Non solo cruciverba, internet protegge dal declino cognitivo

Redazione 

Almeno due ore al giorno, sarebbe questa la ‘ricetta’ che prescrive la navigazione in rete per la popolazione più anziana e che proteggerebbe dal declino cognitivo. Mentre l’esposizione nei bambini e nei giovanissimi va moderata, nelle persone più anziane andrebbe caldeggiata. Leggere informazioni, video, partecipare a conversazioni sui social, compenserebbe almeno in parte una tendenza all’isolamento e manterrebbe il cervello attivo e stimolato. 

Diminuzione del rischio di demenza

Nell’era digitale, la questione se Internet possa servire da scudo contro il declino cognitivo negli anziani suscita un crescente interesse. Il Dr. Philippe Tellier, il 22 febbraio 2024, ha gettato nuova luce su questo argomento con la pubblicazione dei risultati di un’indagine longitudinale pluriennale che suggerisce una notevole diminuzione del rischio di demenza tra gli anziani che navigano in rete regolarmente.

Effetti positivi sulla salute mentale degli anziani

L’analisi, che si distingue per la sua ampiezza e profondità, ha coinvolto oltre 18.000 partecipanti di età compresa tra i 50 e i 64,9 anni, tutti precedentemente non affetti da demenza. Con un periodo mediano di osservazione di 7,9 anni, estendendosi fino a 17,1 anni in alcuni casi, lo studio ha offerto una visione senza precedenti sull’impatto dell’utilizzo di Internet sulla salute mentale degli anziani.

Internet contribuisce alla riserva cognitiva negli anziani

A dispetto del dibattito in corso e dello scetticismo di alcuni settori, i risultati sembrano confermare che l’uso regolare di Internet possa effettivamente contribuire a mantenere la riserva cognitiva degli anziani. Questo fenomeno si riflette in una migliore conservazione della memoria, delle prestazioni cognitive e del ragionamento verbale tra gli utenti assidui della rete.

Tuttavia, è fondamentale considerare vari fattori, tra cui le disparità socioeconomiche, il livello di istruzione e le differenze generazionali, che influenzano l’accesso e l’utilizzo di Internet. Tradizionalmente, si presume che gli anziani abbiano un approccio più limitato alla tecnologia digitale, il che potrebbe attenuare l’effetto benefico di Internet sulle funzioni cognitive rispetto alle generazioni più giovani, abituate fin dalla nascita all’uso intensivo della tecnologia.

I dettagli dello studio mettono in evidenza un’associazione significativa tra l’uso regolare di Internet e una riduzione del rischio di demenza, con un rapporto di rischio (HR) che si attesta a 0,57. Dopo aver tenuto conto di vari fattori, come la selezione naturale degli utenti più attivi e le condizioni cognitive di base, l’associazione rimane forte, indicando che l’uso di Internet potrebbe quasi dimezzare il rischio di sviluppare demenza.

Migliori risultati se l’utilizzo è moderato

Interessante è la scoperta che il rischio di demenza segue una curva a forma di U in relazione alle ore di utilizzo quotidiano di Internet, con il punto più basso tra 0,1 e 2 ore. Questo suggerisce che un utilizzo moderato potrebbe offrire i massimi benefici, ponendo le basi per ulteriori ricerche sulla durata ottimale dell’esposizione digitale per la salute cognitiva.

In conclusione, i risultati di questo studio longitudinale offrono una prospettiva promettente sull’uso di Internet come strumento per combattere il declino cognitivo legato all’età. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno gli effetti negativi potenziali, gli anziani e i loro caregiver possono prendere in considerazione l’uso moderato di Internet come parte di una strategia complessiva per mantenere la mente attiva e impegnata.

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