Nuoce gravemente alla salute mentale: la proposta americana per proteggere i giovani dai social media

In un articolo di opinione pubblicato lunedì sul New York Times, il Chirurgo Generale degli Stati Uniti, Vivek Murthy, ha sollecitato il Congresso a imporre etichette di avvertimento sulle piattaforme di social media, simili a quelle presenti sulle confezioni di sigarette. Murthy ha dichiarato che i social media sono un fattore significativo nella crisi della salute mentale tra i giovani.

Peccato che queste misure non siano efficaci nel modificare i comportamenti e vengono sistematicamente ignorati. Andrebbero invece accompagnati da strategie di psicologia cognitiva e incentivi quando venga messo in atto un uso più responsabile delle piattaforme. Si delega infatti agli utenti la responsabilità del proprio consumo, misura inefficace se pensiamo a cervelli ancora in formazione e incapaci di auto-rogolarsi efficacemente. Sarebbe invece opportuno patteggiare con le piattaforme strumenti per regolare il tempo della connessione e fare una migliore selezione dei contenuti.

Murthy ha affermato: “È tempo di richiedere l’etichetta di avvertimento di un chirurgo generale sulle piattaforme di social media, affermando che i social media sono associati a significativi danni alla salute mentale per gli adolescenti. L’etichetta di avvertimento di un chirurgo generale, che richiede un’azione del Congresso, ricorderebbe regolarmente a genitori e adolescenti che i social media non sono stati dimostrati sicuri”. Ha aggiunto che le prove degli studi sul tabacco dimostrano che le etichette di avvertimento possono aumentare la consapevolezza e cambiare il comportamento.

L’uso dei social media è estremamente diffuso tra i giovani. Secondo i dati del Pew Research Center del 2022, fino al 95% dei giovani tra i 13 e i 17 anni utilizza una piattaforma di social media, e oltre un terzo dichiara di usarli “quasi costantemente”.

Già l’anno scorso, Murthy aveva avvertito che non c’erano prove sufficienti per dimostrare la sicurezza dei social media per bambini e adolescenti, invitando i responsabili politici ad affrontare i danni dei social media con la stessa serietà con cui regolano seggiolini auto, latte artificiale, farmaci e altri prodotti per l’infanzia.

Attualmente, le società di social media vietano l’iscrizione ai minori di 13 anni, ma è noto che i bambini riescono facilmente ad aggirare questi divieti, spesso con la complicità o la disattenzione dei genitori. Anche le misure adottate dalle piattaforme per limitare l’uso eccessivo dei social media possono essere facilmente bypassate. Ad esempio, TikTok ha introdotto un limite di tempo di 60 minuti per gli utenti sotto i 18 anni, ma i minori possono semplicemente inserire un codice per continuare a utilizzare l’app.

Murthy ha espresso preoccupazione per l’impatto dei social media sui giovani, sottolineando che la questione dovrebbe essere affrontata con maggiore urgenza: “Perché non siamo riusciti a rispondere ai danni dei social media quando non sono meno urgenti o diffusi di quelli posti da auto, aerei o cibo non sicuri? Questi danni non sono un fallimento della forza di volontà e della genitorialità; sono la conseguenza di scatenare una potente tecnologia senza adeguate misure di sicurezza, trasparenza o responsabilità“.

A gennaio, i CEO di Meta, TikTok, X e altre società di social media sono stati chiamati a testimoniare davanti alla commissione giudiziaria del Senato. Hanno difeso gli strumenti di sicurezza delle loro piattaforme e il loro lavoro con organizzazioni non profit e forze dell’ordine per proteggere i minori. Tuttavia, Murthy ha sottolineato la necessità di una legislazione più rigorosa per proteggere i giovani da molestie, abusi, sfruttamento online e esposizione a contenuti violenti e sessuali.

Murthy ha proposto misure per impedire alle piattaforme di raccogliere dati sensibili dai bambini e limitare l’uso di funzionalità come le notifiche push, la riproduzione automatica e lo scorrimento infinito, che favoriscono l’uso eccessivo. Ha inoltre raccomandato che le aziende siano obbligate a condividere i loro dati sugli effetti sulla salute con scienziati indipendenti e il pubblico, e a consentire audit di sicurezza indipendenti.

Infine, Murthy ha esortato scuole e genitori a promuovere periodi senza l’uso del telefono e ha invitato medici e operatori sanitari a guidare le famiglie verso pratiche più sicure riguardo l’uso dei social media.

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