicologa specializzata in ipnosi e psicoterapia Ericksoniana, una fisioterapista e un chinesiologo posturologo.

https://mohre.it

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