Nello European Cancer Plan apertura ai prodotti alternativi al tabacco

Sono stati 652 i voti a favore (15 contrari e 27 astenuti) quelli con cui il Parlamento Europeo ha licenziato il rapporto del BECA, la commissione speciale per la lotta al cancro.

Per la prima volta gli europarlamentari prendono in considerazione le nuove tecnologie nella lotta al fumo e fa esplicito riferimento al concetto di ‘riduzione del rischio’.

“Si tratta di una evoluzione importante. D’ora in avanti infatti, gli effetti del vaping dovranno essere confrontati con quelli del fumo di sigaretta. In questo modo l’Europa introduce e in qualche modo legittima il ruolo del vaping nella cessazione da fumo” ha commentato il Prof. Fabio Beatrice, a capo del Board Scientifico di MOHRE.

Nel report vi è un invito esplicito alla Commissione a ‘dare seguito alle valutazioni scientifiche dei fattori di rischio per la salute, riconducibili alle nuove categorie di prodotti del tabacco (…)’.

Un’apertura importante che si accompagna alla dichiarazione degli europarlamentari: “le sigarette elettroniche potrebbero aiutare taluni fumatori a smettere gradualmente di fumare”.

Regno Unito caposcuola nella riduzione del danno da fumo

Nel Regno Unito, attualmente caposcuola nelle strategie di riduzione del danno, l’agenzia che regola l’approvazione dei farmaci (MHRA) ha aggiornato le sue linee guida in modo che i produttori di e-cig possano accedere all’approvazione dei loro prodotti in modo che possano essere ‘prescritti’ dai medici nell’ambito di un percorso di cessazione.

L’esperienza inglese ha all’atto 50mila cessazioni solo nel 2017.

Limitazioni per evitare che i prodotti siano attraenti per i giovani

Il report sottolinea comunque che le e-cig non devono essere attraenti per minori e non fumatori: si pensa quindi a limitazioni nell’uso degli aromi. Gli unici consentiti saranno quelli regolamentati nella prossima revisione della Tpd. Ma è stato dimostrato che i gusti diversi dal tabacco sono essenziali per aiutare i fumatori a smettere.

Il Professor Konstantinos Farsalinos, che ha recentemente scritto un rapporto di revisione completo sulla questione delle sigarette elettroniche aromatizzate, ha dichiarato: “Le restrizioni sugli aromi ridurrebbero notevolmente il potenziale salvavita dei prodotti innovativi. Prove crescenti suggeriscono che l’uso di aromi diversi dal tabacco è associato a smettere di fumare mentre gli ex fumatori di sigarette elettroniche passano rapidamente a aromi diversi dal tabacco, che è percepito come importante per prevenire le ricadute. L’UE dovrebbe invece attuare rigorosamente l’attuale regolamento che prevede invece il divieto di vendita di questi prodotti ai giovani di punire i fumatori e gli ex fumatori di sigarette elettroniche”.

La questione è della massima attenzione anche per il Professor Ognjen Brborović, Docente di Medicina Sociale all’Università di Zagabria e membro del Board Scientifico di MOHRE “gli aromi fruttati potrebbero attirare la popolazione più giovane verso l’uso dei prodotti alternativi alla sigaretta, tuttavia la maggior parte degli utenti sono ex fumatori, non i più giovani. Vietare gli aromi avrebbe un forte impatto negativo sugli ex fumatori, che tentano di allontanarsi dalla combustione. Da studi osservazionali, revisioni sistematiche e la mia esperienza personale ci sono alcuni modelli nell’utilizzo degli aromi: l’astinenza dal tabacco si prolunga quando le persone possono cambiare gli aromi. Credo che questo argomento non sia riconosciuto adeguatamente”.

https://mohre.it

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