PA: Zangrillo, rinnovi contratti affrontino anche il tema del Welfare Contrattuale e della Sanità integrativa

Un seminario di confronto tecnico sulla sanità integrativa nel pubblico impiego si è svolto oggi a Roma organizzato dall’Osservatorio Nazionale Welfare e Salute nell’ambito dei meeting Colazione cON.

All’incontro, organizzato dall’Osservatorio Nazionale Welfare & Salute diretto da Ivano Russo, hanno partecipato – oltre all’AD di ONHC Filippo Ceppellini – il Direttore dell’ARAN Antonio Naddeo, il Capo di Gabinetto del MUR Marcella Panucci, il Presidente della X Commissione del Senato Franco Zaffini, alcuni tra i principali esponenti del mondo delle competenze e del mercato, rappresentanti confederali delle parti sociali. Ospite d’onore della giornata il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha sottolineato quanto il welfare contrattuale, e la Sanità Integrativa, siano oggi tra gli elementi utili per la soddisfazione e il benessere dei dipendenti, nonché una delle leve di attrazione per i giovani talenti.

“L’amministrazione pubblica italiana conta 3,2 milioni di dipendenti ed è la più grande organizzazione del nostro Paese – ha spiegato Zangrillo – È chiaro che in prospettiva dobbiamo pensare alla cura delle nostre persone, soprattutto in occasione dei rinnovi contrattuali, guardando non soltanto agli aumenti salariali ma anche alla gestione del capitale umano, per soddisfare esigenze emergenti. Ho confermato nella Direttiva madre, il documento che fornisce le linee guida dei rinnovi contrattuali per la tornata 22/24, il mio impegno ad affrontare anche il tema del welfare aziendale e quindi della sanità integrativa. Ovviamente si tratta di una possibile leva da azionare – accanto alla riforma del reclutamento, dei meccanismi premiali, della formazione professionale e della mobilità – per rendere il settore pubblico più moderno, dinamico, competitivo in linea con la determinante funzione che esso svolge per la crescita dell’intero Sistema Paese”.

“Ad oggi – ha aggiunto il Presidente dell’Osservatorio Ivano Russo – godono di coperture sanitarie e prestazioni integrative circa 15 milioni di lavoratori e rispettivi nuclei familiari, ma di questi meno di 300 mila sono i dipendenti pubblici, quindi neanche il 10% del totale di Settore. Ampliare la platea dei beneficiari – ha concluso – significa anzitutto sgravare il SSN di una pressione sulle liste di attesa divenuta sempre più insostenibile”.

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