Ovaio policistico: relazione con i chili di troppo

di Ida Macchi  

Aumento di peso e sindrome dell’ ovaio policistico, o PCOS (Polycystic ovary syndrome): un legame più stretto di quanto non si possa immaginare. Già, perché questo disturbo che colpisce dal 5 al 20% delle donne in età riproduttiva, trova nei chili di troppo, soprattutto quelli che si accumulano sul giro vita, il suo detonatore ma anche un fattore che ne peggiora l’andamento. Infatti, insospettabilmente, l’ovaio non è l’artefice di questa malattia metabolico-ormonale, ma piuttosto la sua vittima. Sono proprio i chili di troppo a dargli il la: “creano uno stato infiammatorio e una maggior produzione di citochine  (sostanze pro-infimmatorie) che aprono la strada all’insulino- resistenza”, spiega professoressa Stefania Piloni, ginecologa e docente di fitoterapia all’Università di Milano. “Tutte le cellule dell’organismo diventano meno sensibili all’azione dell’insulina che di solito mantiene stabili i livelli di zuccheri nel sangue: l’ormone viene secreto in quantità maggiori dal pancreas, ma non riesce ugualmente a portare a termine il suo lavoro, predisponendo così al diabete. Non solo: l’insulino resistenza manda al top l’azione di un enzima ( l’epimerasi) che altera anche l’equilibrio glucidico dell’ovaio: abbassa le quote e il  myo-inositolo e quelle del d-chiro- inositolo, 2 zuccheri fondamentali per il buon funzionamento ovarico. Il primo gioca soprattutto un ruolo sulla regolazione del glucosio, il secondo sulla regolazione della sintesi di ormoni maschili”.

Nel mirino la regolarità del ciclo e la salute di capelli e pelle

“Questo sbilanciamento, infatti, obbliga l’ovaio a produrre una maggior quantità di ormoni con azione maschile (primo tra tutti il testosterone) che hanno un’influenza negativa sul benessere e la salute di pelle e capelli: da lì acne, eccessiva produzione di sebo che rende grassi e fragili i capelli e peluria in eccesso, sintomi che caratterizzano le forme più gravi di ovaio policistico”, spiega la professoressa Piloni.” Lo squilibrio glucidico blocca anche l’FSH: è l’ormone prodotto dall’ipofisi che stimola la maturazione degli ovuli. Risultato: ovulazione in tilt, ciclo irregolare , più lungo dei canonici 28 giorni o che diserta addirittura il suo appuntamento. Insomma, irregolarità che, anche se non portano alla sterilità, allungano i tempi del concepimento. Infatti, le donne che soffrono di PCOS possono tentare di mettere in cantiere un bebè anche per 2-3 anni di fila,  prima di riuscire a far prendere il volo alla cicogna”.

Al contrattacco 

Passare al contrattacco non è però difficile. “Il primo step è quello di  mettere in nota alcuni esami del sangue che fanno chiarezza: dosaggio di LH, FSH,  progesterone ,testosterone libero e totale,  androstenedione edeidroepiandrostenedione che danno un quadro degli ormoni sessuali”, suggerisce la ginecologa. “Si’ anche ad una glicemia , al dosaggio dell’insulina  ed eventualmente una curva da carico del glucosio. Poi , se effettivamente i problemi sono legati ad un eccesso dell’omone che regola i livelli degli zuccheri nel sangue, la prima medicina è quella di smaltire i chili di troppo, soprattutto quelli accumulati sul giro vita,  alleati dello squilibrio metabolico che altera il lavoro dell’ovaio: basta perdere circa il 5% del proprio peso per migliorare l’insulino –resistenza e gli indici infiammatori”.

