Il papilloma virus responsabile di tumori anche nei maschi

di Anna Benedetto

Ogni anno si diagnosticano in Italia circa 13.000 nuovi casi di tumori maligni del distretto testa-collo; la maggior parte di essi è rappresentata dai carcinomi squamosi e si osserva nella popolazione maschile (7.300 casi). Il 75% di queste neoplasie sono causate da fumo ed alcool. L’effetto dei due fattori è sinergico: il rischio di sviluppare il tumore si moltiplica e risulta superiore di 80 volte per quel che concerne il carcinoma del cavo orale e di 12 volte per quello della laringe rispetto a chi non fuma e beve. La malattia è tre volte più frequente nel Nord Italia rispetto al Sud.  

Una percentuale minore ma sempre più rilevante dei carcinomi della testa e del collo, soprattutto dell’orofaringe (tonsille palatine e base lingua) è causata da un diverso fattore di rischio: l’Human Papilloma Virus (HPV), già noto come responsabile dei tumori della cervice uterina. L’incremento dei tumori orofaringei causati da HPV è un fenomeno globale
La trasmissione del virus HPV avviene per via sessuale e nel caso specifico sono i rapporti orali a portare il virus dalle zone genitali al cavo orale. 

L’HPV 16 è il genotipo più coinvolto nei carcinomi squamosi dell’orofaringe (ceppo ad alto rischio). Il virus agisce infettando le cellule basali (profonde) delle cripte presenti nelle tonsille palatine e nella base lingua e, con una latenza compresa solitamente tra i 10 e i 30 anni, può indurre la trasformazione in cellule tumorali in un ospite suscettibile.  

Spiega Giovanni Danesi, presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale (SIO&ChCf)“I tumori dell’area testa-collo, colpiscono gli uomini con una frequenza doppia rispetto alle donne. Nei paesi industrializzati la progressiva riduzione del consumo di sigarette ha avuto come conseguenza una riduzione di incidenza dei carcinomi squamosi della testa e del collo. Tale decremento, tuttavia, non si è verificato per i carcinomi squamosi dell’orofaringe HPV correlati, i quali al contrario hanno presentato un rapido incremento di incidenza nel corso degli ultimi decenni. Attualmente il 31 percento dei tumori orofaringei in Italia è causato dall’HPV e il paziente tipo affetto da questo tumore è un uomo giovane o di mezza età spesso non fumatore”

La diagnosi dei tumori oro-faringei

Sia le manifestazioni che le conseguenze del trattamento chirurgico dei tumori dell’area testa-collo possono essere drammatiche, come può esserlo la sopravvivenza in relazione  allo stadio al quale la malattia viene diagnosticata. 

La diagnosi precoce dei tumori orofaringei causati da HPV è particolarmente difficile perché non sono note lesioni cliniche pre-maligne e non può essere condotto un test analogo al Pap Test come per la diagnosi precoce del carcinoma della cervice uterina.  L’infezione da papilloma-virus (HPV) pertanto è spesso alla base di tumori orofaringeiprincipalmente a sede tonsillare e alla base della lingua – soprattutto quando non siano presenti altri fattori di rischio, come fumo e alcool. Si tratta di neoplasie che compaiono in più giovane età e sono spesso correlate alle abitudini sessuali.

Spesso la diagnosi risulta tardiva perché, soprattutto nel caso dei tumori dell’orofaringe, le manifestazioni iniziali sono lievi e facilmente sottostimate: leggeri (ma persistenti) dolori alla bocca o alla gola; presenza di ferite simili ad afte che però non guariscono; gonfiore e difficoltà a muovere la lingua; denti che si mobilizzano senza una ragione evidente; tutti questi sintomi spesso vengono trascurati con il risultato di portare il paziente alla diagnosi in una fase già avanzata di malattia tumorale.

Controlli periodici, stili di vita sani e, nel caso dell’HPV, la vaccinazione per entrambi i sessi sono le principali azioni di prevenzione nei confronti dei tumori testa e collo e in particolare dei tumori HPV correlati.

 

La vaccinazione 

In Italia la vaccinazione anti-HPV è raccomandata ed offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni di età (per proteggerli in tempo prima dell’inizio della loro vita sessuale) e viene somministrata in due dosi a distanza di 6 mesi. Se il ciclo vaccinale inizia dopo il compimento dei 15 anni, le dosi previste sono tre.“Dai dati epidemiologici emerge che la vaccinazione HPV riduce la prevalenza delle infezioni da HPV nel cavo orale/faringe dell’88-93%. La vaccinazione – sottolinea Giovanni Danesi – per l’HPV permette di prevenire il 90-100% delle infezioni anogenitali da HPV e delle lesioni pre-cancerose. Ci si aspetta che la vaccinazione HPV riduca l’incidenza del carcinoma squamoso dell’orofaringe entro il 2060 (sulla base della fisiopatologia e quindi del periodo di latenza tra infezione e presentazione clinica del tumore indotto dal virus)”. 

Prof Giovanni Danesi, presidente SIO&ChCf

Prof Giovanni Danesi, presidente SIO&ChCf

 

In Italia la vaccinazione anti-HPV è raccomandata ed offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni di età (per proteggerli in tempo prima dell’inizio della loro vita sessuale) e viene somministrata in due dosi a distanza di 6 mesi. Se il ciclo vaccinale inizia dopo il compimento dei 15 anni, le dosi previste sono tre.“Dai dati epidemiologici emerge che la vaccinazione HPV riduce la prevalenza delle infezioni da HPV nel cavo orale/faringe dell’88-93%. La vaccinazione – sottolinea Giovanni Danesi – per l’HPV permette di prevenire il 90-100% delle infezioni anogenitali da HPV e delle lesioni pre-cancerose. Ci si aspetta che la vaccinazione HPV riduca l’incidenza del carcinoma squamoso dell’orofaringe entro il 2060 (sulla base della fisiopatologia e quindi del periodo di latenza tra infezione e presentazione clinica del tumore indotto dal virus)”. 

A seguire il video informativo sull’HPV della Fondazione Umberto Veronesi:

 

 

Anche le infezioni possono essere all’origine dei tumori

L’infezione da Papilloma virus umano (HPV) costituisce una famiglia composta da oltre cento varietà diverse di virus, con effetti molto diversi a seconda del tipo e della famiglia a cui appartiene il ceppo virale con cui si entra in contatto. 

Generalmente, il virus si replica sfruttando le cellule della cute e delle mucose e promuovendone una crescita eccessiva (iperplasia) che provoca le tipiche formazioni. La maggior parte degli HPV causa lesioni benigne, come le verruche che colpiscono la cute (di mani, piedi o viso) e i condilomi o papillomi che interessano le mucose genitali e orali. Spesso queste escrescenze sono rivestite da uno strato di cheratina (ipercheratosi) tipica di alcune forme dell’infezione.

La maggior parte delle infezioni genitali da HPV regredisce spontaneamente. Una piccola quota invece, se non trattata, può evolvere lentamente verso una forma tumorale.
I tipi più pericolosi di HPV sono spesso asintomatici e provocano lesioni a evoluzione maligna nelle vie respiratorie superiorilaringe, faringe, lingua, tonsille, palato, naso – o ai genitali maschili e femminili – glande, pene e scroto per l’uomo; perineo, vagina, utero e cervice uterina per la donna.

I virus in grado di provocare infezioni persistenti che favoriscono l’insorgenza dei tumori sono detti virus oncogeni o oncovirus. 
Nel mondo, circa 2,2 milioni (1 paziente su 9) delle diagnosi di tumore ogni anno sono dovute a infezioni causate da questi microrganismi.

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