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‘Peggio che fumare una sigaretta’: cosa fa davvero il fritto al tuo corpo. Il paragone infelice di Dave Asprey

L’infiammazione è solo uno  degli elementi in causa, le sigarette infatti contengono almeno 70 sostanze cancerogene e migliaia di sostanze tossiche. Il paragone con una porzione di patate fritte è quindi assolutamente inadeguato e pericoloso data la platea di migliaia di follower che potrebbero sentirsi assolti dal consumo di tabacco. Non è la sostanza ma l’uso che se ne fa (e le quantità): è il mantra alla base del concetto di moderazione, per cui uno non vale dieci. Uno è uno. Punto. 

Mangiare cibo spazzatura due o più volte alla settimana non ha lo stesso impatto di una cena al fast food una volta al mese. Una giornata di esposizione al sole non ha lo stesso profilo di rischio di un mese esposti senza ombrellone o protezione. 

Qualsiasi comportamento o stile di vita è in qualche modo ‘dose dipendente’. 

 

Fumare fa male, ormai è un dato acquisito, ma il profilo di rischio di chi consuma due pacchetti al giorno è molto diverso di chi fuma tre sigarette nel we. Anche se il rischio di dipendenza indotto dalla nicotina è sempre in agguato. 

 

Ma veniamo al punto: è stato recentemente suggerito che fumare una sigaretta potrebbe essere considerato più salutare che mangiare cibi fritti. Il motivo sarebbe nella durata dell’infiammazione che ne consegue. L’affermazione viene dall’imprenditore e guru del biohacking (ossia del potenziamento biologico) Dave Asprey: che sostiene che 

l’infiammazione scatenata nell’organismo da cibi fritti dura 2 giorni rispetto a quella di una sigaretta che si esaurisce in 4-8 ore. Peccato che chi fuma non si limiti ad una sigaretta ogni 4 ore (il che significherebbe comunque avere uno stato di allerta continuo) ma fuma a intervalli regolari, con due o tre sigarette ogni ora che non solo rende l’infiammazione cronica ma con un effetto sommatorio. 

 

Se l’imprenditore voleva usare una metafora diciamo che in questo caso ha davvero preso un granchio. Le patatine fritte non sono sicuramente un alimento neutrale ma una volta ogni tanto può offrire una gratificazione in più a fronte di un piccolo rischio. Diverso è se il consumo di cibi fritti è regolare. All’aumento dell’esposizione aumenta il danno. 

 

Sappiamo tutti che il fumo è collegato a un aumento 

 

del rischio di cancro ai polmoni e decine di  altre malattie, oltre a provocare una violenta infiammazione cronica. Gli studi hanno dimostrato che la nicotina può attivare i neutrofili rispetto alle molecole protettive che a loro volta portano ad un aumento dell’infiammazione.

 

In sintesi, le due cose non sono paragonabili e fritto si può, raramente e con criterio, magari con le nuove friggitrici ad aria che prevedono un uso minimo di olio.

 

Foto di Pexels da Pixabay

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