Dieta e attività fisica 

Gli strumenti per riuscirci : dieta e attività fisica. “Il regime alimentare ideale è quello a basso indice glicemico e quindi con eliminazione di pane, pasta e cereali raffinati, a favore di quelli integrali, ma consumati a dosi ideali : 80 grammi per i cereali, 50 per il pane”, suggerisce la professoressa Piloni. “Attenzione invece, al riso bianco : ha un alto indice glicemico ed è meglio sostituirlo con quello parboiled . Occhio anche ai grassi saturi , soprattutto quelli di origine animale: si accumulano nel fegato, mandandone in tilt la funzione di controllo della glicemia, e nei muscoli che diventano meno attivi nello smaltire gli zuccheri. Sì perciò a carne bianca, uova, pesce e formaggi freschi come ricotta, crescenza, feta e quartirolo, a basso contenuto di grassi . No, invece, a salumi, carni grasse, formaggi stagionati, creme , burro, patatine, grissini e focacce. No, anche a dolci e soprattutto a succhi di frutta, alcolici e soft drink, vere bombe di zuccheri. Si, invece, a frutta e verdura, ricchi di fibre che rallentano l’assorbimento di zuccheri semplici e grassi, ricordando però di controllarne l’indice glicemico: quello della zucca, per esempio, è basso, mentre quello della carota è alto. E ancora: pere, nespole, albicocche, arance e pesche hanno un basso indice glicemico, mentre quello di fichi , uva, frutta secca, banane e cachi è alto e facilita i rapidi innalzamenti della glicemia. Via libera, invece, ai legumi come ceci, fagioli, lenticchie , veri concentrati di fibre che frenano l’indice glicemico. Ok, infine, all’attività fisica di tipo aerobico , e quindi brucia grassi, come camminare almeno un’ora a passo sostenuto, e ad esercizi di rinforzo degli addominali , per assottigliare il giro vita. Attenzione anche al sonno. E’ bene dormire almeno 7-8 ore per notte: per evitare la produzione di grelina, sostanza che aumenta l’appetito per i cibi grassi e i dolci, facilitando le abbuffate che rischiano di far mettere su chili di troppo”.

L’aiuto della pillola e degli  inositoli

Per tenere a bada acne, peluria e perdita di capelli della PCOS, soprattutto se importanti, si può ricorrere alla pillola. Quelle più efficaci: “a base di drospirenone che ha anche un’azione diuretica che aiuta a tenere a bada gli aumenti di peso, oppure di dienogest, un progestinico che evita gli innalzamenti degli ormoni maschili”, suggerisce la professoressa Piloni. “Poi, se si desidera un bebè, una volta sospeso il contraccettivo è utile ricorrere ad integratori che contengono i due zuccheri alleati del benessere ovarico: il myo.insitolo e i d-chiro-inositolo, da assumere in dosaggi da 1 a 2 grammi di principi attivi al giorno, secondo le indicazioni del ginecologo.  Ben calibrati e lavorando in sinergia, nel giro di 6 mesi le due molecole sono in grado di ripristinare l’ovulazione nel 50% dei casi. A patto però di perdere peso”.

Vantaggi e svantaggi

La PCOS offre anche “vantaggi”: “le donne che ne soffrono hanno un ovaio che funziona un po’ come un motore Diesel e raggiunge il massimo della fertilità più tardi , ma questo permette loro di mettere più facilmente in cantiere un bebè dopo i 35 anni, quando la malattia “ si auto esaurisce” spontaneamente”, spiega la specialista . “Non solo: il prevalere del testosterone le rende donne decise  e “di carattere” capaci di raggiungere l’obiettivo e di affermare il loro punto di vista. Sono donne calde anche sul fronte del desiderio sessuale e vivono la loro vita intima pienamente”. La PCOS , però, è anche un segno premonitore di maggiori rischi per la salute, dopo il climaterio: “chi ne soffre ha un rischio 5 volte maggiore di soffrire di diabete di tipo 2 perché l ‘insulino-resistenza è una sorta di anticamera della malattia metabolica”, sottolinea la professoressa Piloni. “Ha anche maggiori rischi di incorrere nell’ipercolesterolemia e nell’ipertensione per colpa di un sistema vascolare più fragile e di un endotelio meno efficiente . Insomma, ha un cuore che, con  la menopausa, ha bisogno di un occhio di riguardo in più. Tenerne conto e mantenere dieta e attività fisica come pilastri della vita quotidiana per rimanere in peso forma,  sono però il segreto per trasformare questi svantaggi in benefici e mantenersi in salute anche dopo gli anta”.

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