Niente battute sulla cecità da masturbazione: stavolta il colpevole ha il bugiardino
Redazione
Per decenni la leggenda da spogliatoio ha puntato il dito contro l’autoerotismo come presunta causa di problemi alla vista. Scienza alla mano, la correlazione non regge. Quello che invece comincia a reggere, secondo un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Ophthalmology, è che i farmaci usati per curare la disfunzione erettile — e non l’atto in sé — potrebbero avere qualcosa a che fare con la salute degli occhi. Il tadalafil, principio attivo del Cialis, è finito sotto la lente (è proprio il caso di dirlo) di un gruppo di ricercatori taiwanesi che ha incrociato dati su larga scala e trovato un legame statisticamente significativo — anche se piccolo — con glaucoma e ipertensione oculare.
Morale: la vista va protetta, ma non nel modo in cui pensavano i vostri compagni di liceo.
Facciamo i seri, cosa dice davvero lo studio
Il team guidato da Chien-Chih Chou, del Taichung Veterans General Hospital, ha condotto uno studio retrospettivo su larga scala prendendo in esame uomini che assumevano tadalafil non per la disfunzione erettile, ma per i sintomi delle basse vie urinarie (quella sensazione di dover correre in bagno ogni due ore, per capirci, tipica dell’ingrossamento della prostata). Rispetto a chi non usava il farmaco, questi pazienti presentavano tassi più alti di glaucoma, ipertensione oculare e glaucoma ad angolo aperto, ed erano anche più propensi ad avviare un trattamento specifico per il glaucoma.
I ricercatori sono stati chiari su un punto: questo non dimostra che il farmaco causi il glaucoma. Dimostra che c’è un’associazione, il che in medicina è un po’ come dire “i due si conoscono” senza sapere chi ha combinato cosa. Lo studio si aggiunge comunque a un corpus di prove già esistente che collega questa classe di farmaci — gli inibitori della PDE5, che comprendono anche sildenafil (Viagra) e altri — a diversi disturbi oftalmici, inclusi eventi rari ma seri come distacco della retina, occlusione vascolare retinica e neuropatia ottica ischemica.
Qui arriva il colpo di scena da soap opera medica: uno studio precedente aveva suggerito l’esatto contrario, cioè un effetto protettivo del tadalafil nei confronti di eventi avversi oculari, quando il farmaco veniva prescritto per la disfunzione erettile. Stesso principio attivo, indicazione diversa, risultato opposto. Un bel rompicapo per chi ama la scienza delle certezze assolute.
A mettere ordine nel dibattito ci ha pensato Stephen Freedland, del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, che ha definito l’analisi “un’ipotesi generativa interessante” ma con parecchi limiti da tenere a mente. Il problema principale, secondo lui, è distinguere se sia il farmaco in sé a fare danni, o se siano invece le condizioni di salute che hanno portato quegli uomini ad aver bisogno del tadalafil. Facendo un esempio concreto: l’ipertensione è un fattore di rischio sia per la disfunzione erettile sia per il glaucoma. Lo studio ha tenuto conto della presenza di ipertensione, ma non della sua gravità — quindi resta il dubbio che siano i pazienti con pressione più compromessa, e non il farmaco, a spiegare l’aumento del rischio.
E poi c’è la questione dei numeri, che come sempre riporta tutto coi piedi per terra: l’aumento di rischio assoluto, ammesso che sia reale, è inferiore allo 0,8% in cinque anni. Quindi, allarme sì o no?
Gli stessi autori dello studio sono stati rassicuranti: i risultati non controindicano l’uso del tadalafil. Suggeriscono però di dare più peso a una visita oculistica di base e a controlli periodici, soprattutto per chi ha già fattori di rischio come glaucoma o ipertensione oculare pregressi, familiarità con il glaucoma, miopia elevata, o chi prevede una terapia a lungo termine.