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No tobacco day: anche i denti vittime del fumo

I danni che provoca il fumo sono molteplici: non tutti sanno che, ad esempio, ha un impatto importante sulla salute del pianeta. Lo rivela l’OMS con il tema della Giornata mondiale senza tabacco 2022 (31 maggio) “Il tabacco: una minaccia per il nostro ambiente”: 84 megatoni di anidride carbonica emessi annualmente e 3,5 milioni di ettari di terreno distrutti per la coltivazione del tabacco.[1] Più noti i rischi per la salute dell’uomo. Il tabagismo è una dipendenza molto diffusa nel Belpaese: il 24% degli italiani adulti fumano e, a livello di quantità, vengono fumate in media 12 sigarette al giorno fino ad arrivare a oltre un pacchetto per un quarto dei fumatori.[2]

 

Vanno ricordati i rischi per la salute del cavo orale, a partire dalla tossicità diretta – derivante dalla nicotina – che altera il microcircolo a livello dei tessuti gengivali, rendendo le risposte ai batteri meno efficaci e facendo sì che il fumo costituisca uno dei fattori di rischio più importanti per l’insorgenza della parodontite. Un’altra conseguenza è la vasocostrizione locale, che riduce l’apporto di ossigeno nelle gengive: “Un ambiente meno ossigenato porta a forme più gravi di infiammazione – spiega il Dott. Cavalcanti – Inoltre, il fumo compromette alcune funzionalità immunitarie, mettendo ancora più a rischio la salute dei pazienti”.

 

Ma non solo: il fumo di sigaretta incide sulla risposta terapeutica dei pazienti, peggiorando e rallentando la guarigione delle ferite a seguito di interventi e trattamenti. Un esempio sono i fumatori che necessitano di un impianto: inserito in questa categoria di pazienti, presenta un rischio di fallimento superiore del 140,2% rispetto ai non fumatori. “Tabacco e nicotina, infatti, interferiscono con l’osteointegrazione e costituiscono insieme alla ‘storia di parodontite’ i principali fattori di rischio per il fallimento implantare. In questo modo, nel lungo termine aumenta anche il rischio di complicanze come mucosite e perimplantite, che possono portare alla perdita dell’impianto” – rivela il Dott. Cavalcanti.

 

Nonostante le difficoltà comprovate, i pazienti fumatori possono comunque essere considerati soggetti idonei alla chirurgia implantare. Questo perchè la ricerca scientifica e la tecnologia, negli anni, hanno continuato a progredire, realizzando soluzioni sempre più innovative. “La scelta dell’impianto adeguato e con determinate caratteristiche è fondamentale per il successo dell’intervento – commenta il Dott. Cavalcanti – Sono indicate, ad esempio, le superfici implantari idrofile, un fattore che accelera il processo di osteointegrazione e aiuta quindi nella prima fase di guarigione”. Esistono quindi soluzioni adatte ai casi più compromessi, come la superficie implantare SLActive® che, da uno studio condotto sui pazienti fumatori, ha garantito il 100% di sopravvivenza dell’impianto nella bocca a 6 mesi.

 

Non va però dimenticato che il tabacco agisce anche sul lungo termine: se continua ad essere presente come abitudine, combinato con uno stile di vita non corretto, continuerà con il passare degli anni a mettere a rischio il mantenimento degli impianti, incidendo sulla salute dei tessuti che li circondano e li sostengono.Secondo l’esperto, infine, altrettanto cruciale è l’adozione di un corretto stile di vita, con alimentazione sana, attività fisica, prevenzione di patologie sistemiche come diabete e sindrome metabolica. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello del mantenimento della salute degli impianti e dei tessuti che li circondano, attraverso un programma rigoroso di terapia di supporto parodontale e peri-implantare, da eseguire mediante le regolari sedute di igiene orale professionale.

 

 

 

 

 

 



[1] Indagine OMS, 2021.

[2] Indagine OMS, 2021. 

https://mohre.it

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